Commento Riunione CPN del luglio 2010

Si è svolto il 17 e 18 luglio il Comitato Politico Nazionale del Prc. In un clima non di particolare entusiasmo, la discussione si è subito concentrata sulla proposta, contenuta nel documento della segreteria, della costruzione di una nuova grande area di maggioranza del partito, capace di superare le aree oggi presenti. Intento assolutamente nobile, anche se certamente non risolvibile con una voto su un documento. Ma alcuni nodi rimangono ancora irrisolti.

1) il primo riguarda il fatto che, la maggioranza dei consensi che il documento della segreteria ha raccolto, non esprimono affatto una comune visione su molti punti. A partire per esempio sul ruolo che sta sempre più assumendo l’assemblea per l’Unità della Sinistra, lanciata da alcuni compagni della segreteria nazionale e fortemente osteggiata da tutti gli altri nel corso del dibattito nel Cpn. Il fatto che su un tema così delicato si produca un’iniziativa (oggi appoggiata pure dal manifesto) rispetto alla quale il segretario sente il bisogno di differenziarsi con nettezza in più di un passaggio, ci dice dell’unità solo apparente del gruppo dirigente.

2) altro tema centrale sul quale la segreteria non ha una posizione unitaria è il rapporto con Sinistra e Libertà e con Vendola. Le differenze non sono tanto sull’esigenza di aprirci relazioni, quanto sul rapporto da avere, vista la sua scelta di restare nel campo del sistema bipolare e maggioritario e sfidare (con le primarie) il Pd sul terreno della leadership nel centro-sinistra. Che fare allora? Su questo la segreteria nazionale non ha una posizione unitaria.

Rispetto a queste divergenze profonde si è preferito non approfondire il dibattito e non rendere permeabile il documento della segreteria (che pure impugna la bandiera dell’unità interna la partito) ai contributi di chi, della segreteria non fa parte.

Non è facile invece fare un calcolo sui voti finali al documento, vista lo stratagemma usato di contare solo i voti degli altri documenti (5 per il documento de l’Ernesto, 5 per quello di Falcemartello) e gli astenuti (4), ma non di quelli a sostegno del documento della segreteria (ovviamente la maggioranza) dove però in maniera evidente pesavano molte assenze, segno questo tutt’altro che trascurabile.