Appello all’azione contro l’egemonia occidentale

Il mese scorso a Shanghai la Federazione dei Sindacati di tutta la Cina (ACFTU) ha organizzato il “Forum Internazionale sulla Globalizzazione Economica e i Sindacati 2005”; hanno partecipato rappresentanti di 27 sindacati di diversi paesi; più di 20 leader dell’ACFTU, inclusi il presidente Wang Zhaoguo, il vicepresidente Zhang Junjiu e il primo segretario. Dall’estero sono pervenuti, fra gli altri, Alexander Zharikov (segretario generale della Federazione Mondiale Sindacati), Hassan Sunmonu (segretario generale dell’Unione Sindacati Africana), Gilda Almeida e Antonio Neto (segretaria e presidente CGT Brasile) e Manene Samela (segretario generale delegato NACTU, Sud Africa). Dall’India hanno partecipato al forum Ardhendu Dakshi (CITU), Uday Patwardhan (BMS), Subrata Mukherjee (INTUC), A D Nagpal (HMS) e Manohar Deshkar (AITUC)

I principali problemi in discussione, ovviamente, sono stati le attuali tendenze nel movimento sindacale internazionale e le sfide affrontate dai sindacati in seguito alla globalizzazione. Due specifici temi sono stati portati in discussione: (1) strategia e misure per elevare il tasso di sindacalizzazione, (2) i sindacati e la lotta alla povertà. Il sindacato Cinese ci ha chiesto di articolare le nostre osservazioni sulle due tematiche, sulle quali siamo stati debitamente preventivamente informati attraverso due documenti dell’AFCTU. I due documenti sono stati distribuiti tradotti nelle diverse lingue.

Indipendentemente dai temi in discussione, questa riunione ha avuto un grande significato. In seguito alla globalizzazione, stanno avvenendo gravi cambiamenti nel movimento sindacale internazionale. Sono ora evidenti in modo più chiaro le attività dei sindacati internazionali pro-Stati Uniti, che tirano le fila da dietro le quinte per promuovere la propria egemonia cercando di indebolire il movimento sindacale. Questi sviluppi, che hanno luogo soprattutto alle spalle dei semplici lavoratori, sono preoccupanti. Per comprendere pienamente la situazione, vanno studiati passato e presente degli sviluppi.

Scenario della questione

L’Organizzazione Internazionale dei Lavoratori (ILO) è il più importante corpo tripartito internazionale preposto a formulare e tutelare il diritto dei lavoratori, il welfare, le condizioni del lavoro e le altre problematiche. Fu creato nel 1919; India, Cina e Unione Sovietica furono fra i membri fondatori. La Lega delle Nazioni, precursore delle Nazioni Unite, fu creata quasi contemporaneamente ma gli US non vi aderirono e fallì subito dopo l’inizio della II Guerra Mondiale. Ma gli US prestarono vivo interesse all’ILO, perché intendevano usare questo importante forum per dividere ed indebolire il movimento della classe operaia, sia politicamente sia organizzativamente.

Quelli erano i tempi in cui un sollevamento rivoluzionario stava conquistando il mondo dopo gli splendidi successi dell’Unione Sovietica. Il mondo capitalista, guidato da Stati Uniti e Regno Unito, faceva del suo meglio per spegnere lo zelo rivoluzionario della classe operaia e dividere il movimento sindacale, prospettando (presunte) migliori alternative ai lavoratori in quei paesi, così come nel resto del mondo. Intensificarono le loro attività, moltiplicandole dopo la II Guerra Mondiale, quando molti paesi si erano guadagnati la libertà e l’influenza dell’Unione Sovietica e del sistema socialista erano cresciute più forti fra i lavoratori e la popolazione. La frammentazione dei sindacati cominciò ad essere osservata dalle potenze capitaliste occidentali. Aumentarono di pari passo la promozione delle ideologie anti-socialiste e l’appoggio ai sindacati filo-padronali. Tali sindacati venivano generosamente finanziati ed i loro leader ricevevano ovunque una calda accoglienza. Per dimostrare che il sistema capitalista, particolarmente nel mondo occidentale, era migliore del sistema socialista, le potenze capitaliste occidentali misero in atto una grande strategia. Essi tentarono di mettere in mostra un sistema che fosse liberale, nel quale i lavoratori avevano la libertà di aderire al sindacato da loro scelto ed il reddito e lo standard di vita dei lavoratori erano molto più alti che nei paesi socialisti. Tutto questo era parte della loro strategia di ‘guerra fredda’ per sconfiggere il socialismo.

Per perfezionare la propria strategia globale sul fronte del lavoro, il mondo occidentale formò e promosse la Confederazione Internazionale del Libero Sindacato (ICFTU) e, attraverso questa organizzazione, cercò di dominare le attività dell’ILO in modo che gli interessi del capitale globale non venissero ostacolati dalla fermezza e dalle risoluzioni dell’ILO. L’ILO è un’organizzazione nella quale il numero dei paesi socialisti ed in via di sviluppo superava di molto quello degli stati sviluppati; ma in oltre ottantacinque anni della sua attività, le elezioni al suo vertice e agli altri comitati hanno testimoniato intrighi, trame nascoste, pressioni indebite, per assicurare la continua prevalenza dei governi di paesi ricchi, dei ricchi datori di lavoro multinazionali e dei sindacati da loro eletti. Questi intrighi stanno ancora proseguendo e non diminuiscono.

Inoltre, dopo la fine dell’Unione Sovietica, tutti i benefici conquistati dalla classe operaia nel corso degli ultimi due secoli, nella forma di salari più alti, di migliori condizioni dei servizi, ecc. stanno venendo drasticamente decurtati in tutto il mondo. Così il volto ‘bonario’ del capitalismo sta mostrandosi in tutto il suo orrore.

La Cina e l’ILO

Quanto sopra dà un breve quadro dei tentativi delle potenze occidentali e della loro organizzazione del fronte sindacale, l’ICFTU, per perpetuare il loro egemonismo nell’arena dei lavoratori e dell’ILO. La Cina ed il sindacato cinese, cioè la Federazione Sindacale di Tutta la Cina (ACFTU), sono vittime di tali tentativi.

La Cina è un membro fondatore dell’ILO e in anni lontani un rappresentante dei sindacati cinesi fu eletto nell’organismo direttivo alla più alta carica politica dell’ILO. Tuttavia, dopo la rivoluzione del 1948, la partecipazione della Cina nell’ILO fu sospesa per riprendere solamente nel 1983. Ma anche negli ultimi 22 anni la lobby occidentale ha fatto ogni passo possibile per impedire che la Cina e l’ACFTU diventassero membri attivi dell’organismo direttivo dell’ILO. L’ACFTU diventò membro delegato attivo nel 1984 e di nuovo nel 1987. Dopo il 1990, durante il periodo della così detta ‘globalizzazione’, la Cina e l’ACFTU furono totalmente esclusi dal direttivo dell’ILO. Nel 2005 l’ACFTU ha lottato seriamente per il posto di membro attivo nell’organismo dirigente ma la lobby occidentale è uscita allo scoperto, facendo tutto il possibile per sconfiggere la Cina, in un organismo che, si suppone, dovrebbe essere democratico e rappresentativo di tutte le opinioni e i sistemi. Questo è egemonismo del peggior genere.

E’ interessante anche un altro aspetto. L’ACFTU, è di gran lunga il più grande sindacato del mondo per associazionismo. Ma l’INTUC dell’India, con un’appartenenza di 27 lakhs, che sono meno del 2% dell’appartenenza dell’ACFTU, fa pienamente parte del corpo direttivo dell’ILO. L’INTUC sta godendo questo privilegio da decenni. Anche quest’anno l’INTUC è stato eletto nell’organismo direttivo mentre l’ACFTU è stato sconfitto. Una mossa astuta, se noi compariamo l’oscillazione tra il salario reale dei lavoratori cinesi e quello dei lavoratori indiani, abbiamo un quadro stupefacente. Il salario reale dei lavoratori indiani, tra il 1990 ed il 1999, è calato del 31% mentre il salario reale dei lavoratori cinesi nello stesso periodo è raddoppiato. Ma questo non è stato un diretto conseguimento delle potenze occidentali; la scelta di portare l’ICFTU nell’organismo direttivo dell’Organizzazione Internazionale dei Lavoratori è dei sindacati che seguono una politica padronale. L’ACFTU della Cina non ha i requisiti per l’accesso.

Sviluppi preoccupanti

Il seminario si è svolto nello scenario di due evoluzioni preoccupanti nel mondo del lavoro e nel fronte sindacale:

1) in seguito alla globalizzazione, sta aumentando la povertà soprattutto fra i lavoratori dei paesi in via di sviluppo.

