Comitato internazionale per la difesa di Milosevic

COMITATO INTERNAZIONALE PER LA DIFESA DI MILOSEVIC

Sabato, 11 marzo 2006

Voglio comunicare il mio profondo cordoglio per la morte del Presidente della Jugoslavia Slobodan Milosevic e la mia indignazione e tutto il disprezzo per i carnefici che si sono arrogati il diritto di definirsi suoi giudici. Sono desolato di essere stato, nel mio ultimo documento-traduzione, riguardante gli eventi di quella farsa di processo, profeta di sventura. Vi prego di rileggere le ultime parole rivolte ai carnefici della Jugoslavia, e suoi, dal Presidente alla fine del documento che ripropongo di seguito.

Inoltro anche la lettera inviata il giorno prima della morte del Presidente Milosevic dall’ICDSM al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e alla Corte d’Appello del Tribunale dell’Aja, e alla fine le espressioni di cordoglio dell’ICDSM

Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova

COMITATO INTERNAZIONALE PER LA DIFESA DI SLOBODAN MILOSEVIC, ICDSM
Velko Valkanov, Ramsey Clark, Alexander Zinoviev (Co-Presidenti),
Klaus Hartmann (Presidente del Comitato), Vladimir Krsljanin
(Segretario), Christopher Black (Presidente del Comitato Legale),
Tiphaine Dickson
(Portavoce Legale)

***
12 febbraio 2006
Circolare Speciale

***
Le straordinarie parole di Slobodan Milosevic nell’aula dell’Aia, lo scorso 29 Novembre – Festa Nazionale per tutti gli jugoslavi e le jugoslave -, naturalmente censurate dai media dei paesi “liberi”. Le riportiamo oggi, nella ricorrenza del quarto anno dall’inizio della infame e criminale farsa inscenata dalla NATO e dai suoi servi in Olanda. ICDSM

From : “Vladimir Krsljanin”
Date : Mon, 13 Feb 2006 02:11:28 +0100
Subject : ICDSM: Verità vs. Crimine – Quarto Anniversario

(Traduzione ed elaborazione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di
Padova)

VERITÀ VS. CRIMINE – QUARTO ANNIVERSARIO

Il 12 dicembre 2005, il Presidente Milosevic ha fatto richiesta di scarcerazione provvisoria per ottenere cure mediche a Mosca, presso l’ Istituto Scientifico Bakulev, diretto dal principale cardiologo della Federazione Russa, il Professor Leo Bockeria. Sulla base della richiesta del Presidente Milosevic e secondo i pareri di importanti medici specialisti a livello internazionale, compreso lo stesso Professor Bockeria, il 17 gennaio 2006 il Governo della Federazione Russa ha fornito le opportune garanzie del caso al Tribunale dell’Aja.

