Bielorussia nel mirino…

Il testo della lettera dell’Ambasciatore della Bielorussia al Direttore del quotidiano La Stampa
www.resistenze.org
Dall’Ambasciata della Repubblica di Belaraus – www.belembassy.it
http://www.belembassy.it/news.aspx?lang=it

Gentile signor Direttore,
Sono costretto a rivolgermi al Suo quotidiano a causa dell’avvenuta pubblicazione sulle pagine de “La Stampa” in data 24 aprile 2005 di un materiale, firmato da Francesca Sforza, in cui veniva esplicitamente travisata ed oscurata la situazione in Bielorussia.
Per alimentare, dunque, una sana polemica sul tema in oggetto ed essere possibilmente obbiettivi, vorrei ribadire quanto segue.

Facendo riferimento a Condoleezza Rice ed ignorando i fatti ben evidenti, l’autore dell’articolo citato sta reiterando i cliché sulla Bielorussia e il suo Presidente, del quali se ne ha già fin sopra i capelli, in quanto essi stanno continuamente migrando tra un giornale e l’altro. Si trascura di ricordare, allo stesso tempo, che secondo i dati dell’ONU, la Bielorussia rimane tra i primi nella CSI per l’indice di sviluppo umano, che la crescita economica nel paese nel 2004 ha superato il 10 %, mentre i guadagni della popolazione – il 12,5 %. Forse alla giornalista valeva la pena analizzare anche le ragioni dell’ampia popolarità del Presidente presso la popolazione del paese?

Per ciò che riguarda i dubbi dell’autore sulla legittimità delle scorse elezioni politiche e del referendum in Bielorussia, vorrei sottolineare che a monitorare il loro svolgimento sono stati accreditati circa 700 osservatori internazionali di 53 paesi del mondo, nonché una missione dell’OSCE, la quale, malgrado la loro valutazione generalmente negativa, non è riuscita comunque ad evidenziare nemmeno un singolo caso di manipolazioni.

Con riferimento alla libertà della stampa vorrei ricordare che su 1300 testate della stampa bielorussa più di 900 sono private. I rappresentanti dell’opposizione hanno, quindi, tutte le possibilità per esprimere il loro punto di vista.
Senza dubbi, in un paese che abbia un’ancor breve esperienza di indipendenza si possono verificare anche le carenze di libertà e democrazia. Non intendiamo occultarli. Bisogna, però, tenere conto del fatto che in Bielorussia non ci sono dei problemi politici, militari, sociali ed umanitari che sono tipici per alcuni paesi europei ed altri stati della CSI.

Purtroppo, l’articolo è privo di un’analisi obbiettiva della situazione nel nostro paese, mentre sta calcando la mano sull’accentuare dei fatti negativi, alcuni dei quali non hanno niente a che fare con la realtà. Riferisco agli spettabili lettori che secondo i dati della CIA a cui fa cenno l’autore, la mortalità infantile in Bielorussia è pari al 1,3 %, e non invece al 13 % come si sostiene nell’articolo. È triste che ai fini di rinforzare con degli “argomenti” una tonalità già precondizionata si lasciano apparire nella pubblicazione tali “errori”.

Le sarò riconoscente, signor Direttore, se volesse pubblicare questa mia lettera in uno dei prossimi numeri del Suo quotidiano.

Con stima,
Aleksei Skripko

Roma, 27 aprile 2005
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