2) le adesioni al sindacato, con alcune eccezioni, stanno calando in tutto il mondo, riducendo con ciò l’efficacia sindacale.

Il seminario di due giorni ha sviscerato fatti incontrovertibili, come la diminuzione dei salari, la continua perdita di potere d’acquisto della popolazione, la disoccupazione e l’insicurezza crescenti fra la classe operaia attraverso tutti i cinque continenti; la globalizzazione, che ha colpito gran parte della classe operaia in lungo e in largo nel mondo.

E’ quindi naturale che i sindacati si organizzino per migliorare le proprie condizioni e, con ciò, anche quelle degli altri settori oppressi della società. E’ stato anche deciso di stendere dei programmi di attività per assicurare giustizia sociale e una più equa ridistribuzione della ricchezza, e lottare per più occupazione e migliori salari. I sindacati dei paesi industrializzati sono stati esortati a sostenere ed aiutare in questo sforzo i sindacati del mondo in via di sviluppo.

Sulla questione delle adesioni, la caratteristica comune è che c’è una caduta generale delle adesioni, causata dalla perdita di occupazione. In alcuni casi si aggiunge il fatto che le leadership sindacali non sono disposte a lottare per i lavoratori, mentre in altri casi i lavoratori stanno perdendo la battaglia anche dopo ampi movimenti. La grande sfida che oggi i sindacati devono fronteggiare è come proteggere gli interessi dei lavoratori in modo efficace. In questa determinata situazione, i sindacati devono raddoppiare i loro sforzi ed estendere le loro attività negli aiuti legali, formazione, istruzione ecc. in modo da poter guadagnare la fiducia dei lavoratori ed aumentare le iscrizioni. Questo è stato nell’essenza il sentimento venuto dal seminario.

In questo contesto, va notato che i sindacati pro-globalizzazione stanno separandosi o divenendo irrilevanti, dal momento che i loro leader stanno semplicemente sostenendo tutte le azioni anti-lavoratori. Ci sono alcuni sviluppi allarmanti. L’ICFTU, l’organismo sindacale internazionale filo-padronale, ha acquisito un gran numero di affiliati. L’AFL-CIO, la più grande organizzazione sindacale centrale negli US, si è divisa e un gruppo consistente è andato a formare un’altra organizzazione, chiamata “Coalizione Cambiare per Vincere”, guidata da Anna Burger. Tale sviluppo è evidentemente una reazione ai tentativi di mettere la museruola alla voce dei lavoratori in ordine a stabilire l’egemonismo delle grandi multinazionali e dei loro padroni politici nel movimento sindacale. I lavoratori americani sono frustrati a causa dell’infuriare di politiche padronali, anti-lavoratori, dei leader nominati dall’AFL-CIO.

Principali conclusioni

Il forum di Shanghai, mentre il movimento sindacale in tutto il mondo sta subendo grandi cambiamenti, ha tratto le seguenti conclusioni. Secondo le opinioni espresse al forum, i sindacati debbono attenersi a quanto segue:

1. Lavorare per la pace e lo sviluppo, essendo questa la chiave per superare la povertà ed una garanzia per i diritti dei lavoratori.

2. Lottare per l’occupazione; in particolare devono essere centrali nelle politiche dei governi un lavoro decoroso e il lavoro femminile.

3. Lottare per la giustizia, per una ripartizione equa nel reddito e contro la povertà. I sindacati devono assumere una maggior responsabilità sociale. La globalizzazione ha creato enormi ricchezze ma i lavoratori sono diventati più poveri.

4. Intento di unità di azione tra i sindacati dei paesi sviluppati e quelli dei paesi e in via di sviluppo, per lottare contro ingiustizia e povertà con obiettivi comuni.

5. Lavorare per l’unità globale dei lavoratori. Ciò è necessario per lottare contro l’egemonismo, per sconfiggere la mentalità e gli intrighi della guerra fredda e per fare che gli organismi direttivi più democratici, come l’ILO, siano sempre più rappresentativi.

Il seminario ha evidenziato che deve essere costituito un nuovo ordine giusto e razionale del movimento sindacale internazionale, sulla base di maggior comprensione, rispetto reciproco e programmi di azione comuni per il progresso.

Dakshi ha proposto che la prossima riunione del forum venga tenuta in India e la proposta è stata presa in considerazione. Tutti i delegati dall’estero hanno ringraziato la leadership della Federazione dei sindacati di tutta la Cina per questa iniziativa e per il successo del forum.

Traduzione dall’inglese Bf