[Nota del Traduttore: Il 23 febbraio 2006, il Tribunale ha respinto la
richiesta. Ecco il documento integrale della Camera Penale dell’Aja. Si
invita alla lettura, in modo che si possa comprendere l’ipocrisia
burocratica e .l’imparzialità di questi Giudici, che alla fine fanno
intendere quale sarà la sorte del Presidente Milosevic, l’ergastolo!, e
quindi, meglio per lui se schiatta prima!
Caso No.IT-02-54-T
Data: 23 febbraio 2006
Nell’aula del Tribunale
Davanti ai giudici:
Patrick Robinson, Presidente
O-Gon Kwon
Iain Bonomy
Cancelliere:
Mr. Hans Holthuis
Sentenza del: 23 febbraio 2006
Pubblica Accusa
vs.
Slobodan Milosevic
Sentenza su una richiesta degli Avvocati di Ufficio di scarcerazione
provvisoria.
Ufficio della Pubblica Accusa
Ms. Carla Del Ponte
Mr. Geoffrey Nice
L’accusato
Mr. Slobodan Milosevic
Avvocati assegnati di Ufficio
Mr. Steven Kay
Ms. Gillian Higgins
Amicus Curiae
Prof. Timothy McCormack
Questa Camera Penale del Tribunale Internazionale per la messa in
stato di accusa delle persone responsabili di gravi violazioni del
diritto internazionale umanitario commesse nel territorio della ex
Jugoslavia dal 1991 (“Tribunale”), è riunita su una “Richiesta degli
Avvocati di Ufficio per scarcerazione provvisoria secondo la norma 65″
(“Richiesta”), e con questo si pronuncia in merito.
Storia procedurale
1. Il 15 novembre 2005, in seguito a disposizione verbale della Camera
Penale,(1) il cancelliere ha ricevuto e registrato una serie di
relazioni da parte di tre medici, compreso il Dr. M.V. Shumilina, che
avevano sottoposto ad esami clinici l’Accusato Slobodan Milosevic
(“Accusato”) il 4 novembre 2005.(2)
2. In seguito alla richiesta verbale dell’Accusato del 12 dicembre
2005 per una scarcerazione provvisoria,(3) gli avvocati di Ufficio
registravano il 20 dicembre 2005 una “Richiesta di Scarcerazione
Provvisoria secondo la norma 65″ (“Richiesta “), che veniva
accompagnata da tre allegati riservati (Allegati A, B, e C,
rispettivamente), in cui si richiedeva che la Corte garantisse all’
Accusato la scarcerazione provvisoria allo scopo di cure sanitarie in
una clinica medica di Mosca. Il 22 dicembre 2005, l’Accusa presentava
una Risposta ad Interim;(4) nello stesso giorno l’Avvocatura di Ufficio
presentava un primo Addendum alla richiesta (“Primo Addendum”) con un
Allegato riservato D.(5)
3. L’11 gennaio 2006, il Tribunale emetteva una “Ordinanza Preliminare
rivolta agli Avvocati di Ufficio sulla Richiesta di scarcerazione
provvisoria in favore dell’Accusato” (“Ordinanza Preliminare”),
informando la Difesa di produrre qualche materiale aggiuntivo, che
comprendesse le garanzie dalla Federazione Russa, entro sette giorni
dalla data dell’Ordinanza Preliminare.(6)
4. Il 18 gennaio 2006, veniva presentato un Secondo Addendum alla
Richiesta (“Secondo Addendum”),(7) che includeva le garanzie da parte
della Federazione Russa, tramite l’Ambasciata della Federazione Russa
nel Regno d’Olanda, e un personale impegno da parte dell’Accusato,
rispettivamente contrassegnati come Allegati riservati E e F.(8)
5. Il 19 gennaio 2006, l’Accusa registrava una “Nota di Intenti da
presentare come risposta successiva alla richiesta degli Avvocati di
Ufficio per una scarcerazione provvisoria” (“Nota di Intenti”), che è
stata seguita da una ” Successiva Risposta ad Interim alla richiesta
presentata dagli Avvocati di Ufficio per una scarcerazione
provvisoria”, schedata come riservata il 20 gennaio 2006 (“Successiva
Risposta ad Interim”).
6. Dopo aver accolto queste presentazioni, sono stati portati all’
attenzione della Corte alcuni argomenti specifici alle cure mediche,
relativamente all’Accusato, nei Reparti di Detenzione degli Stati
Uniti. Visto che questi argomenti forse potevano apparire pertinenti al
fondamento della Richiesta, la Corte ha ritenuto che le sue decisioni
in merito alla Richiesta dovessero essere rinviate fino ad una sua
completa informazione a riguardo.(9) Sebbene durante questo periodo
fossero state fatte alcune affermazioni accusatorie non comprovate, il
Tribunale non ha assunto alcuna conclusione avversa all’Accusato sulla
base delle informazioni ricevute.
7. Il Tribunale sottolinea che la Difesa Assegnata d’Ufficio non ha
fatto richiesta, secondo la Norma 126 bis delle Norme di Procedura e
Testimoniali del Tribunale (“Norme”), di replicare alla Risposta ad
Interim. Infatti, la Corte fa notare che non esistono clausole nelle
Norme per una registrazione di una risposta ad interim o per una
successiva risposta ad interim.(10) Nondimeno, poiché il Tribunale
considera che la sua decisione sarà aiutata dall’esame di tutti gli
argomenti prodotti e da tutte le informazioni procurate dalle parti,
la Difesa Assegnata d’Ufficio avrà la possibilità di replicare, e la
Corte prenderà in considerazione la Risposta ad Interim, la Nota di
Intenti, e la Successiva Risposta ad Interim come nel complesso
costitutive la Risposta registrata opportunamente dall’Accusa alla
Richiesta. Le parti sono richiamate ai loro obblighi di conformarsi
alle Norme.

