Censimento in Vietnam

Il General Statistics Office (GSO), con il supporto tecnico di United Nations Population Fund (UNFPA), ha recentemente diffuso il 15% dei risultati del censimento del 2009. Il GSO riporta che nel Vietnam il tasso di natalità ha continuato a diminuire nel corso degli ultimi 10 anni ed il tasso di natalità totale (TFR) è rimasto al di sotto del livello di ricambio generazionale e si è attestato a 2,03 figli per donna.

Tuttavia vi sono ancora differenze tra aree geografiche: il tasso di natalità è di 1,80 nelle città e di 2,15 nelle zone rurali; di 1,69 nel Sud-Est Regione; di 1,84 nella regione del Delta del Mekong ed è più alto negli altopiani centrali con una media di 2,65 figli per donna. Questo suggerisce che ci possono essere ancora sacche di “bisogno insoddisfatto” rispetto ai servizi legati alla maternità e alla riproduzione, quali i servizi di pianificazione familiare che meritano un’attenzione prioritaria.

I dati indicano anche che, nel Vietnam, il rapporto tra i sessi alla nascita (SRB) è stato di 111 maschi per 100 femmine nel 2009. Sebbene non vi sia una grande differenza tra le aree rurali e urbane, dai dati del censimento emerge che il gap è particolarmente elevato nel Delta del Fiume Rosso (115,3 maschi per 100 femmine). Questi numeri suggeriscono l’urgente necessità di affrontare lo squilibrio SRB in Vietnam.

Si sottolinea che il numero totale dei migranti che si sono spostati all’interno e tra le province nel corso dei cinque anni precedenti il censimento del 2009 è passato a 6,6 milioni di persone, contro i 5,1 milioni di persone del censimento del 1999. Questo dato è rappresentato principalmente dalla migrazione interna tra le province e sembra essere guidato dallo sviluppo economico nelle aree urbane, del campo industriale e delle zone di trasformazione atte all’esportazione.

I risultati del campione del censimento confermano anche che il Vietnam sta entrando in un periodo di potenziale “bonus demografico” [Una diminuzione del tasso di fecondità fa sì che nel giro di una generazione si formi un’ampia popolazione in età da lavoro sulle cui spalle gravano relativamente pochi anziani e giovani a carico. Questa condizione, che viene chiamata “finestra demografica” offre un’opportunità unica per incrementare gli investimento sociali e potenziare la crescita economica, il cosiddetto “bonus demografico”; da www.onuitalia.it, ndr], che di solito accade una sola volta nella storia demografica di una nazione e può presentare una grande opportunità per il progresso socio-economico se le politiche sono stabili e idonee allo sviluppo delle risorse umane e se i diplomati delle scuole professionali, dei collegi e delle università possono esercitare l’attività lavorativa in un’economia in espansione.

Per di più il Vietnam sta entrando in una fase in cui si rileva una significativa percentuale di popolazione che invecchia. L’indice di invecchiamento è aumentato dell’11,4% negli ultimi 10 anni. Pertanto, pur approfittando del bonus demografico, il paese deve anche pianificare in anticipo e prepararsi all’invecchiamento della popolazione. E’ necessario un miglioramento dovuto alla richiesta di protezione sociale, in quanto le persone diventano più vulnerabili alle potenziali difficoltà legate a questo periodo della vita.

I dati del censimento del campione confermano che nel Vietnam il tasso di mortalità è ancora molto basso, del 6,5 per mille ed il tasso di mortalità infantile (IMR) è stato del 16 per mille nei 12 mesi prima del censimento.

Si sottolinea che, nel mese di aprile 2009, trenta persone delle Nazioni Unite hanno partecipato in Vietnam al monitoraggio del censimento effettuato in 21 province di tutto il paese e che tra le agenzie delle Nazioni Unite, l’UNFPA svolge un ruolo importante: pianificazione, progettazione dei questionari e dei test, pilotaggio, formazione e monitoraggio, campagna pubblicitaria, analisi dei dati e diffusione.

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da Vietnam Women’s Union (http://www.hoilhpn.org.vn/newsdetail.asp?CatId=67&NewsId=13181&lang=EN) – Unione Donne in Vietnam

Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare