Cia, cieli sporchi in tutta l’Europa

Oggi, martedì 24, a Strasburgo il parlamentare ed ex-pubblico ministero svizzero Dick Marty renderà pubblici i primi esiti della sua inchiesta sulla collaborazione offerta dai Paesi europei e dai loro servizi di intelligence al programma statunitense delle «extraordinary renditions» (ER, estradizioni straordinarie di presunti terroristi). Subito dopo l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (Pace) a Strasburgo dovrebbe discutere – tra altri temi – del rapporto di Dick Marty, incaricato di tale inchiesta il 17 novembre dello scorso anno dal Comitato per gli Affari Legali della stessa Pace. Non sappiamo, naturalmente, quanto Marty scriverà nel suo rapporto e quale sarà la relativa discussione. Tuttavia è possibile sin da ora ricostruire un quadro sufficientemente indicativo del coinvolgimento europeo e dell’ampiezza di questa attività di pirateria internazionale condotta dagli Stati Uniti con la copertura della «lotta al terrorismo».

I governi europei sapevano

Tale quadro, checché ne dicano gli imbarazzati governi europei, è infatti abbastanza noto da tempo, grazie all’attività di ricerca di organizzazioni come Amnesty International (che durante la recente visita del Segretario di Stato statunitense Condoleeza Rice ha rivelato l’estensione del coinvolgimento europeo nelle «renditions») e Human Rights Watch (che ha per primo sostenuto l’esistenza in Polonia e Romania di centri di transito o detenzione collegati alle «renditions»), nonchè grazie al lavoro di coraggiose autorità giudiziarie e di centinaia di inchieste condotte da tre anni in qua da organi di stampa e televisioni di tutto il mondo. Vi è innanzitutto da notare che, secondo Seth Hetterna, dell’Ap, l’appoggio logistico alle ER viene fornito, dopo il Settembre 2001, grazie ad una serie di contratti per 33 aeroplani con 10 compagnie private (reali o di copertura) emanati da una oscura unità all’interno della Marina statunitense, il Navy Engineering Logistics Office (Nelo). Ulteriore ricerca ha mostrato che sino al 2000 il Nelo era presente in un’apposito elenco di unità del Dipartimento della Difesa con il numero identificativo N41756, per poi scomparire dallo stesso elenco negli anni successivi, ma ricomparire come unità di riferimento per un contratto (numero 03-Q-4110) del 5 Giugno 2003. La funzione principale del Nelo è la conduzione di attività di spionaggio e controspionaggio all’estero. I contratti indicano dieci società differenti e trentatrè aeroplani. Oltre al coinvolgimento di reparti speciali delle forze armate nelle unità operative del programma, questo dato implica una responsabilità diretta di unità militari in una attività completamente illegale che, se condotta dai soli elementi paramilitari della Cia entra in una sfera particolare di responsabilità, mentre se condotta dai militari comporta una possibilità di incriminazione molto piu grave e diretta.

I contratti «classified»

Secondo la U.S. Army Aeronautical Service Agency, nel 2004 e 2005 vi erano 38 compagnie autorizzate a far atterrare i loro aerei nelle strutture militari statunitensi sparse in tutto il mondo. Tali compagnie sono poi state ridotte a 15 tra la fine del 2005 e l’inizio di quest’anno.

