Cara “Liberazione”, car* compagn*,

Cara “Liberazione”, car* compagn*,

Leggevo solo oggi (sul numero di ieri martedì: purtroppo il giornale è disponibile in internet solo il giorno dopo) i resoconti sull’Assemblea dell’8/9, e nel frattempo ho anche letto e sentito altri resoconti di compagn* anch’essi presenti alla Nuova Fiera di Roma. Le impressioni e le sensazioni di questi sono a volte un po’ difformi da quelle riportate sul nostro giornale, ma vorrei in particolare soffermarmi su un punto: il discorso del Segretario Franco Giordano, quando conclude dicendo “Rifondazione Comunista c’è tutta”. Si dovrebbe stare molto attenti nell’uso di parole molto delicate, difficili e “pericolose” come sono gli aggettivi e i pronomi indefiniti “TUTTI”, “NESSUNO”, “MAI”, “SEMPRE” e derivati, perché è facile, facilissimo, far crollare tutto con solo trovare un esempio contrario. È lo stesso che, per esempio, un esempio a caso, è successo quando, riguardo alla consultazione dei Segretari di Federazione sulla proposta di rinviare il Congresso, si è detto che sono stati consultati TUTTI i Segretari di Federazione, quando invece in realtà ciò non è stato, almeno nel caso delle Federazioni estere in Europa (che non credo siano da meno delle altre, no?).

Anche in questo caso, non è vero che “Rifondazione Comunista c’è TUTTA”, se si intende che dovrebbe esserci in un percorso unitario che sta andando avanti non tanto bene, con un “segno grafico” non meglio identificato che ancora non si capisce bene se vuole sostutuire o affiancare i simboli di ciascuno; se ci lascia irretire dal “toto-leader” e dalle cabale dei sondaggisti e delle alchimie elettorali; se perdiamo i contenuti del nostro essere e del nostro fare, e seguiamo le linee dei “sinistrodemocratici” non volendo fare un PCI bonsai, d’accordo, ma finendo per fare un PDS bonsai; se si vuol finire a dare ragione con vent’anni di ritardo a “compagni” come Occhetto e Mussi che ci hanno fatto sapere con molta chiarezza come la pensano su di noi e su quello che siamo; se si vuole andare avanti in un modo molto/troppo politicistico e autoreferenziale rimandando a tra dieci mesi almeno, a cose fatte, le vere discussioni e il vero confronto sul presente e il futuro del nostro Partito, che solo si possono fare in un Congresso…

In un percorso del genere, car* compagn*, mi dispiace ma Rifondazione Comunista non c’è “tutta”, proprio per nulla. Ci può essere, al più, una maggioranza che oggi è tutta da verificare, e che dovrebbe essere verificata in un Congresso, quanto prima, a marzo, alla scadenza naturale di “almeno ogni tre anni” (art. 29 Statuto), senza nessun rinvio. Perchè se no, il rischio è che ad un Congresso a fine 2008, di Rifondazione Comunista ne potrebbe rimanere ben poca – ricordando che un Partito, e specialmente un partito come il nostro, non sono solo i gruppi dirigenti e istituzionali, ma sono anche e soprattutto la “base”, i militanti che lavorano e lottano, anonimamente e generosamente, sul territorio. In Italia, e fuori.

Fraterni saluti,

Mario