Bologna. Un monarca e i sudditi

Caro direttore: «Regina, il popolo è in tumulto perché non ha pane» – «Se non hanno il pane mangino le brioches!». La leggenda narra che Maria Antonietta abbia risposto così, con superbia, arroganza e, soprattutto, totale ignoranza delle condizioni materiali in cui vivevano i suoi sudditi. Solo dopo la rivoluzione francese si sarebbero chiamati cittadini… Oggi a Bologna Cofferati si comporta da monarca. Per questo credo che stia sbagliando, così come sbaglia chi, come il sindaco Sateriale, lo difende. La discussione ha assunto un vizio di fondo, nominalistico. Si parla della questione legalità, ma è sbagliato. La legalità non c’entra nulla. Nessuno difende la criminalità, grande o piccola. Nessuno nega che l’illegalità vada combattuta ed estirpata. La questione di Bologna è un’altra. La distorta visione della legalità del sindaco di Bologna porta a proibire ai ragazzi di bere una birra in strada dopo le 21, porta a criminalizzare i lavavetri ai semafori. Quale è l’idea di legalità di chi fa abbattere misere baracche di disgraziati, per ricacciare donne, anche gravide, bambini e lavoratori rumeni sotto un ponte, con l’inverno che avanza? Queste cose non appartengono né alla cultura della legalità né a quella della sinistra, come non appartengono alla cultura cristiana tanto spesso sbandierata dai potenti di turno… Ormai in Romania c’è un’intera generazione che è cresciuta nelle fognature, cibandosi tra i rifiuti. Vengono in Italia per sfuggire dall’inferno del loro paese. Quelli di Bologna, del Lungoreno, lavorano in nero nell’edilizia per pochi euro al giorno, non possono fare altrimenti: sono irregolari. Non possono denunciare chi li sfrutta, non possono chiedere un alloggio, non possono ricorrere a cure mediche, non possono esistere. Non hanno diritti… E’ una vergogna che ci si accanisca contro gli ultimi degli ultimi, che si spacci per legalità la cattiveria. E’ una vergogna che si colpiscano delle famiglie di poveracci per nascondere le proprie difficoltà a governare una città che ha ben altri problemi, di criminalità vera, di servizi ai cittadini, di occupazione, di alloggi. A chi voleva ricordarglielo in Consiglio Comunale ha fatto rispondere con i manganelli. Come è giusto che capiti, in quanto non più cittadini ma sudditi di Sergio I°.