Atomiche e sciacalli sulla Corea

Le reazioni al test nucleare sotterraneo effettuato della Repubblica Popolare Democratica di Corea, richiedono alcune informazioni e segnalano una inquietante escalation della guerra anche nello scacchiere asiatico.

Le corrispondenze dei mass media occidentali e le prese di posizione delle potenze del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, omettono molti dati che consentirebbero all’opinione pubblica di avere un quadro più completo sulla crisi nucleare apertasi nuovamente nella penisola coreana.

Su questa – come su altre vicende analoghe (da Mururoa all’arsenale atomico israeliano, dagli esperimenti nucleari di India e Pakistan nel ’98 alle ambizioni nucleari dell’Iran) la posizione dei movimenti contro la guerra non può che essere la piena rivendicazione del disarmo nucleare globale di tutte le potenze che possiedono – o che ambiscono a possedere – le armi atomiche.

Accettare il criterio secondo cui le “democrazie” possono avere le armi nucleari e gli altri paesi no, significa omettere che nella storia dell’umanità l’unico paese ad aver usato l’arma nucleare massacrando centinaia di migliaia di persone sono stati i “democratici” Stati Uniti.

Ma la situazione in Asia, e nella penisola coreana in particolare, non consente più di omettere dalle analisi, dalle valutazioni e dalle iniziative da intraprendere sul piano politico e diplomatico, che la Corea del Nord non è l’unico paese dell’Asia a essersi avviato ad entrare nel “club delle potenze nucleari”.

A ridosso dei confini della Corea del Nord ci sono potenze atomiche come Cina e Russia, ci sono la Flotta USA del Pacifico con missili a testata nucleare o le testate nucleari “tattiche” degli USA ancora installate nella Corea del Sud. Inoltre India e Pakistan possiedono decine di armi nucleari ed hanno fatto gli ultimi esperimenti solo otto anni fa.

Ma la minaccia principale nell’area asiatica viene crescendo giorno dopo giorno con il silenzioso riarmo del Giappone, dove si vanno imponendo leadership militariste e nazionaliste che dagli anni Novanta ha avviato un impressionante programma nucleare sia per usi civili che militari. Su questo esiste una abbondante documentazione che dovrebbe far condividere anche al resto del mondo l’allarme sul riarmo giapponese che è stato suonato da tempo in entrambe le repubbliche coreane divise ancora dal 38° parallelo ereditato dalla Guerra Fredda.

La Corea del Nord non ha la forza economica né quella militare per nutrire ambizioni sull’Asia, ma il Giappone è ormai cosciente di possedere sia l’una che l’altra e di dover rientrare in competizione contro le crescenti ambizioni della Cina. La Corea del Nord potrebbe risultare come l’agnello sacrificale di questo nuovo rapporto di forza nella regione asiatica.

Il riarmo in Asia continua ad essere impressionante, assorbendo da sola ben il 48% della spesa militare mondiale, e di questo processo, la Corea del Nord rappresenta solo una piccolissima parte.

Non solo, la dottrina della guerra preventiva scatenata dagli USA (ed ora fatta propria anche dal Giappone) sta incrementando la rincorsa al possesso di armi nucleari da parte dei paesi minacciati dagli Stati Uniti come garanzia di non essere attaccati come accaduto invece all’Iraq, all’Afganistan o al Libano.

L’umanità si trova dunque e nuovamente su un pericoloso piano inclinato che è possibile revertire solo fermando l’escalation della guerra preventiva ( nella dottrina del Pentagono si prevede ormai l’uso delle armi nucleari “tattiche”) e imponendo un vero processo di denuclearizzazione delle aree critiche (dall’Asia al Medio Oriente) come passaggio verso lo smantellamento di tutte le armi nucleari e un nuovo trattato di non proliferazione che sia vincolante anche per le maggiori potenze.

Fino ad oggi le uniche proposte di denuclearizzazione della penisola coreana o del Medio Oriente sono venute solo dalla Repubblica Popolare Democratica di Corea e dall’Iran, che invece vengono spacciati come minaccia nucleare. Al contrario chi ha pianificato l’uso delle armi atomiche nei nuovi conflitti del XXI° Secolo (Stati Uniti, Israele, Giappone) impediscono qualsiasi proposta o conferenza sul disarmo nucleare regionale o globale.

Infine, ma non per importanza, anche il governo italiano si è sentito in dovere di condannare il test nucleare della Corea del Nord ma omette ancora di ricordare al proprio paese che in Italia ci sono novanta testate nucleari statunitensi operative nelle basi militari NATO di Aviano e Ghedi.

Le armi atomiche sono brutte bestie che vanno smantellate al più presto, ma anche gli sciacalli non sono bestie meno brutte, prima ce ne liberiamo meglio è per tutti.

Sosteniamo le proposte di denuclearizzazione e smantellamento delle armi nucleari nella penisola coreana.

Fermiamo il riarmo militare e nucleare del Giappone.

Fermiamo l’escalation della guerra preventiva in Asia da parte degli USA e del Giappone.

10 ottobre 2006