“Caso Zapata. Basta con le menzogne contro Cuba”

Basta con le solite menzogne su Cuba. Ieri è arrivata la notizia della morte in carcere per sciopero della fame di un sedicente “dissidente” tal Orlando Zapata Tamayo e questa notizia è bastata per alzare un polverone contro Cuba a prescindere dalla realtà.

Noi adesso cerchiamo di ristabilire un po’ di verità.
Chi è Orlando Zapata? Egli è un criminale comune, non uno dei “famosi” 75 dissidenti del 2003, che quando nel 2001, che dopo aver già fatto un bel po’ di carcere per reati come la detenzione di armi, atti osceni in luogo pubblico, lesioni a pubblico ufficiale, destabilizzazione dell’ordine pubblico ecc. ecc, è stato contattato dai contro rivoluzionari di Miami.
E dato che lui era un criminale ma non uno stupido deve aver pensato che quello era un bel modo per fare un bel po’ di denaro. Inoltre, lui non aveva niente da perdere.

Ma la sua indole di provocatore e violento non lo lascia e nel 2003 rientra in carcere ed è di nuovo protagonista di violenze contro i funzionari delle carceri che aggredisce fisicamente.
Il 18 dicembre del 2009 inizia uno sciopero della fame e rifiuta qualsiasi tipo di assistenza medica. Ma Cuba nonostante il suo diniego lo trasferisce prima nel centro di soccorso del carcere e poi in un ospedale di Camaguey e poi all’ospedale dei detenuti dell’Avana.
Egli viene sottoposto alle analisi del caso e gli viene prestata tutta l’assistenza medica del caso fino alla sua scomparsa. E questo fatto viene anche riconosciuto dalla madre Reyna Luisa Tamayo, che nel frattempo dal 2003 si è vincolata alla cosiddetta “dissidenza” e riceve denaro da fondazioni controrivoluzionarie che hanno la loro sede negli Stati Uniti e che hanno come scopo la caduta dell’attuale repubblica cubana anche attraverso attentati terroristici, tanto per essere chiari.
Il 3 di febbraio del 2010 egli ha un attacco di febbre che scompare dopo un giorno. Gli viene accertata una polmonite che viene curata con antibiotici e con tutte le terapie più avanzate. Quando la malattia degenera e colpisce entrambi i polmoni viene assistito con la respirazione artificiale fino a quando il suo cuore non regge più.
Noi non pensiamo che chi odia Cuba e la sua rivoluzione crederà a questo ma speriamo che questi signori credano almeno alla madre di Zapata che ha affermato che suo figlio è stato assistito al meglio.
Dopo di che a nessuno di questi signori, politici e giornalisti che odiano Cuba, frega niente che in Italia siano già morti da gennaio suicidi nelle patrie carceri almeno 10 persone. Perché questo imporrebbe una riflessione su noi stessi e sulla nostra democrazia che vogliamo invece nascondere e rimuovere.
Gli Stati Uniti poi dovrebbero solo stare zitti e vergognarsi della loro crudeltà contro Cuba ad iniziare dal più longevo e ingiusto blocco economico del mondo.
Essi, inoltre, hanno ancora aperta l’aberrazione del lager di Guantanamo dove hanno torturato decine e decine di innocenti e che detengono illegalmente da 11 anni, in violazione dei loro diritti umani e dello stesso diritto statunitense e internazionale, 5 cubani che agivano per sventare attacchi terroristici contro Cuba organizzati dai contro rivoluzionari di Miami. Gli stessi che pagavano Zapata e che pagano ancora la madre del deceduto.
Ma come si sa per gli Stati Uniti e i media ruffiani che li sorreggono esiste un terrorismo buono, che difende gli interessi Usa, che va difeso e sostenuto e uno cattivo, che va contro gli interessi Usa, che va perseguito e distrutto.
Noi pensiamo, come i cubani, che il terrorismo è sempre un male che va combattuto e sradicato, affrontando anche i motivi per cui esso può essere sorto.

Resp.Relazioni Internazionali PdCI