Appello allo sciopero generale dei cittadini arabi di Israele

23 settembre 2009

Il razzismo sempre più accentuato e istituzionalizzato nei confronti dei cittadini arabi di Israele, un quinto della popolazione israeliana, sta innescando lo sciopero generale.

“Il clima politico sempre più difficile in Israele, con il governo di destra del primo ministro Benjamin Netanyahu, ha spinto i dirigenti di 1 milione 300 000 cittadini arabi del paese a convocare il primo sciopero generale dopo diversi anni.

Questa interruzione del lavoro di una giornata si terrà il 1 ° ottobre, data pesantemente simbolica, perché segna l’anniversario di un altro sciopero generale nel 2000, all’inizio della seconda intifada, quando 13 dimostranti arabi sono stati uccisi dalla polizia israeliana.

La leadrship araba ha dichiarato che risponde ad una serie di “azioni razziste” del governo, che considera la minoranza araba, un quinto della popolazione, come un nemico dello stato.

“Negli ultimi mesi c’è stata parallelamente una politica razzista in Parlamento e in più un ricorso alla violenza contro i cittadini arabi, da parte delle forze di polizia e dei tribunali”, ha detto Jafar Farah, Capo di Mossawa, associazione araba-israeliana. “Questo atteggiamento apre la strada.”

Il conflitto tra la minoranza araba del paese e la coalizione del signor Netanyhau è iniziata in primavera, dopo una serie di misure giudiziarie controversie.

Le leggi proposte vietano le celebrazioni della “Nakba” o catastrofe, il termine usato dai palestinesi per descrivere l’espropriazione del 1948, si è imposto ai cittadini arabi di giurare fedeltà a Israele, stato sionista; vietano inoltre di presentare richieste politiche affinché Israele cessi di rivendicarsi come stato ebraico. In seguito alle proteste che hanno provocato, queste leggi sono state attenuate o abbandonate.

Ma tensioni persistenti hanno raggiunto un nuovo apice il mese scorso, quando il ministro dell’Istruzione, Gideon Saar, ha introdotto riforme nel campo dell’istruzione in occasione dell’inizio del nuovo anno. Ha confermato i piani per eliminare la parola “Nakba”, dai testi in arabo, e ha annunciato l’intenzione di avviare corsi sull’ eredità ebraica e il sionismo. Egli ha anche detto legherà il futuro budget scolastico alla capacità degli studenti di svolgere il loro servizio militare o nazionale.

Cittadini arabi sono generalmente esentati dal servizio militare, anche se i funzionari hanno recentemente cercato di sostituirlo con un servizio civile nazionale.

Moahmmed Baraken, membro arabo del parlamento, ha denunciato questo legame tra i badgets e il servizio nazionale, dicendo che il signor Saar “deve capire che lui è il ministro dell’istruzione, non la Difesa”.

Il sistema di istruzione separata per gli arabi esige migliaia di classi aggiuntive, ed è massicciamente sottofinanziato. Secondo un’inchiesta effettuata, il governo israeliano spende nove volte di più per gli studenti ebrei rispetto a qelli studenti arabi. Una ricerca pubblicata dalla Hebrew University di Gerusalemme, il mese scorso, per esempio, ha rilevato che le scuole ebraiche ricevono cinque volte di più delle scuole arabe per le classi di istruzione specializzata.

Mr. Barakeh ha anche accusato i ministri israeliani di competere nella promozione di misure ostili alla minoranza araba. “Chi cerca la fama, la trova nei capricci razzisti contro gli arabi – siano essi ministri delle infrastrutture, istruzione, trasporti, o altro”.

Mr. Barakeh si riferiva alle recenti proposte.

Avigdor Lieberman, ministro degli Affari Esteri e leader di estrema destra Yisrael Beiteinu ha annunciato il mese scorso che stava progettando di aprire il servizio diplomatico solo ai candidati che hanno svolto il servizio militare.

