Boom dei profitti nel 2004 per le medie e grandi imprese

Il bilancio cumulativo di 2007 aziende redatto da Mediobanca: gli utili a 28 miliardi

Il fatturato cresce del 7,3% in Italia e dell´8,5 all´estero, sale anche la produttività (+3,3%)
Ma l´industria italiana distrugge ricchezza, perché rende meno di un buon investimento

MILANO – Anno boom, il 2004, per le imprese italiane, a riprova del fatto che non sempre i destini di un paese e quello delle sue imprese viaggiano insieme. Che si sia trattato di un´ottima annata lo dimostra l´ultimo volume di Mediobanca dedicato appunto ai conti 2004 delle imprese italiane. La tecnica usata dall´istituto di Piazzetta Cuccia dovrebbe essere ormai nota: sono stati messi su computer i bilanci 2004 di 2007 aziende. E i bilanci sono resi «analoghi». Dopo di che si sono fatte le somme e ne è uscito un «bilancione» che di fatto le rappresenta tutte. C´è da precisare che in questo lavoro mancano le piccole imprese. Sono presenti le aziende medie e quelle grandi (che sono state le più dinamiche).
Bene, è risultato che nel 2004 gli utili complessivi, scritti in fondo al «bilancione», sono aumentati a 28 miliardi di euro. Rispetto all´anno precedente, il 2003, la crescita è stata imponente: + 17,7 miliardi. Una vera enormità. Una parte consistente di questo aumento, per la verità, è stata realizzata grazie a un´operazione contabile (il «disinquinamento fiscale», cioè la pulizia dei bilanci, dai quali sono state tolte vecchie poste). Pperazione che ha reso (al lordo) più di 15 miliardi. Ma poi c´erano delle tasse arretrate e si arriva così a 11 miliardi netti. E al totale complessivo di 28 miliardi di profitti.
C´è stato quindi un recupero vero delle nostre imprese. Recupero denunciato dai buoni numeri del fatturato. Complessivamente è aumentato del 7,3 per cento in Italia e dell´8,5 all´estero. E qui c´è dentro il boom della siderurgia (più 40%) e dei prodotti chimici. Se consideriamo la sola industria manifatturiera, le cifre sono un po´ più modeste. Il fatturato Italia è cresciuto del 4,4 per cento e quello estero del 7,3 per cento. L´estero, cioè, è andato molto meglio dell´Italia. Il che è una diretta conseguenza del fatto che il mercato interno, nonostante tutto, ha continuato a ristagnare. In sostanza, il boom di cui si è appena parlato è figlio (per il 2004) della buona congiuntura internazionale e anche della presenza della Cina che ha spinto sia la domanda di beni che i prezzi di materie prime e energia.
Dall´insieme di tutti i numeri si scopre che c´è stato anche un recupero di produttività importante nel 2004. Secondo i calcoli di Mediobanca l´anno scorso le aziende italiane hanno recuperato circa il 3 per cento di produttività «fisica» (a parità di risorse impiegate, cioè, hanno prodotto il 3 per cento in più di beni). Poi c´è stato un recupero di circa il 3 per cento sui prezzi (che sono aumentati). E così si arriva a un recupero complessivo del 6,2 per cento. Il costo del lavoro è aumentato solo del 2,9 per cento. E quindi l´insieme delle imprese ha recuperato il 3,3 per cento rispetto all´anno precedente.
Per una volta, inoltre, gli imprenditori italiani si sono comportati anche correttamente nei confronti dei loro molti (troppi) debiti. Infatti hanno collocato parecchie obbligazioni, allungando così il debito (come si usa dire) e pagando anche tassi di interesse più bassi e quindi più convenienti.
Una cattiva notizia arriva invece dal fisco. Se nel 2003 la pressione fiscale (cioè le tasse pagate) dalle società in utile comprese nel campione Mediobanca era stata pari al 30 per cento, nel 2004 si è saliti di colpo al 34 per cento. Va detto subito che si tratta di un prelievo in linea con la media europea (che si aggira intorno al 35 per cento). Comunque, a chi è toccato pagare, questo aumento non deve aver fatto molto piacere.
Infine, secondo i calcoli dell´ufficio studi di Mediobanca, l´industria italiana distrugge ancora ricchezza. Nel senso che le risorse impiegate rendono meno di quanto renderebbero se collocate in qualche buon (e prudenziale) investimento finanziario. Il che significa che bisogna chiudere le imprese e darsi alla finanza? No. Significa che l´industria deve diventare più redditizia. E qui la strada da fare è ancora lunga.