Tra le compagnie elencate (molte delle quali hanno anche ricevuto il permesso di comperare nelle basi carburante di proprietà del Dipartimento della Difesa) ve ne sono alcune molto note il cui compito è stato principalmente l’appoggio logistico alle operazioni in Afghanistan e in Iraq (come Atlas Air, Continental Airlines, Delta Airlines, Falcon Air Express, Federal Express, North American Airlines, Polar Air Cargo, Ryan International Airlines, UPS, US Air Ways, World Airways Inc., per citarne alcune). Altre sono invece compagnie note da lungo tempo per il loro collegamento con l’intelligence statunitense o detentrici di contratti «classified» con la Difesa (ovvero il cui contenuto è segreto), come Air Transport International LLC – sussidiaria del gruppo BAX Global Inc. a sua volta parte del gigante del trasporto di valori Brink’s Company – Evergreen International, Gemini Air Cargo, L-3 Comunications/Aeromet LLC – connessa alla BAX Global – Omni Air International Inc., Phoenix Air Group, Southern Air, Tepper Aviation). Altre ancora sono compagnie di più modeste dimensioni o di semplice copertura per la proprietà degli aerei che si suppongono coinvolti nelle «renditions», come Aviation Specialties, Centurion Aviation Services Inc., Crowell Aviation Technologies, Devon Holding & Leasing, Path Corporation, Premier Executive Transport Services, Rapid Air Trans (connessa con la Tepper Aviation), Richmor Aviation, S & K Aviation LLC, Stevens Express Leasing. A tali ultime compagnie, se ne devono aggiungere alcune altre che non sono nella citata lista ma operano o sono proprietarie di aerei che sono stati connessi con le ER, come Assembly Pointe Aviation Inc., Aero Contractors, o la fantasmatica Bayard Foreign Marketing Inc. Nel complesso – a parte le compagnie maggiori connesse con la logistica delle operazioni in Afghanistan ed Iraq – le flotte delle altre compagnie superano nel complesso i 160 aerei, sia di tipo cargo o di tipo «business jet» e passeggeri. I 33 veivoli individuati dalla Associated Press sono fra questi, ma certo non esauriscono il supporto logistico richiesto dalle ER, che si è servito anche di aerei militari da trasporto merci o versioni più avanzate di «businees jets». Se si fa l’analisi dei movimenti 2001-2005 anche solo di una frazione degli aerei individuati come sicuramente connessi con le ER o appartenenti alle compagnie che hanno costituito il nerbo del «programma» (il che ovviamente non significa che tali movimenti siano tuttI connessi con operazioni di renditions), emerge una realtà di spostamenti frenetica, sebbene ancora non si abbiano a disposizione che dati non completi.

Ovest e Est, tutti gli scali

Nel periodo suddetto, e pur escludendo località toccate ma verosimilmente non connesse alle operazioni del «programma», questi aerei sono atterrati o sono partiti da 305 differenti aeroporti distribuiti su 66 Paesi e dipendenze territoriali. Hanno effettuato, nel complesso di atterraggi e partenze, 2.377 movimenti, di cui 942 in partenza o arrivo in territorio continentale Usa, 209 in territorio britannico, 176 in territorio tedesco, 174 in territorio canadese, 147 da o per Guantanamo, 115 in territorio irlandese. In Italia sono atterrati o partiti 12 volte.

Nel complesso dei Paesi europei, sono stati effettuati 750 movimenti, parte dei quali in aeroporti militari il cui accesso è consentito solo con speciali permessi, anche se le autorità europee dicono di non essersene affatto accorti. Tre Paesi est-europei (Polonia, Romania, Ungheria) hanno registrato 46 movimenti e al conto mancano quelli che una indagine ancora in corso potrebbe assegnare alla Bulgaria (e all’aeroporto di Burgas in particolare). E’ importante notare che, sebbene sia molto più difficile avere dati su destinazioni non europee o non americane, i movimenti registrati solo per questo piccolo gruppo di aerei in partenza o arrivo sono stati 40 in Egitto, 39 in Giordania, 24 in Marocco, 17 in Afghanistan, 16 in Iraq. L’aeroporto di Providenciales, nell’arcipelago di Turks & Caicos e non lontano da Guantanamo, ha visto ben 58 movimenti dei più noti tra gli aerei usati per le ER.

È possibile che, quando l’indagine comprenderà i movimenti di tutti gli aerei individuati ci si trovi di fronte ad una delle più complesse operazioni logistiche che il Medioevo statunitense abbia organizzato.