Blair attacca, diritti a rischio

Il premier annuncia misure anti-terrorismo durissime, da approvare anche rivedendo la legge sulle libertà civili
Reati d’opinione Espulsione rapida anche per chi non condanna il terrorismo, estensione del carcere preventivo e chiusura delle moschee radicali

«Le regole del gioco stanno cambiando». Con questa secca premessa ieri pomeriggio il premier britannico, Tony Blair, ha annunciato dalla sua residenza di Downing street una serie di misure anti-terrorismo che già scontentano l’opposizione e allarmano le associazioni di tutela dei diritti umani. Un pacchetto di dodici provvedimenti per far passare il quale il capo del governo laburista si è detto pronto a emendare lo Human rights act, la legge sui diritti umani approvata nel 1998 (garanzie per i sospetti, gli immigrati, i prigionieri e la riservatezza) che recepisce la Convenzione europea in materia. Un mese di consultazioni con le comunità islamiche e i partiti della minoranza parlamentare, poi il leader del new labour recentemente rieletto per la terza volta alla guida dell’unico paese europeo in crescita economica schiaccerà il piede sull’acceleratore della repressione contro quelli che «incitano e fanno proselitismo per questo estremismo». Una nuova legge anti-terrorismo – pronta in autunno – permetterà di espellere chi non condanna o esalta gli attentati ovunque avvenuti, non solo nel Regno unito; le organizzazioni islamiste Hizb ut Tahrir e al Muhajiroun saranno messe al bando; il ministro dell’interno avrà il potere di mettere al bando qualsiasi organizzazione che a suo giudizio «abbia a che fare con il terrorismo» e sarà reato farne parte o raccogliere fondi; verrà introdotto un nuovo potere di disporre la chiusura di luoghi di preghiera che si rivelassero centri di «istigazione al terrorismo» e ai leader della comunità musulmana sarà chiesta una lista di persone «non adatte alla predicazione»; il ricorso a provvedimenti cautelari, finora riservati a stranieri indagati per terrorismo, sarà applicato anche a cittadini britannici; sarà redatta una lista di siti internet, librerie e centri estremistici; sarà possibile revocare la cittadinanza agli immigrati a cui era stata concessa che siano risultati coinvolti in attività terroristiche; le carcerazioni preventive per i sospetti terroristi saranno più lunghe (da 14 giorni a tre mesi, si era ipotizzato nelle scorse settimane); sarà compilata una lista di predicatori estremisti che non potranno esercitare la loro attività sull’isola; a chiunque abbia a che fare con il terrorismo verrà rifiutato il diritto d’asilo. Per il leader del partito liberal-democratico, Charles Kennedy, il pacchetto di misure rischia di incrinare il consenso che si era creato tra tutti i gruppi politici dopo le stragi del 7 luglio (56 morti in tre vagoni della metropolitana di Londra e sull’autobus numero 30) e i falliti attentati del 21 luglio. Secondo Kennedy la proposta di mettere al bando le due organizzazioni musulmane e quella del potere di chiudere le moschee può infiammare ulteriormente gli animi tra le comunità, proprio nel momento in cui gli attacchi contro gli islamici sono cresciuti del 600% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il Consiglio dei musulmani britannici ha avvertito che rendere illegali Hizb ut Tahrir e al Muajiroun avrebbe come effetto quello di spingere le due organizzazioni a operare in clandestinità. Liberty si è scagliata contro tutte le norme presentate ieri dal premier. Shami Chakrabati, dell’associazione per la difesa dei diritti civili, ha dichiarato alla Reuters: «Credo che tutto ciò dimostri mancanza di rispetto nei confronti dei valori fondamentali della nostra democrazia».

Ma per Blair – con l’International Herald tribune che ieri ha rivelato, citando fonti d’intelligence, che un terzo attacco contro Londra «è probabile» e con lo sceicco al Zawahri che ha minacciato direttamente il suo governo – è il momento delle misure draconiane e dello sfoggio di muscoli. Del resto, ha concluso augurandosi che gli inglesi lo seguano e non osteggino le sue proposte, «penso che la gente sia capace di distinguere tra misure dure per sradicare l’estremismo e provvedimenti contro l’intera comunità musulmana».