Casa, i prestiti costeranno 300 euro in più

Non è un salasso, ma una ministangata sì. L´aumento di un quarto di punto del costo del denaro che la Banca centrale europea si appresta a varare, probabilmente già il prossimo primo dicembre, comporterà per una famiglia che abbia stipulato un mutuo di 100 mila euro a tasso variabile della durata di 20 anni un incremento medio della spesa annua di circa 150 euro. Che raddoppieranno per un mutuo di 200 mila euro. Fortunatamente, nonostante l´aumento, i tassi sono ancora vantaggiosi e consentono di compensare, sia pure in parte, il forte aumento dei valori immobiliari. Ma la nuova stretta monetaria non sarà indolore, come si desume dalle simulazioni di Mutuionline.
In realtà, già da qualche tempo, i tassi ai quali vengono legati i mutui hanno cominciato a salire, in modo non pronunciato ma costante. Anticipando in parte l´attesa decisione della Bce. Ad esempio, l´Euribor a 1 mese che viene utilizzato che quantificare i mutui a tasso variabile, dallo scorso 30 settembre ha evidenziato un aumento dello 0,16% e quello a tre mesi dello 0,26%. L´Irs a 10 anni che determina il mutuo a tasso fisso ha spuntato nello stesso periodo un aumento dello 0,35%.
Chi dunque ha un contratto di mutuo a tasso variabile vedrà presto aumentare i costi delle proprie rate (la revisione è mensile), mentre chi ha un mutuo a tasso fisso non avrà alcun costo aggiuntivo. Sui futuri contratti, invece, anche i tassi fissi verranno rapidamente ritoccati. Occorre a questo punto capire in che misura cambieranno costi e convenienze per le famiglie italiane mutuatarie.
Due i quesiti fondamentali. Il primo consiste nel chiedersi se il tasso variabile sia ancora più conveniente del tasso fisso. Il secondo riguarda invece chi, avendo un mutuo a tasso variabile, vuol capire se e come sia possibile evitare che la propria rata si appesantisca.
La riposta alla prima domanda è che i mutui a tasso variabile restano ancora più convenienti di quelli a tasso fisso per i contratti già stipulati. Anche se la Bce decidesse nel corso dell´anno un aumento di un punto percentuale, la rata mensile di chi ha un mutuo a tasso fisso resterebbe al di sotto di quella dovuta da chi ha un mutuo a tasso variabile (640 euro contro 621 per un importo di 200 mila euro con una durata di 20 anni).
Secondo: una delle strade percorribili per evitare di pagare rate più salate è quella di chiedere alla propria banca di allungare la scadenza del mutuo mantenendo costante la rata mensile. Da una simulazione effettuata da Mutuionline si desume che in caso di aumento di mezzo punto dei tassi e un mutuo di 100 mila euro a 20 anni, per mantenere la rata costante a 580 euro, occorre un allungamento della durata di 10 rate mensili. Se, invece, ipotizziamo un aumento di un punto percentuale, sempre per il medesimo mutuo, il saldo del debito verso la banca dovrà allungarsi di 20 rate mensili. Questa soluzione (rata costante e tasso variabile) è consigliabile anche a chi deve ancora scegliere il tipo di mutuo da stipulare.