Ancora dubbi sulla blogger cubana Yoani Sanchez

Il sito della Sanchez desdecuba.net sta in Germania proprietá della Cronos AG Resemburg (che ospita anche siti di estrema destra), ed é registrato sotto il nome di Joseph Biechele. La Sanchez ha registrato il suo dominio mediante la statunitense GoDady, la cui principale caratteristica é l’anonimato. Il sito Generación Y é estremamente sofisticato, con entrate per Facebook e Twitter, riceve 14 milioni di visite al mese ed é forse l’unico all mondo ad essere disponibile in non meno di 18 lingue diverse. Ma con quali risorse?
Ormai sappiamo tutti chi é la blogger cubana Yoani Sanchez: é un fenomeno internazionale. In tutto il mondo giornali e riviste pubblicano i suoi blogs, le rubriche che le vengomo offerte, per non parlare di Radio, Tv, media. E’diventata, in pochissimo tempo, un personaggio mondiale. E mai, da quando i guerriglieri di Fidel e del Che presero il potere ormai 50 anni fa, si era assistito a una critica alla rivoluzione cubana cosí popolarizzata ed incisiva. La sua azione influisce sulla percezione che hanno di Cuba i governi del mondo, gli intellettuali, i giornalisti, la gente. Ne condiziona il pensiero e la politica.
E’un fenomeno realmente unico. E le sue armi sono solo quelle che le fornisce internet. Lei, da sola, da un albergo o da casa sua, con la sua tastiera ed il suo schermo. Come é possibile ció in un paese ove la stampa internazionale informa che l’ accesso a internet non é possibile, che chi critica viene incarcerato, che non esiste la libertá di espressione. E che contemporaneamente lanci lodi sperticate alla Yoani che nei suoi blogs da Cuba ci mostra, senza appello ma in tutta tranquillitá, una Cuba infernale. E che, dopo solo un anno di esistenza (il suo blog nasce del 2007), le viene concesso dal Pais, un giornale prestigiosissimo, con tanto di corrispondente permenente all’Avana, il Premio di Giornalismo ORTEGA Y GASSET, dotato di 15.000 Euro. E’ un premio annuale che viene regolarmente dato a giornalisti prestigiosi o scrittori dalla lunga carriera letteraria, ed e’ la prima volta che una persona con il profilo della Sanchez lo ottiene.

Sempre nel 2008, la blogger cubana viene inclusa dalla rivista TIME tra le 100 persone piú influenti al mondo, assieme a Bush, Hu Jintao ed il Dalai Lama. La CNN la proclama tra i 25 migliori blogs del mondo. Sempre nel 2008 ottiene il premio spagnolo Bitacoras, El País di nuovo la include tra le 100 personalitá latinoamericane piú influenti dell’ anno (lista nella quale non ci sono ne Fidel ne Raul Castro). La prestigiosa rivista Foriegn Policy la include tra i 10 intellettuali piú importanti dell’ anno. La Columbia University le concede il premio Maria Moors Cabot. E la Yoani continua scrivere giornalmente, o quasi, per il mondo intero. Da Cuba.

La contraddizione con la realtá é palese. Quale influenza? La stessa Yoani lo riconosce: Insieme a 99 famosi mi ha messo la rivista TIME nelle lista delle persone piú influenti del 2008. A me, che non sono mai salita su un palco, ne su una tribuna, e che i miei stessi vicini non sanno se Yoani si scriva con la H o no. Allora su chi influisce, se a Cuba é una perfetta sconosciuta? Perché mai Time ed il Pais la includono tra le personalitá piú influenti del mondo se in patria non sanno nemmeno chi é?

Ancora: nel 2009 il Tesoro degli Stati Uniti ha fatto chiudere piú di 80 siti internet che promuovevano il commercio con Cuba violando cosí le leggi sull’ embargo. Ma ció non incluse il blog di Yoani anche se questo porpone la vendita del suo libro in Italiano (Ed. Rizzoli) tramite Pay Pal, sistema che nessuno a Cuba puo’ usare a causa delle sanzioni economiche americane che proibiscono anche il commercio elettronico cubano. Cosí come la Sanchez dispone di un copyright per il suo blog 2009 Generación Y All rightds reserved.

Ancora: Il sito della Sanchez desdecuba.net sta in Germania proprietá della Cronos AG Resemburg (che ospita anche siti di estrema destra), ed é registrato sotto il nome di Joseph Biechele. La Sanchez, inoltre, ha registrato il suo dominio mediante la statunitense GoDady, la cui principale caratteristica é l’anonimato. Come fa un cittadino cubano come la Yoani, che vive a Cuba, a registrare il suo sito tramite una societá statunitense quando la legislazione USA sull’ embargo a Cuba lo proibisce formalmente?
D’altra parte, il sito Generación Y é estremamente sofisticato, con entrate per Facebook e Twitter. Per di piú riceve 14 milioni di visite al mese ed é stranamente e probabilmente l’ unico all mondo ad essere disponibile in non meno di 18 lingue diverse. Allora chi amministra queste pagine in 18 lingue diverse? Chi paga gli amministratori? E i traduttori? E la gestione, estremamente cara, di un flusso di 14 milioni di visite al mese? Altro fatto unico: il Presidente Barak Obama ha risposto ad una intervista virtuale di Yoani Sanchez. Perché mai ne ha trovato tempo immerso com’e’in difficili questioni di importanza mondiale, dell’economia degli Stati Uniti che va malissimo, della battaglia per imporre un nuovo sistema sanitario, delle migliaia di interviste che gli vengono richieste, di tutto ció che sappiamo delle sue frenetiche attivitá?

Yoani Sanchez vive e risiede all’Avana, dopo essere rientrata, in barba alla legislazione cubana che limita fortmente il ritorno degli emigrati, dalla Svizzera ove aveva vissuto piuttosto male per anni. Da quando ha cominciato ad essere conosciuta all’estero, le sono stati negati ripetutamente i permessi di viaggio per andare a ritirare i premi che le sono stati attribuiti in America ed in Europa. Il suo blog a Cuba é oscurato cosí come lo é la Radio TV Martí, l’emittente del Governo USA, dominata dai gruppi anticastristi di Miami, dal budget milionario, nata anni fa solo per trasmettere solo a Cuba propaganda anticubana, e che nessuno vede ne sente a Cuba. Il contenuto dei blogs della Sanchez é totalmente manicheo, la Cuba che ne risulta é il paese del male assoluto, senza scampo. L’embargo USA diventa per la Yoahi restrizioni commerciali stupide ed anacronistiche perché vengono usate (dal Governo cubano) sia per (giustificare) il fallimento economico che per reprimere coloro che la pensano in modo diverso. L’ambasciatrice degli USA all’ONU nell’Assemblea Generale dello scorso ottobre ha usato esattamente gli stessi argomenti per giustificare il protrarsi dell’embargo, mentre 187 paesi su 189 ne votavano la cessazione.

Nota a margine: I dati riportati sono tratti da un articolo di Salim Lamrami pubblicato il 28 Nov sul sito www.cubadebate.cu. e da un articolo di Mauricio Vincent su EL PAIS del 29 Nov.
Il politologo Salim Lamrami é uno dei maggiori esperti internazionali sui rapporti Stati Uniti-Cuba. Mauricio Vincent vive a Cuba ove é il corrispondente permanente di EL PAIS.

15 dicembre 2009, Aprile online