Commento di Mario Maddaloni

Scrivo volentieri queste brevi considerazioni sulla Festa dell’Ernesto tenutasi a Bologna ad Agosto,dolendomi del fatto ,che per la distanza geografica e per impegni precedentemente assunti, non ho potuto collaborare attivamente alla realizzazione di un evento che credo abbia caratterizzato positivamente la presenza “militante” dei compagni/e,ma segnato positivamente anche la parentesi politica estiva. Sin da quando questa idea ha preso corpo,poi è diventata una proposta operativa, non ho mai nutrito nessun dubbio, che dal punto di vista organizzativo avesse successo. In questi anni ho potuto verificare le capacità del compagno Franchi,che adottando la filosofia del “Kaos organizzato”,già in altri appuntamenti nazionali dell’Ernesto aveva dato prova di “saperci fare”. Insieme al compagno Niglio,operaio della Fiat di Pomigliano,siamo arrivati nel pomeriggio del 29.08.2010,per un dibattito sulle questioni del lavoro,da subito siamo stati colpiti positivamente dall’affluenza di “popolo”,ma poi avventurandoci tra gli stands,incrociare le faccie conosciute dei compagni/e dell’Ernesto,gli stessi e le stesse con cui hai condiviso lunghe ed appassionanti discussioni politiche,ci ha fatto ritornare alla mente le feste dell’Unità di un tempo.Per me è stata la conferma che quando c’è un lavoro corale è militante,la riuscita delle inizziative è certa. Durante il viaggio di ritorno,insieme a Niglio abbiamo commentato positivamete la riuscita della festa,augurandoci che la ripresa del conflitto sociale realizzi anche il protagonismo dei comunisti, che utilizzi anche le feste per la ricostruzione di un partito comunista, di cui si sente veramente bisogno.

Mario Maddaloni, Napoli