Legislazione applicabile
La Norma 65, che regola la scarcerazione provvisoria, recita nelle
parti rilevanti:
(A) Quando detenuto, un accusato non può essere scarcerato, se non su
disposizione del Tribunale.
(B) La scarcerazione può essere disposta dal Tribunale solo se viene
assicurato dallo Stato per il quale l’Accusato ha fatto la richiesta di
essere scarcerato che l’Accusato ricomparirà davanti alla Corte e, se
scarcerato, non sarà di pericolo per nessuna vittima, testimone o altra
persona.
(C) Il Tribunale può imporre queste condizioni alla scarcerazione dell’
Accusato nel modo che può essere stabilito come più opportuno, compresa
l’acquisizione di garanzie e dell’osservanza di tali condizioni, in
modo tale che venga assicurata la presenza dell’accusato davanti alla
Corte e la protezione di altre
persone
Quindi, questo Tribunale ha ripetutamente ritenuto che “la Norma 65(B)
. richiede un postulante di scarcerazione provvisoria che soddisfi il
Tribunale su due condizioni: ( 1) che si ripresenterà davanti alla
Corte, e (2) che, se scarcerato, non sarà di pericolo per nessuna
vittima, testimone o altra persona”.(11) La dimostrazione resta a
carico dell’Accusato che richiede la scarcerazione preventiva, e il
protocollo applicato è quello dell’equilibrio delle probabilità.(12)
8. La giurisprudenza del Tribunale sui fattori che devono essere
considerati nel valutare una richiesta di scarcerazione provvisoria è
stata riveduta nelle decisioni del Tribunale che consentivano il
rilascio degli Accusati Stanisic e Simatovic,(13) e nelle decisioni
della Corte sugli Appelli che appoggiavano queste garanzie di
scarcerazione provvisoria.(14) In conclusione, sebbene un Tribunale non
sia obbligato a considerare tutti i possibili fattori e le particolari
circostanze per ogni caso, alcuni fattori sono stati evidenziati con
particolare importanza,(15) sebbene l’Accusato sia imputato di pesanti
reati criminali, e, quando condannato, si trovi davanti ad un lungo
periodo di detenzione. Il Tribunale considera che, nel contesto di una
richiesta di scarcerazione provvisoria durante il corso di un processo,
deve essere posta una particolare attenzione alle ragioni per le quali
viene richiesta la scarcerazione provvisoria.
Discussione
9. Il Tribunale ha preso in considerazione le argomentazioni delle
parti, ma non le riprodurrà ne’ le riassumerà in questa sede. Comunque,
la Corte farà riferimento alle presentazioni delle parti, quando le
argomentazioni e le ragioni della sua decisione richiederanno tale
riferimento.
10. Come il Collegio dei Difensori di Ufficio ha messo in evidenza nel
Secondo Addendum, “La richiesta di scarcerazione provvisoria avviene
per assicurare che l’Accusato riceva le cure mediche necessarie e più
opportune, e non per altre ragioni.”(16)
11. La base per la concessione della scarcerazione provvisoria viene
stabilita con chiarezza nella Richiesta:
Il Collegio dei Difensori di Ufficio richiede la scarcerazione
limitata nel tempo e sotto condizione dell’Accusato, secondo la Norma
65 del Regolamento di Procedura e Testimoniale. Questa concessione
avviene nel corso del processo all’Accusato, che ha avuto inizio il 12
febbraio 2002 ed è dato continuare almeno fino alla metà del
2006.
Il motivo di questa concessione è di dare la possibilità all’Accusato
di accedere ad un trattamento medico per un periodo definito presso il
Centro Scientifico Bakoulev di Mosca specialistico per la Chirurgia
Cardiovascolare, un centro clinico di rinomanza internazionale.[.] Il
Signor Milosevic andrebbe come paziente del Dr. L. A. Bockeria,
Direttore e Presidente del Centro Bakoulev e membro dell’Accademia di
Russia di Scienze Mediche.(17)
12. Nella Risposta ad Interim, l’Accusa argomenta come segue:
Non esistono attestazioni evidenti su quali accertamenti siano stati
prodotti per stabilire il problema medico dell’Accusato, su che tipo di
cure siano richieste, perché questo trattamento medico non possa essere
fornito in Olanda ed invece a Mosca, e quali potranno essere gli esiti.
Non esistono prove di supporto al fatto che le cure mediche richieste
dall’Accusato non possano essergli fornite all’Aja. Se il suo desiderio
è quello di essere curato da specialisti dalla Russia, allora non
esistono buoni motivi a che questi specialisti non lo possano curare
tramite specialisti Olandesi, all’Aja.(18)
13. La Risposta del Collegio di Difesa d’Ufficio non mette in
discussione questa proposizione presentata dall’Accusa, e i chiarimenti
sono scarsi sia in ordine ai vari rapporti clinici sulle condizioni
dell’Accusato e sia nella Richiesta, rispetto ai motivi per i quali una
appropriata diagnosi e il conseguente trattamento di cure siano
ricercati dall’Accusato fuori dell’Olanda. Nella Richiesta, il
Collegio di Difesa d’Ufficio ha affermato che “la storia della
patologia di lunga durata dell’Accusato e le recenti complicazioni
cocleovestibolari rendono necessario per lui ricevere cure mediche
presso questo ospedale specializzato”;(19) e che “risulta chiaramente
dall’esame dei recenti rapporti medici che le attuali condizioni dell’
Accusato non erano state fin dall’inizio prese in considerazione,
nemmeno trattate con proprietà, dai medici e dai consulenti approvati
dal Tribunale.”(20) Per ultimo, argomentavano che “una richiesta per
cure mediche raccomandate da effettuarsi presso il centro medico
specialistico di Mosca non era ne’ eccezionale ne’ spropositata viste
le circostanze per cui l’Accusato già in precedenza aveva usufruito
degli esami clinici e della diagnosi da parte dei medici del Centro
Bakoulev”,(21) e sottolineavano che la Richiesta “si fondava sulle
recenti conclusioni del Dr. Shumilina e del Dr. Bockeria del Centro
Bakoulev, che correlavano le complicazioni attuali con una ipertensione
non compensata.”(22)
14. Il Tribunale fa notare, comunque, che il Dr. Shumilina e il Dr.
Bockeria non hanno stabilito che il Centro Bakoulev sia l’unica sede
possibile per la diagnosi appropriata e il trattamento sanitario per le
condizioni dell’Accusato. Piuttosto, questa è la loro sede preferita
per la sua posizione ed esperienza in materia. Comunque, il Collegio di
Difesa d’Ufficio non ha fatto effettivamente alcun tentativo per
dimostrare che le necessità mediche dell’Accusato non potessero essere
soddisfatte in Olanda. La Corte considera che non si possa concedere un
provvedimento di scarcerazione provvisoria per ragioni sanitarie, a
meno che non vengano fornite dimostrazioni.(23) A questo proposito, il
Tribunale accetta la proposta dell’Accusa,(24) che se l’Accusato
desidera essere curato da specialisti che non si trovano in Olanda,
allora questi medici possono venire qui a curarlo.(25)
15. In ogni caso, la Corte fa notare che l’Accusato attualmente è alle
ultime fasi di un processo che si prolunga da troppo tempo, in cui egli
è accusato di crimini veramente pesanti, e alla fine del quale, se
ritenuto colpevole, egli può trovarsi di fronte alla possibilità di un
imprigionamento a vita. In queste circostanze, e nonostante le garanzie
presentate dalla Federazione Russa e dall’impegno personale dell’
Accusato, che l’Accusato, se rilasciato, sarebbe ritornato per la
continuazione di questo processo, il Tribunale non si ritiene
soddisfatto.

