Commemorare il 25° anniversario dalla Tragedia di Bhopal

Il 2-3 dicembre 1984, nella città indiana di Bhopal, uno dei più grandi disastri industriali al mondo uccise oltre 20.000 persone e causò gravi lesioni a più di 500.000 persone. Le conseguenze continuano a farsi sentire ancora oggi, 25 anni dopo, nella sofferenza senza fine delle vittime superstiti, nella carente prestazione di cure sanitarie e nella negazione di una riabilitazione adeguata. Ma altrettanto importanti, soprattutto per prevenire future tragedie, in India come in altri paesi in via di sviluppo, sono le grandi questioni sollevate dalla Tragedia di Bhopal che continuano ad affliggere il mondo, specialmente sotto la globalizzazione imperialista e il quadro di politica economica neoliberale che da allora è diventato predominante.

La responsabilità penale della multinazionale statunitense, Union Carbide Corporation (UCC), è stato chiaramente stabilito dall’assenza di caratteristiche e tecniche di sicurezza nello stabilimento di Bhopal rispetto all’impianto gestito dalla società madre in West Virginia, USA. La UCC, poiché rilevata da Dow Chemicals, se l’è cavata con un misero indennizzo, che ammonta a circa 1.200 dollari per ogni persona uccisa e 550 dollari per ogni vittima ferita, attraverso un accordo stipulato tra UCC e governo indiano, sul quale è stata fatta pressione per far cadere le accuse contro la UCC. Solo la continua lotta delle forze progressiste e delle organizzazioni popolari, in India come all’estero, ha costretto a rilanciare l’azione penale in India. Eppure, Warren Anderson, allora presidente della UCC, continua sfuggire ai tribunali indiani, pur essendo stato dichiarato colpevole e gli Stati Uniti continuano a proteggerlo dall’estradizione. La UCC continua a sottrarsi alla responsabilità penale e la Dow Chemicals, che ha rilevato l’azienda, si è garantita l’immunità in virtù delle svariate disposizioni di uno sbagliato sistema giuridico internazionale volto a proteggere gli interessi corporativi contro il più generale interesse pubblico. Insoddisfatti anche di tali lievi sanzioni, citando specificamente l’esperienza degli Stati Uniti nel caso di Bhopal, gli USA stanno oggi premendo sull’India perché firmi un Accordo di “responsabilità limitata” per l’importazione di centrali nucleari statunitensi nell’eventualità di un incidente!

Questa catena di eventi, così come la serie di collusioni tra la gigantesca multinazionale statunitense e i governi di Stati Uniti e India, hanno mostrato per intero il vero volto del capitalismo globale.

Le multinazionali predatrici con sede negli Stati Uniti, in Europa o in altri paesi del Nord del mondo oggi sono attive nei paesi in via di sviluppo, in flagrante violazione delle leggi nazionali e internazionali in materia di sicurezza industriale, di materiali pericolosi e tossici, di inquinamento ambientale. Industrie pericolose, tecnologie al di sotto dello standard oppure obsolete, materiali tossici o vietati, industrie estrattive disastrose per l’ambiente, sono dislocate sempre più verso i paesi del Sud del mondo, mentre a questi viene nel contempo impedito di sviluppare le loro capacità indipendenti. I quadri normativi e giuridici in questi paesi sono sovvertiti mediante l’imposizione di politiche neoliberiste, favorendo gli investimenti stranieri e delle multinazionali, spesso con l’aiuto di FMI, Banca Mondiale e di altre agenzie multilaterali sostenitrici di tali politiche. Gli accordi commerciali multilaterali quali OMC e GATT vengono utilizzati anche da parte dell’imperialismo degli Stati Uniti e dei suoi alleati per torcere il braccio ai paesi in via di sviluppo allineando le loro politiche nazionali agli interessi delle corporazioni globali.

All’indomani della Tragedia di Bhopal sono salite alla ribalta molte questioni relative alla concessione delle licenze industriali e alla regolamentazione delle industrie pericolose, all’indipendenza tecnologica, ai quadri normativi e politici per l’importazione di tecnologie, al ruolo delle multinazionali, alla legislazione e applicazione del quadro giuridico e normativo di responsabilità per l’inquinamento ambientale e gli incidenti industriali, alla localizzazione industriale e sviluppo urbano, alle politiche per l’agricoltura in particolare l’uso di prodotti chimici, ecc

I Partiti comunisti del mondo invitano le forze progressiste internazionali a commemorare il 25° anno dalla Tragedia di Bhopal e puntare l’attenzione nazionale e internazionale sul ruolo delle multinazionali, sui tentativi del Nord del mondo di imporre la propria tecnologia ai paesi in via di sviluppo, e sul quadro delle politiche economiche neoliberali che oggi caratterizzano la globalizzazione imperialista.