Blocchiamo la strategia della Fiat. 28 gennaio sciopero nazionale dei metalmeccanici

L’onda lunga messa in moto da Pomigliano in poi sta ora per abbattersi sullo stabilimento di Cassino per passare oltre, cercando di travolgere ogni resistenza operaia all’interno della FIAT e poi dilagare in ogni fabbrica e luogo di lavoro nel nostro paese.

L’asse Governo-Fiat prosegue nella sua folle corsa verso la distruzione dei diritti, del contratto nazionale di lavoro e della democrazia sindacale ritenuti un vincolo. Così, mentre l’Italia è distratta dalle vicende di Berlusconi, il Ministro Sacconi e Marchionne indicano la via da seguire all’intero padronato italiano.

L’onda lunga dell’azione di Governo e Fiat, nella sua corsa senza freni ha fagocitato anche quelle organizzazioni sindacali che da oltre un decennio flirtano con il governo Berlusconi nella speranza di poter raccogliere le briciole che cadono dal piatto dei potenti

FIM, UILM, FISMIC, UGL e Associazione dei Quadri Dirigenti Fiat hanno tracciato un solco profondo dal resto del mondo del lavoro con la loro sudditanza, interessata, agli interessi padronali.

Costoro non hanno però fatto i conti con la resistenza che gli operai metalmeccanici hanno messo in campo prima a Pomigliano e poi a Mirafiori: le migliaia di no dicono che il padronato non ha conquistato i lavoratori e sono un monito ai tanti padroni e padroncini vogliosi di seguire le orme della Fiat.

L’Unione Sindacale di Base (USB) ha proclamato lo sciopero generale dei metalmeccanici per l’intera giornata del 28 gennaio. Una mobilitazione nazionale per arrestare l’onda autoritaria e antidemocratica avviata dalla Fiat e dal governo Berlusconi.

Uno sciopero di categoria in preparazione dello sciopero generale di tutti i lavoratori pubblici e privati perché l’attacco è generalizzato e colpisce solo in una direzione, quella che porta ai pensionati ai lavoratori dipendenti, agli immigrati, ai precari, ai disoccupati, agli studenti.