Disposizione
16. Per le suddette ragioni, e secondo le Norme 54, 65, 126 bis, e 127
del Regolamento di Procedura e Testimoniali del Tribunale
Internazionale (“Norme”), la Corte all’unanimità con la presente ORDINA
come
segue:

i. Al Collegio di Difesa d’Ufficio è stato concesso il permesso di
replicare alla risposta dell’Accusa, come definito in precedenza al
paragrafo 8;
ii. La Richiesta viene RESPINTA.

Dato in Inglese e in Francese, il testo Inglese è autorevole.
__________________________
Giudice Presidente Patrick Robinson
Datato, addì ventitré febbraio 2006
All’Aja, Olanda
[Suggello del Tribunale]

Vengono riportate, non tradotte, le note originali per completezza del
testo e per eventuali indagini di natura storico-giuridica.

1 – Prosecutor v. Milosevic, Case No. IT-02-54-T, Transcript, T. 46481-
46484 (15 November 2005). See especially ibid., T. 46482 (Accused notes
that these three physicians were “professionals from Russia, France,
and Serbia”).
2 – These reports were filed confidentially, but their existence and
the fact that they were filed before the Trial Chamber is a matter of
public record. See ibid. (discussion of procedural matters in open
session).
3 – Milosevic, Case No. IT-02-54-T, Transcript, T. 47258-47259 (12
December 2005).
4 – Milosevic, Prosecution’s Interim Response to Assigned Counsel
Request for Provisional Release, 22 December 2005 (“Interim
Response”).
5 – Milosevic, First Addendum to Assigned Counsel Request for
Provisional Release pursuant to Rule 65 with Confidential Attachment D,
22 December 2005 (“First Addendum” and “Attachment D”, respectively).
6 – Milosevic, Preliminary Order on Assigned Counsel Request for
Provisional Release for the Accused, 11 January 2006 (“Preliminary
Order”), p. 3.
7 – Milosevic, Second Addendum to Assigned Counsel Request for
Provisional Release pursuant to Rule 65 with Confidential Attachments E
and F and Reply to Prosecution’s Interim Response to Assigned Counsel
Request for Provisional Release pursuant to Rule 65 with Confidential
Attachments E and F, 22 December 2005 (“Second Addendum”, “Attachment
E”, and “Attachment F” respectively).
8 – Although the attachments themselves are confidential, they are
described in the Second Addendum, which was filed publicly. See Second
Addendum, para. 5.
9 – See Milosevic, Order on Release of Medical Information, issued
confidentially on 26 January 2006.
10 – See Rule 126 bis (providing that “[u]nless otherwise ordered by a
Chamber either generally or in the particular case, a response, if any,
to a motion filed by a party shall be filed within fourteen days of the
filing of the motion.”) (emphasis added).
11 – Prosecutor v. Milutinovic, Sainovic, Ojdanic, Pavkovic,
Lazarevic, Ðordevic, Lukic, Case No. IT-05-87-PT, Decision on Sreten
Lukic’s Provisional Release, 3 October 2005 (public redacted version),
p. 3 (citing Prosecutor v. Milutinovic, Case No. IT-99-37-PT, “Decision
on Second Application for Provisional Release”, 14 April 2005, para. 4;
Prosecutor v. Ojdanic, Case No. IT-99-37-PT, “Decision on General
Ojdanic’s Fourth Application for Provisional Release”, 14 April 2005,
para. 6; Prosecutor v. Sainovic, Case No. IT-99-37-PT, “Decision on
Third Defence Request for Provisional Release”, 14 April 2005, para. 5).
12 – See Prosecutor v. Prlic et al., Case No. IT-04-74-PT, 30 July
2004, Order on Provisional Release of Jadranko Prlic, para. 14;
Prosecutor v. Stanisic, Case No. IT-03-69-PT, “Decision on Provisional
Release”, 28 July 2004 (“Stanisic Trial Chamber Decision”), para. 14 &
n.15. But see Prosecutor v. Krajisnik and Plavsic, Case Nos. IT-00-39-
PT and IT-00-39-40-PT, Decision on Momcilo Krajisnik’s Notice of Motion
for Provisional Release, 8 October 2001, Dissenting Opinion of Judge
Patrick Robinson, para. 30 (agreeing on the standard of proof, but
arguing that the burden should rest on the Prosecution).
13 – See generally Stanisic Trial Chamber Decision, supra note 12,
paras. 8-14; Prosecutor v. Simatovic, Case No. IT-03-69-PT, “Decision
on Provisional Release”, 28 July 2004 (“Simatovic Trial Chamber
Decision”), paras. 7-13.
14 – See generally Prosecutor v. Stanisic, Case No. IT-03-69-AR65.1,
“Decision on Prosecution’s Appeal Against Decision Granting Provisional
Release”, 3 December 2004 (“Stanisic Appeals Chamber Decision”), paras.
14, 18, 27, 37-39, 43; Prosecutor v. Simatovic, Case No. IT-03-69-AR65.
2, “Decision on Prosecution’s Appeal Against Decision on Provisional
Release”, 3 December 2004 (“Simatovic Appeals Chamber Decision”),
paras. 9, 15, 25-27, 31-32.
15 – Stanisic Trial Chamber Decision, supra note 12, paras. 9-10.
16 – Second Addendum, para. 9. See also ibid., para. 11 (“The
application is based solely on the grounds of the health of the Accused
and his need for medical treatment.”).
17 – Request, paras. 1-2.
18 – Interim Response, para. 21.
19 – Request, para. 2.
20 – Ibid., para. 13. See also Second Addendum, para. 11 (“The
application . arises due to the failure of the local doctors to
identify and treat his condition.”).
21 – Request, para. 16.
22 – Ibid., para. 17.
23 – See, e.g., Prosecutor v. Strugar, Case No. IT-01-42-A, Decision
on “Defence Motion: Request for Providing Medical Aid in the Republic
of Montenegro in Detention Conditions”, 8 December 2005, pp. 3-4
(noting that, although “the fact that the Appellant needs a total hip
prosthesis implantation is undisputed”, “the Appellant did not
demonstrate that the preparation for, and the placement of a total hip
prosthesis and the ensuing rehabilitation treatment cannot be
adequately carried out in health institutions within [t]he
Netherlands”, and denying the motion).
24 – See supra para. 15.
25 – See supra note 1 and accompanying text.

