Ci riprovano, vogliono ricomporre il Partito Fascista

Ci avevano già provato con la proposta di legge 1360, quella sull’equiparazione tra Partigiani e Repubblichini, come se i combattenti per la libertà e quelli che la reprimevano fossero la stessa cosa. Come se chi si batteva per l’eguaglianza e i fautori della razza ariana fossero la stessa cosa. Come se, chi difendeva i propri paesi, le proprie case, le proprie famiglie dall’oppressore straniero e chi si era svenduto ad esso, fossero la stessa cosa. Allora ci fu una vera sollevazione popolare delle forze democratiche ed antifasciste del nostro paese, ma anche solo delle persone di buonsenso, che rispedì al mittente quella proposta.

Oggi quelle stesse forze reazionarie ci riprovano. È stato infatti depositato presso la Segreteria del Senato, da cinque senatori di destra, un disegno di legge costituzionale col quale si chiede di abolire la XII Disposizione transitoria della Costituzione Repubblicana che vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista”. È questo, a detta dell’ANPI (Associazione nazionale Partigiani d’Italia), “un proposito odioso e provocatorio”.
Sullo sfondo s’intravede il desiderio più meschino di privare la Costituzione della sua colonna portante, quella dell’antifascismo, al fine di muovere l’attacco decisivo contro di essa e così relegare per sempre nel dimenticatoio la fase storica della Resistenza da cui la Costituzione prende le mosse e per cui è nata la più importante stagione delle conquiste sociali e dei diritti dei cittadini.

Al contempo si cerca di aprire la strada a coloro i quali, neanche troppo celatamente, si dicono nostalgici di quella tradizione e vorrebbero avere mani libere oggi, come se davvero potessero rendere attuali quei precetti, tanto da riorganizzarli in soggetti riconosciuti da leggi dello Stato italiano e finalmente potersi dire fascisti non solo per il passato ma per il presente.

È questo un vero atto d’incoscienza una provocazione tesa a rivedere la storia in maniera distolta, al fine di continuare quell’opera di svuotamento della coscienza di popolo che impetuosamente torna attuale dopo che il pericolo della riproposizione dei valori fondanti del fascismo ha trovato una nuova generazione di oppositori che si rifà alla migliore tradizione democratica del nostro Paese.

Il fascismo è stato male assoluto, miseria, guerra, negazione di diritti e di libertà, crimini, torture e stragi di civili. È stato opportunismo e svilimento del senso di Patria. Il fascismo è stato sconfitto dai valori incarnati nella Resistenza, che sono poi state linee guida per la Costituzione repubblicana. Il fascismo è stato sconfitto dalla democrazia nel nostro Paese e non si torna indietro.

Il tentativo di restituire dignità a quell’esperienza è fuori tempo massimo ed il tentativo di abolire il reato di apologia di fascismo è l’ennesimo favore fatto a chi è stato sconfitto dalla storia. Noi ci opporremo fermamente, insieme a tutti gli antifascisti di oggi e nel nome di coloro i quali sacrificando la propria stessa vita pensarono ad un mondo migliore di cui vogliamo essere degni.