Appello dei movimenti a Prodi: «Impedisci il G8 alla Maddalena»

No al G8 alla Maddalena nel 2009 per un no al G8 in generale: sono i punti cardine dell’incontro, domenica a Genova, trai rappresentanti di varie associazioni, all’Arci ai Sin-Cobas, dal Contratto per l’acqua ad Attac, i pacifisti genovesi della Rete contro il G8 e Rifondazione comunista. Con l’assenza dei Cobas e dei centri sociali che avrebbero invece voluto un documento di convocazione più critico nei confronti del governo in carica.
A conclusione delle giornate a ricordo del GB genovese del 2001, l’assemblea informale, che raccoglie solo in parte quello che era il Genoa social forum 2001 (più di 800 associazioni italiane e straniere), ha avanzato alcune proposte: costringere il governo a fere retromarcia sul G8 alla Maddalena o altrove in Italia oppure, estrema ratio, darsi da fare per organizzare la protesta nel caso alla fine si faccia. Ma alla fine si è preferito non scrivere nessun documento, in modo da poter prima interpellare le realtà territoriali.
«Nessuno si aspettava che in una regione col record di servitù militari si potesse proporre un G8 – ha detto il presidente sardo dell’Arci, Franco Uda – Così da diversi punti di vista (pacifista, ambientalista e indipendentista) abbiamo detto un no deciso. Ma l’apparato istituzionale è entusiasta e benedice l’arrivo di fondi, tanto più che alla Maddalena dopo il G8 arriverà l’America’s Cup». Finirà, ha detto Uda, che i fondi del G8 verranno sbandierati come risarcimento per la mancata bonifica delle basi Usa (stabilita in un accordo segreto del 72). Così l’ex senatore Francesco Marrone ha suggerito di capire che accordi ci sono tra il presidente della Regione Sardegna Renato Soni e alcuni parlamentari.
Una campagna contro il G8 tout court è l’idea proposta da tanti, da Paola Manduca della Marcia mondiale per le donne all’ex portavoce del Genoa social forum Vittorio Agnoletto, da Marco Bersani di Attac al segretario lombardo di Rifondazione Alfio Nicotra che ha proposto anche di «raccogliere milioni di firme per dire che il G8 è un’impostazione medievale per governare il pianeta». Luciano Muhlbauer, consigliere regionale della Lombardia di Rifondazione e segretario nazionale SinCobas, cerca di stringere proponendo «un incontro in Sardegna entro il prossimo autunno», ma l’ala più catto-moderata non ci sta a decidere subito: «Se si parla di illegittimità del G8 bisogna tener presenti anche il G20, G77, il G4 con l’entrata in scena di India e Cina», dice Alberto Zoratti della Rete Lilliput. E lancia l’idea di una piattaforma tra territori mentre il Wwf propone di andare alla marcia Perugia-Assisi.
Intanto c’è chi pensa a una campagna la prossima estate sulle coste e nell’interno della Sardegna, altri a lanciare il tema Maddalena il 26 gennaio alla Giornata mondiale di mobilitazione al posto del Forum sociale e nel 2009 al Forum mondiale di Belem in Brasile. In assenza dell’ala a sinistra del movimento, comunque la questione governo resta imprescindibile: «Rischiamo di avere un G8 predisposto dal centrosinistra e gestito dal centrodestra, esattamente come Genova», dice Agnoletto. Sinistra critica genovese (Aurelio Macciò) rincara: «Dobbiamo avere una controparte nel governo in carica per dire che il paese esca da questa istituzione illegale».
A fronte di un solo sardo presente, man mano si fa avanti la necessità evidente di allargare la base («non bastano Arci o Cobas a rappresentare tutti, oggi ci sono le realtà territoriali», dice Bolini dell’Arci). Così alla fine l’idea è di non firmare nessun documento e rimandare semmai a un incontro nazionale o intemazionale da tenersi al più presto.