Cofferati contro i lavavetri: “Irregolari, spesso aggressivi”. E manda i vigili

BOLOGNA – Troppi lavavetri ai semafori, al punto che il sindaco di Bologna Sergio Cofferati ha deciso di avviare controlli per contrastare il fenomeno. Un giro di vite annunciato nel corso dell´ultima seduta del Consiglio comunale rispondendo a una domanda di un consigliere di Forza Italia che lamentava l´eccessiva presenza dei lavavetri, alcuni dei quali «molto aggressivi» nei confronti di chi non intende accettare il «servizio» offerto. «Si tratta, ovviamente – ha risposto Cofferati – di persone che agiscono senza nessuna autorizzazione dato che non sono previste in nessun ordinamento attività di questa natura e credo sia giusto rafforzare i controlli affinché non ce ne siano in futuro. E soprattutto – ha concluso – che non ci siano azioni aggressive mirate anche a creare ostacolo o fastidio agli automobilisti».
Parole chiarissime che sono piaciute ai consiglieri dell´opposizione i quali hanno preso atto «della buona volontà del sindaco». D´altro canto, il fenomeno dei lavavetri ai semafori bolognesi ha subito in queste ultime settimane un notevole aggravamento al punto che quasi ovunque sono spuntati secchi e spugne. «Tra i lavavetri – aggiunge Cofferati – sono apparse alcune persone piuttosto aggressive che rischiano di innescare meccanismi di rifiuto nei confronti degli immigrati in generale».
Il sindaco ha quindi deciso di far intervenire i vigili in funzione preventiva anche a rischio di aprire un altro fronte con Rifondazione comunista. La linea di Cofferati a favore della legalità, applicata soprattutto con gli sgomberi degli immigrati accampati nelle baraccopoli della periferia, da molti mesi crea parecchi mugugni nel partito di Bertinotti a Bologna. Lo stesso segretario nazionale di Rifondazione Comunista, alcuni giorni fa in visita sotto le due torri, ha ricordato le liti con Cofferati su questo tema difendendo l´operato dei consiglieri comunisti di Palazzo d´Accursio visto che i bisticci «fanno parte della dialettica di giunta».
Ora la battaglia interna alla sinistra bolognese rischia di riprendere vigore dopo che era già esplosa anche a proposito degli sgomberi seguiti alle occupazioni delle case da parte di alcuni collettivi di estrema sinistra. Ma c´è anche chi sollecita il sindaco a spingere l´acceleratore sulla questione della legalità. Pochi giorni fa, alcuni comitati del centro storico hanno minacciato di non consentire l´entrata in Teatro comunale al sindaco, al questore e al prefetto in occasione della «prima» della stagione lirica se non si porrà mano al degrado e al rumore nella zona universitaria afflitta anche da spaccio e accattonaggio.
In questo clima di endemica irritazione nei rapporti tra Cofferati e Rifondazione comunista da una parte e coi comitati dall´altra, arriva la questione dei lavavetri. La destra soffia sul fuoco raccontando di automobilisti intralciati, di diverbi costanti a ogni sosta agli incroci, di ingorghi causati dall´attività intempestiva dei lavavetri. La richiesta è quella di un´azione energica nei confronti di questi «fornitori di servizi indesiderati» come sono definiti dai consiglieri del Polo. La Bologna dell´ex sindacalista Cofferati si avvia pertanto a diventare una delle prime città italiane a intraprendere un´azione di controllo contro un fenomeno quasi ovunque dilagante come quello dei lavavetri e dei questuanti.