Bassora: consegnateci i due agenti britannici

Poliziotti iracheni in piazza contro il blitz dell’esercito inglese. Uccisi negli ultimi giorni dodici soldati Usa
Saddam senza parola Vietata all’ex presidente la possibilità di difendersi da solo. Epurati dal tribunale i giudici sunniti

Centinaia di poliziotti iracheni sono scesi ieri mattina in piazza a Bassora contro «il terrorismo britannico» mentre il governatore della città, Mohammed Musbah al Wali, ha chiesto al governo di Londra la consegna dei due agenti speciali britannici – accusati di aver ucciso un poliziotto – liberati lunedi sera con un blitz nel locale carcere nel corso del quale vi sarebbero stati cinque morti. I blindati britannici, due dei quali sono stati incendiati dalla folla, hanno praticamente distrutto la piccola caserma riducendola ad un cumulo di macerie e circa 150 prigionieri politici e comuni avrebbero preso il largo. La tensione e gli scontri, all’indomani del varo della nuova costituzione che divide in tre l’Iraq, si vanno estendendo anche al sud del paese, a maggioranza sciita, una volta relativamente calmo per le truppe occupanti. Non si esclude però che l’aumento della tensione, come già alla vigilia del passaggio dei poteri nel 2004 e delle elezioni truffa del 30 gennaio 2005, sia stata in realtà voluta dalle forze occupanti per colpire i processi unitari creatisi tra sunniti e sciiti contro la divisione dell’Iraq, contro l’occupazione e contro la nuova costituzione (ieri bocciata anche dal patriarca cristiano mons. Delly) in vista del referendum del prossimo quindici ottobre. Nel mirino degli Usa, da una parte le città ribelli dell’ovest e del nord, con la distruzione totale di Tal Afar al confine con la Siria, e dall’altra le milizie di Moqtada al Sadr, con l’arresto, domenica del suo luogotenente a Bassora, Ahmed al Fartusi. L’operazione di Usa e Gb non sarebbe sfuggita all’area più estrema della resistenza sunnita, facente riferimento ad al Qaida, che in un comunicato, attribuito al fantomatico Abu Musab al Zarqawi, ha invitato i propri militanti a colpire solamente le organizzazioni sciite di governo che con le loro milizie hanno fatto strage per le strade di Tal Afar ed in particolare le Badr Brigade dello Sciri, il Consiglio supremo per la Rivoluzione Islamica in Iraq, filo-iraniano e filo-occupazione, l’ala di al «Dawa» facente capo al premier collaborazionista Ibrahim Jafaari, il Congresso Nazionale Iracheno di Ahmed Chalabi e l’Accordo Nazionale Iracheno di Iyad Allawi. Le organizzazioni sciite anti-occupazione, il movimento di Moqtada al Sadr, il National Foundation Congress dello sheik Jawad al Khalisi e i seguaci dell’esponente religioso sciita al Baghdadi dovrebbero essere esenti dagli attacchi terroristici ma questi non sembra abbiano affatto gradito il presunto favore e hanno accusato il fantomatico gruppo di Zarqawi di favorire in tal modo la repressione di cui sono oggetto da parte delle truppe di occupazione. Lo scontro tra truppe britanniche e i reparti della polizia irachena vicini ad al Sadr – i reparti speciali del ministero degli interni guidato da Bayan Jabr, sono invece controllati dalle milizie al Badr filo-Iran e filo-Usa- si inserisce così in uno scontro generalizzato, in avanzato stato di maturazione, tra le forze sciite che sostengono l’occupazione e quelle che vi si oppongono, anche con le armi. Il premier Ibrahim al Jafari è corso a Londra per gettare acqua sul fuoco ma la situazione appare del tutto fuori controllo. Non a caso nelle ultime settimane si sono moltiplicati a Bassora gli attacchi contro le forze britanniche e americane (con l’uccisione di quattro contractors Usa e di tre soldati britannici) ad opera di gruppi sciiti ancora sconosciuti. Intanto, mentre il governo iracheno ha cambiato la legge sul processo farsa al presidente iracheno Saddam Hussein – impedendogli di potersi difendere da solo e cacciando dalla corte gran parte dei giudici sunniti – gli attacchi della resistenza irachena e le rappresaglie americane si susseguono senza sosta. Sono dodici gli americani uccisi nelle ultime 72 ore, dal console americano a Mossul, Stephen Eric Sullivan, ucciso con tre agenti di scorta, ai quattro marines uccisi ieri sera da due mine a Ramadi. Nel Nord-Ovest del paese continuano i rastrellamenti Usa contro la cittadina sunnita-sciita turcomanna di tal Afar ridotta ormai ad un cumulo di macerie sotto le quali sarebbero sepolti centinaia di abitanti, mentre intensi bombardamenti si segnalano sulla cittadina di Dhuluiyah, 70 chilometri a nord di Baghdad, dopo che un convoglio di Tir corazzati Usa è caduto in un’imboscata. Le vittime Usa sarebbero sei.