Arrestata Cindy, la mamma pacifista anti-Bush

La polizia la ferma davanti alla Casa Bianca. Gli attivisti contrari alla guerra: «Il mondo vi guarda»

da Washington
Mamma Pace è stata arrestata. È finita in carcere con altre 370 persone, trascinata via dalla Casa Bianca dove i suoi seguaci cercavano di consegnare una petizione per il presidente Bush. Intorno a lei, un gruppo di attivisti gridava: «Il mondo intero vi guarda».
L’arresto è avvenuto nel corso di una dimostrazione che il movimento contro la guerra aveva annunciato come un salto di qualità: una «azione di disobbedienza» contro il governo. «Mamma Pace», Cindy Sheehan, che ha perso il figlio Casey in Iraq, era in testa a un corteo di 200 dimostranti che ha invaso la zona pedonale di fronte alla Casa Bianca, mentre un altro migliaio di dimostranti prendeva posizione oltre la zona di sicurezza.
Due genitori di soldati in guerra si sono presentati in portineria e hanno chiesto di consegnare una petizione a Bush. Avevano intenzione di farsi arrestare. Sin dal giorno prima gli attivisti si erano preparati per sfidare le conseguenze del loro gesto: un gruppo di avvocati li aveva istruiti sul comportamento da tenere per evitare accuse gravi e aveva promesso il gratuito patrocino.
Il presidente Bush era rientrato da poco alla Casa Bianca da una visita al ministero dell’Energia. Quando gli agenti in portineria hanno detto ai dimostranti che non intendeva riceverli, i due incaricati di consegnare la petizione hanno rifiutato di andarsene. Cindy Sheehan e un altro centinaio di attivisti si sono seduti sul marciapiede davanti all’ingresso, gridando: «Fermate la guerra, subito!».
A quel punto la polizia è intervenuta. Invece di arrestare le due persone in portineria, come i dimostranti si aspettavano, ha portato via di peso Cindy Sheehan. Mamma Pace non ha fatto resistenza. «Mio figlio sarebbe orgoglioso di quello che ho fatto, ho diritto a protestare», ha detto Cindy in un’intervista prima dell’arresto.
Un portavoce della polizia ha dichiarato che sarà incriminata per dimostrazione non autorizzata. Verrà rimessa in libertà quando gli agenti l’avranno fotografata e le avranno preso le impronte digitali, nel giro di qualche ora.
Il presidente era informato della dimostrazione in corso sotto le sue finestre e con ogni evidenza ha autorizzato di persona l’arresto. Ha scelto la linea dura contro il movimento di protesta rivolto non soltanto contro il suo governo ma contro i parlamentari dell’opposizione che hanno criticato la guerra ma non hanno fatta propria la richiesta di un calendario per il ritiro delle truppe. «Il nostro compito è di far pagare loro un prezzo per questo sostegno di fatto alla guerra», ha dichiarato Bill Dobbs, portavoce di «United for Peace and Justice», uno dei gruppi più numerosi e organizzati. L’unica proposta di risoluzione presentata dai democratici alla Camera invita il governo a «preparare i piani perché il ritiro delle truppe possa cominciare entro l’ottobre 2006», ma non precisa quando dovrebbe essere completato. Il promotore dell’iniziativa in parlamento è Dennis Kucinich, un deputato dell’Ohio che ha idee vicine a quelle dei no global e ha presentato una candidatura simbolica per la Casa Bianca l’anno scorso. I grossi nomi del partito non si sono impegnati per sostenerlo. Secondo l’istituto Pew Research il numero degli americani che vogliono un calendario per il ritiro delle truppe è aumentato dal 49 per cento in luglio al 57 per cento in settembre. Il numero degli elettori democratici soddisfatti del modo in cui il loro partito si comporta in parlamento è passato dal 64 per cento in maggio al 49 per cento attuale. Tom Andrews, ex deputato, è il direttore di «Win without war», vittoria senza guerra, un gruppo pacifista che si è mobilitato in appoggio a Cindy. «Il partito democratico – sostiene – è in crisi di identità. Il movimento contro la guerra è cresciuto, ma ha bisogno di leader politici, e la base del partito si domanda cosa fa il vertice».