Annan: «Basta stragi a Gaza»

«Assolutamente ingiustificata», per il segretario dell’Onu, Kofi Annan, la strage di civili che prosegue da luglio nel silenzio della stampa internazionale, ormai da un mese concentrata sul non meno preoccupante scenario libanese. Si è soffermato, ieri, annan, sui massicci bombardamenti a Ghaza che dal 28 giugno sono costati la vita ad almeno 170 palestinesi, la maggior parte dei quali civili; sono infatti una cinquantina le donne rimaste uccise, ed altrettanti gli adolescenti. L’ultima vittima (risale a mercoledì e aveva appena tre anni) è rimasta letteralmente decapitata dall’esplosione provocata da un missile israeliano indirizzato, parrebbe, contro un grupp odi militanti ipegnati in esercitazioni. Il missile ha colpito un’uliveto confinante con altre fattorie, puntualmente rastrellate dai bulldozers dell’esercito israeliano con la consueta scia di famiglie rimaste senza tetto e senza mezzi di sussistenza proprio a ridosso del raccolto annuale. Ma le incursioni non si fermano: ogni giorno i comitati di resistenza palestinesi lanciano razzi artigianali oltre il confine,ogni giorno arriva la ritorsione israeliana fatta di file di carri armati, blindati, aerei, droni e bulldozers a sparare e livellare. Le famiglie, già provate dall’assedio sui medicinali, affamate dal blocco dei generi alimentari, (solo ieri era stato riaperto il confine con l’Egitto per permettere a qualche bene di prima necessità di penetrare nel territorio: dopo tre ore le autorità israeliane lo hanno di nuovo, insindacabilmente, richiuso), piegate dal razionamento dell’energia elettrica a poche ore al giorno (nessuno ha potuto far niente per riparare le centrali distrutte dall’aviazione israeliana alcune settimane orsono), si ritrovano sfollate da un giorno all’altro, sotto l’artiglieria israeliana che distrugge ormai decine di abitazioni civili alla settimana. L’Unrwa, l’agenzia Onu che si occupa dei rifugiati, ha ripetutamente denunciato il bombardamenti che l’Idf ha scatenato anche contro i rifugi d’emergenza messi su per i senzatetto di questi giorni; ma sembra che niente possa essere fatto, a parte lanciare allarmi nel bel mezzo di una crisi umanitaria al di fuori di ogni controllo.
Annan ha chiesto di tornare immediatamente a lavorare ad una soluzione per la crisi palestinese. Ha denunciato l’arresto-rapimento del portavoce del parlamento israeliano, Aziz Dweik. Ha ricordato che c’è il rischio che l’emergenza libanese faccia dimenticare a tutti l’emergenza di Gaza. Troverà ascolto?
Come pure: troveranno ascolto i disperati, ripetuti appelli da parte di ospedali palestinesi ed associazioni per i diritti umani a Gaza, che continuano a chiedere spiegazioni sulle misteriose armi che Israele continua a sganciare in aree densamente popolate come, appunto, i campi profughi di Gaza? Come poter portare avanti qualsiasi inchiesta quando ormai è difficile persino poter comunicare dall’esterno con Gaza? Persino telefonare a volte si rivela problematico, quando l’intera popolazione rimbalza dallo stress dei bombardamenti aerei alla paranoia delle telefonate sempre più invadenti dell’esercito. Intanto si continuano a raccogliere particolari sugli effetti delle armi israeliane a Gaza. E’ difficile trovare testimoni diretti poichè coloro che sono spravvissuti non ricordano niente. Tutti ricordano soltanto di aver perso i sensi. Quasi nessuno ha recuperato completamente ancora l’udito, a distanza di giorni. Si esclude ormai il fosforo bianco: tutte le foto pervenute al manifesto (certamente non pubblicabili) ed a Rainews24 mostrano gli abiti intatti sui cadaveri. Ma allora, di cosa si tratta?