*La decisione del Tribunale ha negato la scarcerazione provvisoria*.]

Tutto questo era stato preceduto da un drammatico allarme sullo stato
di salute del Presidente Milosevic, lanciato da un collegio
internazionale di medici il 4 novembre 2005, che raccomandava un’
urgente sospensione del procedimento giudiziario, sei settimane di
riposo totale, esami medici addizionali e un trattamento di cure in un
istituto medico specializzato. Questo allarme veniva diffuso dall’ICDSM
nella sua sessione speciale a Belgrado il 12 novembre, quando un
urgente appello pubblico veniva sottoscritto dai co-Presidenti dell’
ICDSM Ramsey Clark e Velko Valkanov e da Sergei Baburin, Vice-
Presidente della Duma di Stato Russa. Di seguito, anche gruppi di
specialisti sanitari Serbi e Tedeschi hanno reso pubblici i loro
appelli.
Sloboda raccoglieva in soli due giorni 25.000 firme per porre la
questione all’attenzione dell’agenda del Parlamento Serbo (cosa mai
avvenuta, malgrado la Costituzione Serba).
La Duma Russa all’unanimità adottava una risoluzione che esprimeva
seria preoccupazione per lo stato di salute del Presidente Milosevic.

Il Tribunale si è mosso in modo tardivo, burocraticamente e
ipocritamente. Sei settimane di riposo necessario urgentemente venivano
concesse al Presidente Milosevic (che nel frattempo aveva avuto quasi
un collasso nell’aula del Tribunale) solo in concomitanza dell’usuale
sospensione del processo per le vacanze di Natale. E, malgrado tutti
gli argomenti di natura medica e le garanzie di uno Stato assicurate,
non è stata presa la decisione di una scarcerazione provvisoria. A
confermare tutto questo da Mosca, il Sindaco Yuri Luzhkov, che,
accettando di buon grado la possibilità che il Presidente Milosevic
arrivasse a Mosca, dichiarava il 21 gennaio che la situazione del
Presidente Milosevic “è una vergogna per una Corte Europea, che ha
istituito un procedimento legale contro il Presidente senza ragioni
sufficienti, lo ha tenuto in condizioni di arresto per diversi anni ed
ora non sa che cosa fare. Tutte le loro accuse si sono disintegrate, ed
ora stanno tentando di non perdere la faccia. Loro, non hanno alcun
desiderio di chiedere scusa a Milosevic per aver cancellato tanti anni
della sua vita”, aggiungendo che ci dovrebbe essere una regola nei
procedimenti giudiziari, per la quale quei giudici che hanno prodotto
un errore dovrebbero essere tenuti in carcere per tanto tempo quanto la
persona, che per i loro errori è stata illegalmente arrestata.

Ma il compendio più preciso di quello che hanno rappresentato i
quattro anni di processo all’Aja è stato fatto dallo stesso Presidente
Milosevic in uno dei suoi più potenti discorsi in questo processo,
(naturalmente, totalmente ignorato dai mezzi di comunicazione
Occidentali), il 29 novembre 2005 (per caso, Festa Nazionale di
Jugoslavia), quando, benché sofferente, è stato costretto a respingere
(con l’aiuto dei consigli legali dell’ICDSM e di altri giuristi
internazionali) il tentativo del Tribunale di addossargli altri tre
pesanti atti di accusa.
Il Presidente Milosevic (che non ha mancato di leggere la completa
trascrizione delle sue osservazioni più sotto riportata) così si è
rivolto ai giudici:

