Australia, sciopero fuorilegge. Più libertà di licenziare

Libertà di licenziamento. E sciopero, a volte, fuori legge. I giornali come l’autorevole «The Age» di Melboume fondato nel 1854, parlano apertamente di < E la stampa, per una volta, non esagera. Se passerà la legge pensata dal primo ministro conservatore, per la quarta volta di fila al potere, scioperare, «se comporta un danno grave all’economia del Paese» potrà essere considerato il legale, le imprese sotto i cento dipendenti potranno licenziare senza giusta causa, ognuno potrà siglare un contratto singolo e non più collettivo, le grandi imprese potranno citare i sindacati per danni, portandoli davanti al giudice con una certa facilità. Sono questi i punti cardine delle nuove misure introdotte in Australia dal primo ministro conservatore John Howard. Secondo il premier i cambiamenti sono «considerevoli ma giusti» ed eviteranno all’ Australia, oggi al 5% di senza lavoro, la quota più bassa da 29 anni, di «finire con lo stesso tasso di disoccupazione della Germania», mentre per l’editorialista Carla Lipsig e i sindacati «siamo al ritorno al Medioevo e alla legge della giungla nelle relazione industriali» .
L’opinione pubblica è spaccata ma su un punto sono tutti d’accordo: è una rivoluzione. Al punto che nei giornali sono sorte rubriche intitolate: «I lavoratori a contratto individuale», dove i vari Tiffany, 38 anni, Russel, 50 anni, e Natalie, 21 anni, rispettivamente infenniera, ragioniere e studentessa che cerca lavoro in una gelateria, spiegano ai lettori come hanno siglato il loro primo contratto individuale. Sembra normale ma in Australia, una federazione con sei Stati, 130 tipi di relazioni industriali e più di 4rnila contratti di lavoro per soli 10 milioni di dipendenti la legislazione era diventata un ginepraio. Così il Governo ha pensato di semplificare varando una normativa standard per tutti (ferie, congedi, 38 ore di lavoro, paga minima) ma lasciando alla libera trattativa delle parti le ferie aggiuntive, i bonus, la quota di straordinari.
E qui sono scoppiate le polemiche. Il segretario del principale sindacato, Greg Combet dell’ Actu, ha definito le nuove misure estremamente repressive» affermando che «fanno diventare la salvaguardia dei lavoratori un’illusione».
Anche il quotidiano «The Australian» non si è sottratto alla polemica definendo il progetto < Le nuove misure che Howard spera di introdurre (visto che i conservatori controllano sia Camera che Senato, seppure di poco) promettono di infiammare il dibattito politico, in vista delle prossime elezioni, previste per fine 2007.