Aria di primavera a «Europacinema»

Loro festeggeranno comunque. Dubbi e paure sulla reazione berlusconiana ai risultati elettorali non sembrano scalfirli, i cineasti che accorreranno il 25 aprile alla «festa per la liberazione del cinema italiano», organizzata da Felice Laudadio come ciliegina sulla torta della 23esima edizione di EuropaCinema. Ci sarà certamente Ettore Scola, ma anche Daniele Segre, Giuliano Montaldo, Lina Sastri, Franco Bernini, Marco Bechis, Ugo Gregoretti, Daniele Vicari. «Un bel pezzo di cinema italiano, di tutte le generazioni», assicura Laudadio, che aprirà la mattinata insieme a Luciana Castellina. E spiega: «Dopo il voto del 9 e 10 aprile si rimette in movimento anche il cinema italiano, fortemente penalizzato sul piano legislativo e finanziario dal governo Berlusconi e dai ministri della Cultura che si sono succeduti negli ultimi anni». Titolo del convegno, organizzato a tamburo battente subito dopo l’apertura delle urne: «Il cinema italiano volta pagina».
Per il momento è una speranza, che però ha più di un fondamento: il clima, assicura Laudadio, è di grande attesa verso il nuovo governo, si spera in un rapido ritorno all’atmosfera veltroniana che caratterizzò l’avvio del primo esecutivo ulivista. Si attendono cospicue modifiche alla legge Urbani, ma anche l’archiviazione dei tagli al Fus e nuovo sostegno alle produzioni italiane. A Viareggio ci sarà addirittura un «premio della liberazione del cinema italiano», che sarà assegnato alla Fact, la neonata federazione autori cinema e televisione che riunisce registi cinematografici e televisivi, documentaristi, sceneggiatori di cinema e di televisione che si sono alleati (azzerando e superando gli antichi steccati) proprio nella consapevolezza della situazione drammatica del settore audiovisivo in Italia.
Un festival molto politico, dunque. Che rivendica con orgoglio il suo essere schierato, che auspica esplicitamente, per la Cultura, «un nome all’altezza del lavoro svolto da Veltroni e da Giovanna Melandri». E che prepara il terreno per l’appuntamento del 25 al TaorminaFilmFest in cui «porremo tutte questioni al nuovo ministro».
Per adesso si festeggia. Per questa ventitreesima edizione del festival nato a Rimini nel 1984 con la benedizione di Federico Fellini, che ne curò il logotipo e il primo manifesto, sono dieci i film inediti in concorso. Tra questi l’italiano «In ascolto», del 29enne Giacomo Martelli e con Maya Sansa, girato in lingua inglese, che parla di Echelon, il sistema di spionaggio mondiale su fax, mail e telex gestito dalla Nsa americana. Al vaglio della giuria internazionale presieduta da Margarethe von Trotta anche la svizzera Stina Werenfels con «Nachbeben», l’israeliano Daniel Syrkin con «Out of Sight», il danese Gert Fredholm con «Drommeren» (The judge), il ceco Bohdan Slama con «Stestì» (Something like Happiness).
Nomi per lo più sconosciuti al grande pubblico, come vuole la tradizione di EuropaCinema che resta uno dei principali luoghi dove scoprire nuovi talenti europei. Fuori concorso, in apertura, il film vincitore dell’ultimo festival di Berlino, «Grbavica» di Jasmila Zbanic, che verrà distribuito in Italia dall’Istituto Luce nel prossimo autunno. E poi l’omaggio ai 60 anni della viareggina Stefania Sandrelli, che di questa edizione sarà il vero e proprio «nume tutelare», di cui diciamo qui sotto.