“La presente situazione è il risultato diretto di una ambizione
maniacale e megalomane e più probabilmente dal desiderio dell’Accusa di
avere una quantità di materiale sostitutivo per qualche più seria prova
e testimonianza contro di me. Quantità contro qualità. Visto che voi
non potete produrre testimonianze e valide prove su menzogne. E voi
avete favorito la parte Accusatoria tramite la vostra tollerante
relazione con la stessa.
Io sono la principale vittima per essere stato bombardato da una
miriade di documenti, testimonianze grossolane, e così via, che all’
Accusa è stato concesso presentare con il vostro beneplacito. Io reputo
che questa sia una forma di tortura ed una forma di cinismo, di avermi
imposto questo fardello di responsabilità e di accuse, ancora
maggiormente se questo viene collegato alle mie condizioni di salute,
che sono state decisamente scompensate a causa del tormento al quale
sono stato sottoposto.
“E in cosa consiste questo fantasma di associazione a delinquere, per
cui si dibatte in questa sede? E in cosa consiste esattamente questo
per cui si è imputati? Le persone che sono qui presenti, compreso il
sottoscritto, compresi voi, d’altro canto, semplicemente non conoscono
tutte le cose che sono riportate in tutti i documenti che Mr. Nice ha
presentato, un milione di pagine, non meno, e nessuno conosce cosa la
Pubblica Accusa sta perseguendo, compreso lo stesso Accusatore.
Nemmeno costui lo sa. Io penso che perfino Franz Kafka troverebbe avere
immaginazione mediocre rispetto alla Pubblica Accusa.
“Questa Corte nella sua interezza è stata considerata come uno
strumento di guerra contro il mio Paese. È stata insediata
illegalmente sulla base di una decisione illegale ed è stata
strutturata dalle forze che hanno scatenato una guerra contro il mio
Paese. Qui, vi è un’unica cosa che corrisponde al vero: esiste
veramente una associazione di criminali, ma non a Belgrado, non è la
Jugoslavia il suo centro, ma sono coloro che, dal 1991 in avanti hanno
scatenato la guerra contro la Jugoslavia, e hanno distrutto la
Jugoslavia.
“Volete, per favore, raccontarmi chi paga il vostro stipendio? Volete
asserire che voi ricevete lo stipendio dalle Nazioni Unite? Chi
finanzia questa Corte, Mr. Bonomy? Chi ha instaurato questo Tribunale,
Mr. Bonomy? Chi ha messo in atto un’aggressione contro il mio Paese,
Mr. Bonomy?
Il vostro Paese! E a chi sto chiedendo di venire a testimoniare? Ai
vostri Presidenti e ai Primi Ministri!
“La Jugoslavia non si è disintegrata e non è scomparsa in qualche
modo, ma è stata distrutta in un modo pianificato, violentemente, per
mezzo di una guerra, e quella guerra si sta ancora scatenando, è ancora
in atto. E uno degli strumenti di questa guerra è il vostro Tribunale
fuori legge.
“Permettetemi di dirvi direttamente, che i vostri giudizi siano di
merito e le vostre ordinanze siano secondo la disciplina processuale o
no, io non mi curo per nulla di tutto questo, poiché se il vostro
giudizio fosse secondo il diritto e la verità, prima di tutto non
sarebbe mai dovuto esserci questo processo. Ma, visto che abbiamo in
corso un processo, questo può finire solo in una maniera: con una
sentenza della non esistenza di colpevolezza. Ma se il vostro diritto
non si fonderà sulla giustizia e la verità, allora la vostra
giurisprudenza si disintegrerà, esplodendo come una bolla di sapone,
dato che il Tribunale del Mondo e il Tribunale della Giustizia e della
Verità sono più potenti di ogni altro Tribunale! Questi stanno sopra
ognuno di noi, e sopra ognuno di voi gentiluomini, per fare la scelta
di quale posto dovremo andare ad occupare davanti al Tribunale della
Storia, e quale sarà la sua sentenza. Allora, non date asilo a qualche
illusione a questo riguardo.
“Permettete che si sappia qual’è la verità, e fate che gli effettivi
perpetratori di quello che è avvenuto in Jugoslavia siano adesso
smascherati, sebbene voi stesso, Mr. Robinson, abbiate dichiarato di
non avere l’incarico di processare la NATO per quello che hanno fatto,
sebbene voi sappiate quello che hanno fatto, e sebbene voi sappiate che
il principio basilare di ogni diritto nel mondo è che la legge che non
si applica ad uno e a tutti non è assolutamente una legge.”

*************************************************************
IERI, 10 MARZO 2006, ERA STATA INVIATA LA SEGUENTE LETTERA AI MEMBRI DEL
CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU E AL PRESIDENTE DELLA CORTE DI APPELLO
DEL TRIBUNALE DELL’AJA.
**************************************************************

Noi siamo costernati e profondamente preoccupati per il rigetto
altezzoso e dilatorio da parte della Corte del Tribunale ICTY della
richiesta dell’ex Presidente Slobodan Milosevic, come raccomandato dal
Centro Bakoulev di Mosca di rinomanza internazionale nel campo della
Chirurgia Cardiovascolare, per essere trasferito in questo Centro per
ulteriori indagini e un possibile periodo di cure, viste le sue
condizioni cardiovascolari con pericolo della vita. Tutto si basava
sulle indagini cliniche condotte sul Presidente Milosevic da parte di
tre medici, il 4 novembre 2005, fra cui il Dr. M.V. Shumilina, un
angiologo del Centro Bakoulev, e il Dr. L.A. Bockeria, Direttore e
Presidente del Centro Bakoulev, che riscontravano le condizioni del
Presidente Milosevic “critiche”. La Corte ha acquisito questi responsi
medici il 15 novembre 2005.

