«Buon accordo per tutti», parla Carlo Podda (Cgil): servirà anche ai meccanici

«Io esprimo una grande soddisfazione per l’accordo nel suo complesso. E non parlo solo dei contenuti dell’accordo in se stesso, ma anche per il valore generale che esso riviste. Basta vedere le reazioni di Federmeccanica». Carlo Podda, segretario generale della funzione pubblica della Cgil, parla del risultato della trattativa per il rinnovo dei contratti nazionali del pubblico impiego.

Allora il vostro giudizio è positivo, siete soddisfatti?

Io sono soddisfatto e ci tengo subito a sottolineare il valore più generale di questo contratto. E’ stato rimosso un ostacolo alla contrattazione di tutti. Io non so dire se questo faciliterà ora tutti gli altri rinnovi, ma sono sicuro che senza questo contratto non sarebbero stati possibili neppure gli altri. Per quanto riguarda il merito voglio chiarire subito un punto che riguarda gli aumenti. Dei 100 euro concessi, 90 sono legati ai minimi tabellari. Se calcoliamo in questo modo l’aumento, scopriamo che siamo sul 6,6% e non sul 5,01% che risulta dalla media di tutte le altre voci.

Ora si pone un problema rispetto alle altre categorie. Che cosa farete in caso di difficoltà per i prossimi rinnovi?

Io penso che il discorso che era stato avviato per noi del pubblico impiego, ora debba essere rovesciato a favore degli altri. Io penso cioè che dobbiamo continuare a mettere in campo l’ipotesi dello sciopero generale. Noi saremo in campo per i metalmeccanici come loro sarebbero stati in campo per ottenere il rinnovo del nostro contratto.

Rispetto al governo, qual è il vostro giudizio?

Mi pare che si possa dire che è stato sventato anche un altro tentativo molto pericoloso, quello di inserire nel documento da firmare per il rinnovo del contratto elementi che avrebbe stravolto il quadro complessivo, come quelli relativi alla mobilità dei lavoratori pubblici e soprattutto ai modelli contrattuali. Dall’accordo che abbiamo siglato venerdì sera sono stati invece estrapolati sia gli elementi relativi alla mobilità (si avvia una discussione a parte), sia quelli relativi al modello contrattuale che erano assolutamente impropri in quel contesto.

Ci tengo poi anche a proporre un’altra riflessione che riguarda il concetto che abbiamo del lavoro pubblico. Vorrei infatti ricordare che Silvio Berlusconi, parlando da Washington, aveva detto che gli statali italiani, guardandosi allo specchio la mattina, avrebbero dovuto vergognarsi. Ebbene possiamo dire che con la firma del contratto è stata anche respinta questa immagine negativa del lavoro pubblico. Ma, attenzione, non è solo un trito luogo comune. E’ il modo per far passare il processo di privatizzazione, eliminando il pubblico.