Su un totale di 980 dipendenti presso il Ministero degli Affari Esteri, solo 15 sono arabi, un modello che si trova nel settore del servizio civile secondo Skkuy, un’associazione per i diritti e la coesistenza.

Il ministro degli Interni Eli Ishai, ha approvato una ondata di demolizioni di case, la più controversa delle quali, nella città araba di Umm al-Fahm a Wadi Ara, dove una zona commerciale, è stato rasa al suolo dai bulldozer per due volte nelle ultime settimane.

Il ministro dei trasporti, Israel Katz, ha insistito perché la segnaletica stradale menzioni solo i nomi in ebraico, cancellando in tal modo i nomi dei comuni arabi come Gerusalemme, Jaffa e Nazareth.

I leader arabi sono costantemente oggetto di attacchi verbali da parte dei membri del governo, così il mese scorso, il ministro delle Infrastrutture, Uzi Landu, rifiutato di incontrare Taleb La Sana, del partito “United Arab List” (Lista Arabi Uniti), con il pretesto che i deputati arabi lavorano “costantemente qui e all’estero per delegittimare Israele come stato ebraico”.

Poco dopo, il signor La Sana e il suo collega, Ahmed Tibi, vice portavoce del Parlamento ha partecipato al congresso di Fatah a Behtlemme, e il signor Lieberman coglieva al balzo l’occasione per dichiarare: “Il nostro problema principale non sono i palestinesi, ma Ahmed Tibi e la gente della sua specie – essi sono più pericolosi di Hamas e della Jihad islamica combinati.

Mr. Tibi ha risposto: “Quando Lieberman, ministro degli Affari esteri dice questo, gli israeliani normali capiscono che sta chiedendo di uccidermi in quanto terrorista. Si tratta della più pericolosa delle incitazioni.

L’indagine annuale di Israele, Democracy Index (Indice di democrazia), pubblicato il mese scorso mostra che il 53% degli ebrei israeliani sostengono il governo che incoraggia i cittadini arabi ad andarsene.

Mr Fara ha dichiarato che la data dello sciopero è stata scelta in coincidenza con l’anniversario della morte di 13 cittadini arabi nel mese di ottobre 2000 e per evidenziare la riluttanza a perseguire i funzionari di polizia coinvolti e l’indulgenza nei confronti della violenza ufficiale e continua contro gli arabi, perpetrata dalla polizia e dai cittadini ebrei.

Dai morti di ottobre, 27 cittadini arabi sono stati uccisi dalla polizia in circostanze inspiegabili, ha dichiarato il signor Farah, ma con un’unica condanna. La scorsa settimana, Shahar Mizrahi anonimo funzionario è stato condannato a 15 mesi per l’omicidio di Mahmoud Ghanaim, una pallottola alla testa a distanza ravvicinata. Il giudice ha dichiarato l’atto atto di Mizrah come “irresponsabile”.

Questa settimana, un altro processo controverso, Shai Dromi, il proprietario del Negev, è stato condannato a sei mesi di lavoro civile obbligatorio per aver sparato e ucciso un beduino, Khaled al Atrash, poiché lo aveva visto fuggire.

Mr. Farah ha dichiarato che il modo in cui sono visti i cittadini gli arabi da parte del governo è stata illustrata da un commento dal ministero dell’Interno, Yitzhac Aharonovitch lo scorso giugno. Nel corso di un’ispezione di funzionari infiltrati di polizia, il ministro si congratula con uno perché somigliava ad “un vero e proprio sporco arabo”.

Jonathan Cook è uno scrittore e giornalista – a Nazaret. Ha scritto di recente: Israel and The Clash of Civilizations: Iraq, and the Plan to Remake the Middle East (Pluto Press)

Articolo originale:
http://dissidentvoice.org/2009/09/israel%e2%80%99s-arab-citi
zens-call-general-strike/