Ancor più crea costernazione e preoccupazione la totale mancanza da
parte del Tribunale di indirizzarsi verso la reale conoscenza delle
condizioni cliniche del Presidente Milosevic e di predisporre le
indagini necessarie e il trattamento di cure che sono di diritto per
ogni prigioniero.

Il diritto Internazionale, e in particolare la Convenzione
Internazionale per i Diritti Civili e Politici, prescrive, e le stesse
norme dell’ICTY sulla detenzione garantiscono, il diritto dei
prigionieri ad essere “trattati con umanità e con rispetto della dignità
che è insita nella persona umana”. Per tutto il periodo del procedimento
di legge, gli accusati sono presunti innocenti, e quelli che sono
privati della loro libertà devono essere trattati in una maniera
“consona al loro stato, come persone non riconosciute colpevoli”.

Il Presidente Milosevic remane deprivato di cure, pur in presenza delle
conclusioni del Dr. Shumilina, che definiva il trattamento sanitario
presso l’Unità di Detenzione delle Nazioni Unite come “inadeguato”.
Incredibilmente, malgrado la sua storia di problemi cardiaci e di
ipertensione, prima del 4 novembre 2004 non gli era stata fatta alcuna
diagnosi vascolare. In più la salute del Presidente Milosevic ha
suscitato una preoccupazione continua nel corso di tutto il processo per
gli ultimi tre anni. Lo stress dei dibattimenti, le cure non adeguate e
le condizioni della detenzione hanno pesantemente peggiorato i suoi
precedenti problemi di salute, mettendo in pericolo la sua vita.

Il Tribunale non ha assunto alcun provvedimento per proteggere la vita
di un prigioniero le cui condizioni fisiche sono state constatate essere
critiche. Al contrario, ha considerato trascurabile il suo dovere di
assicurare cure mediche adeguate ed indispensabili per una persona sotto
processo presso la sua Corte. Detenuti che hanno necessità di cure
speciali, come nel caso del Presidente Milosevic, devono essere
trasferiti in istituti specializzati per quelle cure, come stabilito dai
Protocolli Standard Minimi per il Trattamento dei Prigionieri adottati
dal Primo Congresso delle Nazioni Unite sulla Prevenzione del Crimine e
il Trattamento dei Condannati.

Il Tribunale sorprendentemente dichiara:

1. “Che ne’ il Dr. Shumilina e nemmeno il Dr. Bockeria hanno stabilito
che il Centro di Bakoulev è la sola possibile struttura per una diagnosi
appropriata e un trattamento di cure relative alle condizioni
dell’accusato”. Che atteggiamento presuntuoso potrebbe indurre quei
medici ad una tale vanteria? Loro, di sicuro pensano che il loro Centro
sia il migliore e questa conclusione è giustificata. Invece, nessuna
fiducia può essere riposta nelle scelte mediche delle autorità della
Corte dopo anni di negligenze e dopo la scelta, nel dicembre 2005, del
Dr. Aarts, un radiologo neurologico Olandese, che non ha riscontrato nel
Presidente Milosevic alcuna condizione patologica e non ha fatto alcuna
raccomandazione per un trattamento urgente di cure.

2. Che “…accoglie la proposta del Procuratore di Accusa che, se
l’Accusato desidera essere curato da specialisti che non si trovano in
Olanda, allora questi medici possono venire qui a curarlo.”

Persone ricche e famose si recano da ogni parte del mondo per
raggiungere centri medici del tipo Bakoulev, spesso anche se lo stesso
viaggio costituisce per loro un rischio. Nessuno di loro pensa che le
prestazioni di cure della stessa qualità possano essere fornite da teams
sanitari itineranti dei migliori medici del mondo e se questo potesse
avvenire, il numero di pazienti da loro curati sarebbe drasticamente
ridotto.

Entrambe le risoluzioni sono assurde in un procedimento, dove la vita e
i diritti fondamentali sono una scommessa. E allora, come fa l’organo
giudicante collegiale a giustificare le sue autorizzazioni a Pavle
Strugar per essere ripetutamente rilasciato per recarsi in Montenegro,
un’entità che non è membro dell’ONU, per un’operazione chirurgica
sostitutiva al femore, una procedura abbastanza sicura, semplice e di
minor gravità?

Procuratore di Accusa v. Pavle Strugar, IT-01-42- A, 3 dicembre 2001, 16
dicembre 2005.

La conclusione finale del Tribunale afferma che ” la Corte non è
soddisfatta.che è cosa più probabile che l’Accusato, se rilasciato, non
faccia più ritorno per la continuazione del suo processo.” Che la Corte
abbia più fiducia nel governo del Montenegro o nell’amministrazione ad
interim del Kosovo che nella Federazione Russa, che ha dato la sua
parola per il ritorno del Presidente Milosevic, è cosa inspiegabile,
ma l’insulto ad un membro permanente del Consiglio di Sicurezza è
inevitabile.

Il negare le cure mediche necessarie al Presidente Milosevic risiede
nella fiducia del Tribunale che il processo si trovi “nelle sue fasi
conclusive.alla fine delle quali.l’Accusato può trovarsi di fronte alla
possibilità di un imprigionamento a vita”, e questo, al meglio, è
irrazionale.

Cosa significa, che in tali circostanze per un prigioniero può essere
cosa migliore morire? È troppo tardi per un trattamento medico
necessario urgentemente?

