Caro Pera, l’occidente di cui parli è il peggiore degli occidenti possibili

Caro direttore, permettimi di aggiungere qualcosa alla tua giusta denuncia dell’appello di Marcello Pera e dei suoi sostenitori. Non c’è dubbio che la esaltazione della superiorità occidentale – esplicitamente dichiarata con la negazione dell’eguale valore delle altre culture – contenga la tendenza al dominio ed implichi, come tu dici, un orientamento razzista. In più, tuttavia, c’è un inganno che va colto per indicarlo a chi ne può essere vittima. L’inganno sta nel richiamo alla “tradizione europea”. Le tradizioni europee sono molte, ma dal punto di vista della ricerca di una identità essenzialmente due in contrasto permanente tra di loro particolarmente nell’età moderna, ma ancora prima di essa.
Esiste, certo, una tradizione che muove dalla idea della superiorità dei bianchi cristiani che si danno come missione di redimere il mondo. L’antisemitismo come persecuzione permanente del “popolo deicida”, il razzismo, lo schiavismo, la distruzione di popoli interi nelle Americhe, il colonialismo, le guerre di religione, lo sciovinismo, le guerre tra le potenze in Europa, il fascismo, il nazismo, la Shoà sono le creature mostruose di questa tradizione. Essa abbraccia i roghi delle streghe e degli eretici, il martirio di Giordano Bruno e la lotta al libero pensiero, la condanna di Galileo e la persecuzione accanita contro la scienza.

I fautori dell’appello, però, sostengono che loro vogliono reagire alla aggressione del fondamentalismo e del terrorismo islamici. Ma è proprio quella loro tradizione che lo ha evocato, allevato e incrementato. Da gran tempo le potenze occidentali dominano il mondo di religione islamica e, in esso, i paesi arabi, favorendo le peggiori tirannie e usando gli uni contro gli altri – in prima fila i fondamentalisti dell’Arabia Saudita – per mantenere il loro potere imperiale prima inglese e francese, ora americano. Bin Laden è un esempio attuale, ma non il solo e la tragedia irachena sta sotto gli occhi di tutti.

«Il laicismo e il progressismo – dice l’appello – rinnegano i costumi millenari della nostra storia». Ma di che costumi si parla? Per fortuna di tutti, “l’idea laica e progressista” ha condannato attraverso un difficile e lungo cammino il “costume” incivile e brutale, le vergogne e le infamie generate dalla logica del dominio. Così facendo, il pensiero critico ha riscoperto e ripensato ciò che c’era di grande e di buono nel passato “millenario” e ha creato un’altra tradizione europea. Essa è sorta dalla lotta contro il dogmatismo religioso e contro ogni altro dogmatismo, contro l’arbitrio del potere, per la tolleranza e la comprensione reciproca. Di qui vengono le idee di libertà, di una moderna democrazia, di una effettiva dignità per tutti gli esseri umani e poi più recentemente le idee di liberazione della donna.

E’ una tradizione che percorre anche il pensiero cristiano con letture del Vangelo opposte ad altre, dalle originarie dispute dei primi secoli fino ad oggi. E’ una tradizione che ebbe (e ha) bisogno per crescere e per affermarsi di una sconfinata quantità di lotte e di sacrifici ma anche di una non mai conclusa riflessione delle donne e degli uomini su se stessi e sulle società in cui vivono.
Anche il movimento socialista di ispirazione marxiana e dunque l’idea di trasformazione sociale sono figli di questa tradizione del pensiero critico e nacquero per fare sì che le promesse di libertà, di eguaglianza e di fraternità, eluse dal dominio dei più forti, potessero incarnarsi in costruzioni storiche concrete. Ma quando si è creduto di vincere imitando il peggio dei propri avversari, precipitando nel dogmatismo, nel culto della forza e nell’arbitrio del potere, sono venute le peggiori tragedie e poi la rovina. Anche il crollo sovietico spiega che qualsiasi integralismo, altrui o proprio, è catastrofico e che nessun fondamentalismo si combatte con un altro fondamentalismo.

Rivendicare quest’altra tradizione europea – quella del pensiero critico, dello sforzo per la comprensione delle altre culture, del dialogo, del reciproco aiuto – non è soltanto necessario per polemizzare con chi rappresenta solo il peggio dell’Europa, ma perché non c’è altra strada per battere le opposte predicazioni fanatiche presenti nella cultura islamica e in quella cristiana (e in ogni altra) il cui unico sbocco è la guerra, teorizzata e praticata ormai come medicina preventiva.

I complotti terroristici, come è ovvio, esistono: ma, in quanto tali, sono materia di prevenzione e sicurezza e, se si vogliono evitare, l’occidente ha mezzi sterminati per prevenirli. Ma l’origine dei possibili terroristi è dentro la mente delle persone: le frustrazioni nazionali, la chiusura di ogni speranza, la memoria dei torti subiti. La guerra esaspera e moltiplica ognuno di questi sentimenti. Lo scontro di civiltà cui quell’appello spinge, è una tragica follia.

Richiamarsi all’altra tradizione europea significa ricordare, però, che in Occidente – e in Italia in special modo – la lotta è pienamente aperta per far avanzare i valori che proprio il pensiero critico è venuto portando alla luce. E’ assurdo sentir parlare di difesa della vita da chi nega la maternità libera e responsabile e il possesso del proprio corpo da parte della donna; sentir parlare di difesa della famiglia da chi sostiene un assetto economico che nega a molti i mezzi per costruirla, da chi vuole tenere in piedi un assetto giuridico che nega i diritti di quanti hanno una sessualità diversa dalla maggioranza. E’ vergognoso che un discorso sulla diffusione della libertà e della democrazia venga da chi predica la superiorità di una cultura su un’altra, da chi scambia la libertà per il dominio dei più forti e la democrazia con la gara tra chi ha più danaro; e vuole esportare l’una e l’altra con le bombe e i carri armati.

Il caso di Bush dimostra che molti diseredati si sono fatti convincere da coloro che, usando l’integralismo religioso, predicavano i valori che, nella realtà, vengono stravolti e calpestati proprio da chi dicendo di difenderli in realtà difende unicamente il proprio potere. Che in Italia questa gente che si è alleata addirittura con i peggiori fascisti – per non dire dei loro capi e delle loro leggi – pretenda di dar lezione di morale è un paradosso.

E’ giusto indignarsi. Ma insieme, mi pare, è giusto riappropriarsi dei valori creati dalla parte migliore della tradizione europea, quei valori che costoro vogliono distruggere o hanno trascinato nel fango.