«Blitz nucleare», sfida Israele-Iran

Tremila chilometri da Israele a Gibilterra. Per addestrarsi a quello che potrebbe essere il volo dell’ ultima opzione: Tel Aviv-Teheran, andata e ritorno. Secondo il britannico Sunday Times, lo Stato ebraico avrebbe già preparato i piani per attaccare tre siti nucleari iraniani e due squadroni si starebbero allenando. I bombardieri userebbero anche mini-atomiche (un quindicesimo della potenza di quelle sganciate dagli americani su Hiroshima e Nagasaki) per colpire i laboratori sotterranei dell’ impianto di Natanz, dopo aver sganciato ordigni convenzionali per aprire i tunnel. Gli altri obiettivi sarebbero Arak e Isfahan. Il ministero degli Esteri israeliano ha smentito l’ esistenza del progetto: «Israele continua a sostenere le azioni diplomatiche. Se la diplomazia ha successo, il problema può essere risolto pacificamente», ha spiegato il portavoce Mark Regev. Più dura, una fonte del governo che ha replicato chiedendo l’ anonimato: «Sono informazioni assurde che provengono da un giornale che si è già distinto in passato con titoli roboanti su questa vicenda e che si sono rivelati solo petardi bagnati. Pensare che lanceremmo un attacco con la bomba atomica contro l’ Iran e che in più lo riveleremmo in anticipo a un quotidiano straniero è doppiamente ridicolo». È la stessa opinione degli analisti. «Mi rifiuto di credere che qualcuno stia davvero pensando di utilizzare armi nucleari contro l’ Iran – ha commentato Ruven Pedatzur, editorialista del quotidiano Haaretz -. È possibile che l’ idea sia di esercitare deterrenza verso gli ayatollah: “È meglio che ci pensiate bene, altrimenti potremmo reagire con un’ operazione folle”». Anche Efraim Kam, per anni nell’ intelligence e ora studioso all’ Istituto di strategia nazionale all’ università di Tel Aviv, evidenzia che «nessuna fonte affidabile parlerebbe in quei termini e di certo non con il Sunday Times». L’ articolo del giornale britannico è basato su «fonti militari israeliane», tutte anonime. «Nel momento in cui arriva la luce verde, ci sarà una sola missione, un solo bombardamento e il programma nucleare iraniano verrà distrutto», dice uno degli intervistati. È difficile che il Pentagono approvi l’ operazione – spiega il Sunday Times – e il governo israeliano dovrebbe ottenere il via libera «dopo l’ evento», come fece quando attaccò il reattore iracheno di Osirak, nel 1981. Da Teheran, il portavoce del ministero degli Esteri, Mohammad Ali Hosseini, ha replicato: «Le rivelazioni dimostrano che il regime sionista è la vera minaccia alla pace globale e della regione». E ha minacciato: «A ogni azione contro l’ Iran risponderemo con una rappresaglia, l’ invasore rimpiangerà la sua decisione immediatamente».