Significa che “la possibilità di ergastolo” è più alta nelle ultime fasi
del processo che all’inizio? Allora bisogna sottoporre a critiche
l’importanza e la pesantezza delle prove per le quali si è iniziato a
giudicare!

Un imputato che ritiene sarebbe stato imprigionato e condannato a vita
avrebbe atteso le ultime fasi del processo per cercare dei mezzi per
fuggire? Una Corte imparziale sarebbe obbligata ad esaminare tutte le
prove testimoniali prima di raggiungere una decisione, prima di
credere che l’imputato preferisca fuggire nelle ultime fasi di un
processo che non al suo inizio, salvo che la Corte non abbia già
ritenuto che le prove supportino una pesante sentenza? La Corte ha messo
in luce i suoi pregiudizi con questo suo grottesco affidamento su un
presumibile timore di una sentenza di carcere a vita da parte
dell’Accusato nelle ultime fasi di questo processo?
In fatto e in diritto, la decisione del Tribunale è insopportabile.
Rivela la strategia della Corte, senza tante scuse, di mantenere il suo
pregiudizio e mette in piena luce le sue insufficienze per proteggere la
salute di questo prigioniero.
La decisione è tanto irragionevole e completamente ingiusta, tanto da
dimostrare l’apparenza e la sostanza del pregiudizio processuale.

La Corte ha stabilito che il Presidente Milosevic deve affrontare la
eventualità di morire, visto che esiste la possibilità di una sentenza
di carcere a vita.
Questa decisione, da sola, se confermata dalla Corte di Appello,
procurerà un grande vulnus all’ICTY e al diritto internazionale
umanitario. La morte, o le serie limitazioni al Presidente Milosevic di
avvalersi di cure mediche, imporranno la medesima sentenza all’ICTY e al
diritto internazionale, come strumenti di pace.
Noi vi esortiamo a rovesciare la decisione della Corte e di ordinare
l’immediato trasferimento del Presidente Milosevic al Centro Bakoulev
per gli esami e il trattamento clinico, sotto le condizioni proposte.

(Conclusione per il Consiglio di Sicurezza)

Noi vi esortiamo a rivolgervi all’ICTY per decretare l’immediato
trasferimento del Presidente Milosevic al Centro Bakoulev per gli esami
e il trattamento clinico, sotto le condizioni proposte.

Ci rimettiamo rispettosamente,

Ramsey Clark, ex Procuratore Generale degli Stati Uniti, USA

Professor Velko Valkanov, dottore in legge, Presidente del Comitato per
i Diritti Umani, ex MP, Bulgaria

Professor Alexander Zinoviev, filosofo, scrittore, Federazione Russa

Professor Sergei Baburin, dottore in legge, Vice Presidente della Duma
di Stato dell’Assemblea Parlamentare della Federazione Russa

Vojtech Filip, dottore in legge, Vice Presidente della Camera dei
Deputati del Parlamento della Repubblica Ceca.

Thanassis Pafilis, Membro del Parlamento Europeo, Segretario Generale
del Comitato per la Pace nel Mondo, Grecia

Tiphaine Dickson, giurista di criminologia internazionale, Quebec

Professor Aldo Bernardini, dottore di diritto internazionale, Italia

Christopher Black, giurista di criminologia internazionale, Canada

Klaus Hartmann, Vice Presidente dell’Unione Mondiale dei Liberi
Pensatori, Germania

**********************************************************
Da Christopher Black
Presidente del Comitato Legale
e Vice Presidente dell’ICDSM
255-744-666-972
[email protected]

Il Comitato Internazionale per la Difesa di Slobodan Milosevic
condanna il deliberato rifiuto del tribunale fascista dell’Aja a
rispettare qualsiasi codice di civiltà, di decenza e del diritto, che ha
avuto come conseguenza la morte, oggi 11 marzo 2006, del Presidente
Slobodan Milosevic, prigioniero nelle loro mani. Le loro azioni sono
equivalenti all’assassinio di un uomo che si è eretto come simbolo della
resistenza al Nuovo Ordine Mondiale e come combattente emblematico per
l’indipendenza e la sovranità dei popoli della Jugoslavia e per la
giustizia sociale nel mondo. Questo era l’unico suo crimine.

Noi esigiamo che venga aperta un’inchiesta internazionale, indipendente,
sulle circostanze e sulle cause della sua morte, e che la sua famiglia,
la sua parte politica e i suoi sostenitori siano parti in causa di
questa indagine.
Inoltre pretendiamo il diritto per sua moglie e la sua famiglia di
partecipare al suo funerale senza timore di persecuzioni, arresti o ogni
altro impedimento al loro diritto ad onorare l’amato sposo, il loro
compagno e padre.

Al popolo della Jugoslavia noi offriamo la nostra profonda solidarietà.
Ora, quantunque Egli non sia più con noi in corpo, il suo incessante
coraggio, la sua determinazione a mostrare al mondo la verità
sull’aggressione da parte delle potenze occidentali contro la
Jugoslavia, il suo spirito di resistenza al nuovo fascismo, e la sua
costante fiducia nella forza e nello spirito del popolo, illumineranno
per sempre l’oscurità nella quale il mondo è piombato. Noi gli rendiamo
onore e gli saremo riconoscenti e lo onoreremo per sempre.

Christopher Black
Presidente del Comitato Legale
e Vice Presidente dell’ICDSM