«Basta isolamento per Ocalan»

Appello da Istanbul del Collegio difensivo di Abdullah Ocalan, ai giuristi democratici italiani e internazionali sulla situazione delle condizioni di vita del leader kurdo che si trova in isolamento nel carcere di Imrali dal 15 febbraio 1999.

«Il signor Ocalan, che il 15 febbraio 1999 è stato rapito contro ogni regola di diritto internazionale, finora si trova in isolamento, unico prigioniero nell’isola-carcere Imrali del mare di Marmara. Ocalan si trova quindi da solo nell’isola, che per 5 miglia è una zona interdetta. La situazione giuridica dell’isola di Imrali viene amministrata da una «Unità direzionale di crisi» e solo nei casi di crisi, come guerra o catastrofe, potrà essere gestita come se fosse territorio non militare. Le attività e le decisioni che questa Unità svolge e prende non sono legate ad alcuna legislazione.

Anche se a livello istituzionale il carcere chiuso di Imrali dipende dal Ministero della giustizia, ogni entrata e uscita da esso è regolata come in una zona militare e per questo è sotto il controllo delle forze armate. Anche il memoriale difensivo che è stato inviato tramite un magistrato dal carcere, come succede con tutti gli altri documenti, è dovuto passare obbligatoriamente attraverso il controllo dei militari.

Dato che il Sig. Ocalan è sottoposto a isolamento, l’unico suo legame con il mondo esterno è una volta la settimana, il mercoledì, quando per un ora incontra gli avvocati. E, una sola volta a settimana, può incontrare solo i parenti di primo grado.

Gli avvocati ed i familiari per arrivare all’isola vanno via mare con un mezzo che si chiama Imrali-9, che, con il personale, può trasportare al massimo dieci persone. Per andare all’isola sono necessarie due ore e mezza, anche tre, qualche volta a causa del maltempo non si può nemmeno arrivare all’isola. Altre volte, poi, per motivi tecnici del mezzo non ci fanno arrivare all’isola, anche se questo potrebbe essere sostituito.

Solo gli avvocati e i parenti di primo grado (i suoi tre fratelli) riescono ad incontrarlo e ad avere sue notizie. In Turchia tutti i detenuti hanno facoltà di incontrare i proprio parenti fino al terzo grado, mentre Ocalan può incontrare solo i suoi fratelli, che, a causa dell’età e delle condizioni di salute, oltre che per ragioni di lontananza della loro abitazione da Imrali (1200 km), possono incontrarlo solo una volta al mese. (…). Ocalan riceve solo i giornali che noi gli portiamo, limitatamente a Hurriyet, Milliyet e Sabh in numero ristretto, tra otto e dieci; anche i libri e le altre documentazioni sono in numero limitato: può tenere solo tre volumi. In Turchia negli altri carceri di tipo F, è possibile recarsi nella zona d’aria per tutto il giorno, mentre Ocalan può andarci solo per due ore al giorno, un’ora prima di mezzogiorno e un’ora dopo. Inoltre, tutte le nostre richieste fatte per concedergli una televisione, non sono state accettate, egli può ascoltare solo una stazione della radio di stato sotto il controllo ufficiale delle autorità .

Il Comitato di Prevenzione della Tortura (Cpt) del Consiglio d’Europa ha svolto una missione ad Imrali e nel suo rapporto ha riportato proprio le nostre osservazioni. Il Cpt ha poi reso pubblica la sua relazione, visto che il governo turco non ha adempiuto alle richieste che lo stesso Comitato aveva avanzato, ma a tutt’oggi ancora non ci sono stati cambiamenti a riguardo.

Sulla situazione del signor Ocalan abbiamo inviato lettere a tutte le istituzioni che si occupano dell’argomento, però senza mai ottenere una risposta positiva. Tutti questi comportamenti negativi negli ultimi due mesi sono aumentati. Nelle ultime sei settimane siamo riusciti ad incontrare il nostro cliente solo per un’ora.

Nel rapporto del Cpt sulle condizioni di vita di Ocalan risulta che l’isolamento a cui è confinato è molto negativo per la sua persona, le condizioni in cui è tenuto sull’isola possono essere l’origine di una grave situazione. Queste condizioni sono contrarie alla legislazione nazionale, ma significano anche la violazione degli articoli 3, 5, 6, 8, e14 della Convenzione europea per i diritti umani. Questi atteggiamenti di comodo e discriminatori nei confronti del sig. Ocalan ci fanno preoccupare seriamente, per le condizioni in cui si trova a vivere e per la sua salute. Confidiamo nella vostra attenzione e coinvolgimento, vista al sensibilità e la vostra esperienza passata nel campo giuridico internazionale a riguardo di casi come questi».