Brutale repressione in Honduras

Traduzione a cura della redazione di http://www.lernesto.it

Con la complicità dei governi e degli strumenti di comunicazione occidentali, il regime golpista si scatena contro la resistenza, assassinando e torturando i suoi militanti

La dittatura honduregna, nonostante la nuova figura del golpista Pepe Lobo sia servita a paesi come la Spagna per riconoscere il regime, continua nella pratica del terrorismo di stato. Persecuzioni, sanzioni amministrative, assassini, sparizioni e torture vengono attuati sia dalla polizia che dai paramilitari, allo scopo di assecondare l’intenzione del governo di seminare la paura nella popolazione e di scardinare l’organizzazione della resistenza.

Il 15 febbraio è stato assassinato nella località Brisas de Olancho il militante del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP) Julio Fúnez Benítez, pochi giorni dopo aver partecipato all’Assemblea del Fronte, svoltasi a Siguatepeque. Benítez era anche sindacalista del Sindacato dei Lavoratori del Servizio Nazionale degli Acquedotti e delle Fognature (SANAA).

Julio Fúnez Benítez, sposato con tre figli, è stato assassinato appena uscito dalla propria casa, da tre colpi sparati, secondo i testimoni, da un’automobile. Secondo i familiari, Benítez aveva ricevuto minacce di morte nelle settimane che hanno preceduto l’assassinio, senza peraltro esserne intimidito: “lotterò anche per quelli che non vogliono lottare”, era solito dire.

Un altro membro del FNRP, l’artista Hernán Reyes è stato sequestrato il 12 febbraio e trattenuto per un certo periodo da tre paramilitari che lo hanno torturato nell’intento di ottenere informazioni sull’Assemblea Nazionale del FNRP. Durante il sequestro ha quasi perso un occhio, sotto i colpi del filo spinato.

Il medesimo giorno l’abitazione di Porfirio Ponce, vicepresidente del Sindacato dei Lavoratori dell’Industria delle Bevande (STYBIS) e militante del FNRP, è stata perquisita illegalmente da soggetti che si spacciavano per poliziotti. Dopo aver messo a soqquadro la casa, costoro hanno rubato il suo computer. Inoltre, ha dichiarato Porfirio Ponce “hanno perquisito gli armadi della camera da letto e di quella dei bambini, imbrattando l’arredo e la stanza matrimoniale”.

Il 10 febbraio, Sula Edgar Martínez, anch’egli militante del FNRP a San Pedro, è stato sequestrato insieme alla moglie, ai familiari e a un’amica e per due giorni hanno subito torture da parte delle forze di polizia honduregne.

Nei giorni precedenti, due giornalisti vicini alla resistenza sono stati sequestrati, brutalmente torturati e obbligati a collaborare con la dittatura contro il Fronte, sotto la minaccia dell’uccisione dei loro familiari più prossimi.

Inoltre il movimento contadino che, grazie alla riforma agraria contro il latifondo, aveva preso possesso delle terre improduttive durante il governo di Zelaya, è perseguitato in questo momento dalle forze di polizia, che si sono messe al servizio di grandi latifondisti come René Morales, resosi responsabile di un massacro di contadini poche settimane fa.

Attualmente decine di contadini stanno subendo processi con l’accusa di usurpazione e vengono perseguitati e puniti da parte della dittatura diretta dal golpista Pepe Lobo.

Questi contadini appartenenti a vari sindacati riuniti nel Movimento Unificato dei Contadini dell’Aguan (MUCA), aderente al FNRP, ricordano che “esiste un accordo tra il presidente Zelaya e i gruppi contadini dell’Aguan, firmato all’inizio del mese di giugno del 2009 prima del colpo di Stato, in cui si conveniva che una commissione tecnico-giuridica avrebbe indagato in merito alla legalità della proprietà di queste terre e pagato ai supposti proprietari Miguel Facusé, René Morales e Reinaldo Canales le migliorie che essi avrebbero apportato; con l’impegno però al trasferimento di proprietà di queste terre”.

Le organizzazioni per i diritti umani honduregne si dichiarano molto preoccupate per questa situazione, attribuendone la colpa alla dittatura.