Arriva Bush, Roma blindata

ROMA – George W. Bush arriverà nel pomeriggio a Roma. La macchina della sicurezza, per la visita del presidente americano, è pronta. Nella capitale sono state effettuate bonifiche e sopralluoghi in collaborazione tra forze di polizia e gli 007 americani. Il piano di sicurezza è stato messa a punto dalla questura capitolina è approvato dal Prefetto, Carlo Mosca. Appena dopo il suo arrivo a Ciampino nell’aeroporto militare, il presidente Usa andrà a Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore americano a Roma. Fuori Villa Taverna è scattato il divieto di parcheggio, le linee degli autobus sono state deviate, i parcheggi dei taxi spostati, i tombini sigillati, i cassonetti portati via, i tiratori scelti sono stati sistemati nei palazzi circostanti. Sono pronti anche gli artificieri, le squadre antisabotaggio e le unità cinofile per controlli e bonifiche periodiche. Sono già sono arrivate a Roma le auto blindate che trasporteranno Bush e la moglie Laura. Le vetture sono arrivate con tre aerei da trasporto C27 statunitensi, mentre il Presidente arriverà a bordo di un Boeing 747, l’Air Force One presidenziale, che sarà preceduto di qualche minuto dal velivolo gemello, l’Air Force Two. Previsto per questo pomeriggio, in contemporanea con l’arrivo di Bush, un corteo pacifico dei No War.

AHMADINEJEAD – Intanto Mahmud Ahmadinejad torna ad attaccare proprio il presidente americano. Il leader iraniano, durante un comizio, si è rivolto nuovamente a lui: «Bush non è in grado di dare nemmeno un pizzicotto all’Iran. l suo tempo è finito. Non sarà in grado di prendere nemmeno un centimetro della sacra terra dell’Iran». Ahmadinejad ha affermato che, quando le truppe americane hanno invaso l’Afghanistan e l’Iraq, l’intento di Washington era accerchiare la Repubblica islamica per poi attaccarla. «Fin dall’inizio l’Iran era il loro obiettivo», ha aggiunto. «Ho informazioni precise – ha raccontato il presidente iraniano – su un incontro avuto da Bush con i suoi generali durante la sua visita in questa regione (nel gennaio scorso, ndr). Lui voleva convincerli ad attaccarci, ma loro gli hanno presentato un quadro della situazione che lo ha spaventato a tal punto che poi è scappato in Australia e per due giorni non è riuscito a parlare bene». Ora, secondo Ahmadinejad, il presidente Usa «è tornato a pensarci, ma gli assicuro che non potrà realizzare i suoi sogni».