Caracas e Damasco sono obiettivi di guerra dell’imperialismo USA ed europeo

Traduzione di l’Ernesto online

Il deputato supplente del Partito Comunista del Venezuela dello stato di Cojedes e dirigente del Comitato di Solidarietà Internazionale (COSI), Yul Jabour, ha denunciato che sia la Repubblica Araba di Siria che la Repubblica Bolivariana del Venezuela rappresentano obiettivi di guerra dell’imperialismo “per le politiche nazionaliste sviluppate da questi governi sovrani in salvaguardia delle loro risorse. E’ ovvio che ciò colpisca i profitti delle multinazionali e per questa ragione si fa più aggressiva l’offensiva egemonica contro questi paesi che difendono gli interessi dei loro popoli”.

Jabour, insieme con rappresentanti di organizzazioni e movimenti sociali, e membri della comunità arabo-siriana venezuelana, ha guidato un significativo concentramento di più di 500 persone davanti alla sede dell’ambasciata della Repubblica Araba di Siria a Caracas, in una manifestazione di sostegno al popolo e al governo siriani nel momento in cui sembra profilarsi una nuova aggressione imperialista.

“In questo momento, in Siria si stanno attuando azioni contro il presidente Bashar Al-Assad, ma lì le cose non andranno come in Egitto o in Tunisia, perché si tratta di realtà molto diverse”, ha spiegato.

Il cosiddetto “effetto Cairo” è parte della strategia degli USA e dei loro alleati della NATO, avviata nel Nord Africa e nel Medio Oriente, per conservare l’egemonia nella regione. In Egitto e in Tunisia, sono state schiacciate autentiche ribellioni popolari allo scopo di conservare governi fantocci dipendenti da Washington. In Libia, il risultato è stato l’attacco militare congiunto”.

“Ma non è il caso della Siria”, ha affermato il parlamentare comunista. “In Siria esiste una direzione collettiva del governo, riunita in un Fronte Nazionale Patriottico, dove confluiscono partiti politici, come quello comunista, il nazionalista, l’Arabo Socialista Baath, le centrali operaie e studentesche, il movimento delle donne, esponenti del clero, tutti uniti nell’analisi della situazione e nell’affrontare le aggressioni del sionismo e dell’imperialismo”, ha proseguito Jabour.

Il deputato di origine siriana ha anche affermato che con il cambiamento del governo e la revisione di alcune leggi vigenti, la direzione collettiva del governo, guidato da Al-Assad, ha riconosciuto l’esistenza di problemi ma non permetterà la destabilizzazione della nazione. “E’ certo che occorre ridurre l’inflazione, l’alto costo della vita e che è necessario aumentare i salari. Ma ciò non deve trasformarsi in un’opportunità di intervento negli affari interni del paese per i nemici della sovranità siriana e dei popoli arabi”.

“Ricordiamo che a Damasco si trovano fisicamente tutte le sedi delle organizzazioni rivoluzionarie del Mondo Arabo e ciò ha trasformato la Siria in un referente della lotta antisionista e antimperialista nella regione”, ha affermato Jabour.

La stessa politica avviata dalla Rivoluzione Bolivariana della creazione di un mondo multipolare, dove i popoli abbiano diritto di lottare per la loro liberazione nazionale, ha permesso di rafforzare i legami con l’attuale governo siriano, e per questa ragione entrambi si sono trasformati in bersagli dell’imperialismo”.

Infine Jabour ha annunciato che il Partito Comunista del Venezuela (PCV), la Gioventù Comunista del Venezuela (JV), il Fronte Studentesco Livia Gouvernier, il Movimento delle Donne Clara Zetkin, la Corrente di Classe dei Lavoratori “Cruz Villegas”, Il Fronte dei Contadini, dei Pescatori e degli Indigeni Nicomedes Abreu, rappresentanti del Polo Democratico Alternativo della Colombia in Venezuela, insieme ad altre organizzazioni popolari, hanno consegnato alla rappresentanza diplomatica siriana un documento di sostegno al suo popolo e al suo attuale governo.