Cia, l’est-europeo «pagherà»

«Gravissime sono le responsabilità della Polonia, Romania ed Ungheria, paesi membri del sistema europeo per aver collaborato o consentito che la Cia torturasse in prigioni segrete di questi stati sovrani presunti “terroristi” prelevati impunemente in tutte le parti del mondo. Questi paesi hanno firmato la Convenzione dei diritti dell’uomo europei ed i vari trattati europei contro la tortura per essere ammessi nella Ue. Hanno commesso chiare ed indiscutibili violazioni di queste convenzioni europee. Violazioni perseguibili civilmente e penalmente». E’ in questi aspri termini di «complici e collusi» con Washington che il giurista di diritto internazionale Cheriff Bassiouni, in Afghanistan nel 2004 su mandato del segretario generale dell’Onu Kofi Annan e autore di un rapporto sullo scandalo delle prigioni segrete in cui la Cia torturava cittadini afghani e stranieri, inizia l’intervista con il manifesto. La sua inchiesta resa pubblica in maggio irritò Washington e, di fatto, il suo incarico non venne rinnovato.

Professor Bassiouni, quale la sua chiave di lettura di queste rivelazioni delle prigioni segrete Cia nei paesi dell’est, delle smentite di questi governi, del «Noi non torturiamo» di Bush?

Questo metodo di operare in segreto, impunemente, sino a quando non viene allo scoperto continua da parte della Cia sin dalla guerra fredda. L’America ora opera nell’illegalità totale sulla base di «executive orders» segreti del presidente Bush: una prassi propria delle dittature e che non si capisce come in America possa reggere. La Cia opera in Afghanistan o in Italia, come nel caso dell’imam Omar, portato in Egitto per poterlo torturare. Dalle sue 14 basi militari in Afghanistan alle carceri segrete in Europa orientale o altrove in Asia, agisce nell’illegalità totale del diritto internazionale, in violazione dei diritti dell’uomo. La mia inchiesta è ha irritato Washington. Ma si continua ad indagare e le conseguenze internazionali non tarderanno a venire per Bush.

Polonia e Ungheria sono nella Ue, la Romania dovrebbe entrare nel 2007, quali gli effetti futuri di queste violazioni di convenzioni e trattati sui diritti dell’uomo e contro la tortura?

Le domande di adesione alla Ue di questi paesi contengono un impegno chiaro ad applicare la convenzione dei diritti dell’uomo. Questi obblighi non sono stati onorati, anzi la loro violazione da parte di quei governi è inoppugnabile. I servizi segreti di quei paesi costituiscono un organo istituzionale di uno stato sovrano. Per cui la Polonia e gli altri dell’Europa dell’est che hanno collaborato con il governo di Washington sono perseguibili legalmente.

Anche ammesso che i governi di Polonia, Ungheria e Romania non ne sapessero niente, quale il contenzioso giuridico che emergerà rispetto agli organismi dell’Unione europea?

Questi paesi dovranno rispondere di questo reato gravissimo compiuto da un organo istituzionale del loro paese quali sono i servizi segreti. Per cui se la Cia opera ed interferisce in Polonia o in un qualsiasi paese terzo, la responsabilità ricade sul governo polacco e degli altri paesi che collaborino con il governo di Washington nella violazione norme che impegnano tutti i paesi della Ue. In questo caso norme sui diritti umani e contro la tortura. A ciò va aggiunta la responsabilità penale degli agenti Cia materialmente responsabili di quei reati.

E a Washington a chi va attribuita legalmente la responsabilità dei crimini di tortura commessi dalla Cia nelle prigioni segrete estere?

I servizi segreti americani operano su autorizzazione del presidente Bush che dopo l’11 settembre ha creato il sistema e la struttura per la cosiddetta «guerra globale al terrorismo».

Come si è formato questo networke Cia della tortura?

La Cia sin dal febbraio del 2002 opera con i vari servizi segreti dei paesi alleati nella «guerra globale al terrorismo». Già nel 2001, Bush con un «executive order» della Casa bianca, contenuto nel memorandum 13224, lanciò la «Joint doctrine for detainees operation». Questa direttiva presidenziale viene rinnovata annualmente. L’ultima volta risale al 23 marzo del 2005. In tale documento dell’amministrazione viene precisato: «Chiunque sia detenuto o presumibilmente collegato con organizzazioni terroristiche è da classificare come nemico combattente». Negli ultimi tre anni, la strategia seguita dal Pentagono per questa «missione» è stata quella di creare una struttura e un sistema di prigioni segrete di smistamento e tortura, in alternativa a Guantanamo. In Afghanistan, nella base aerea di Bagram e a Kandahar, arrivavano i detenuti prelevati con aerei Cia da ogni parte del mondo e da lì gli afghani venivano smistati verso gli altri 14 centri militari segreti americani per essere torturati. Gli altri, dall’Afghanistan venivano spediti nelle carceri segrete sotto controllo americano: in paesi dell’est europeo come Polonia, Romania, Ungheria oppure, gli asiatici, nella base militare di Diego Garcia.