Allarme a Rafah per le schegge letali

A Gaza si muore di nuovo – senza sapere di cosa.
I missili israeliani sono tornati a colpire nella notte fra mercoledì e giovedì: carri armati e forze aeree si sono stavolta diretti verso il sud della Striscia, intorno a Rafah. Sono rimasti uccisi sul colpo 9 palestinesi, fra i quali 7 miliziani ed un bimbo di 10 anni; i feriti ammontano a 23 – gravi due fratellini di sei e quattro anni – ed il bilancio delle vittime sembra destinato a salire nel giro di qualche ora. Tutti, immancabilemente, raggiunti dalle micidiali schegge israeliane (o dalle non- schegge, si direbbe dopo le testimonianze raccolte nei giorni scorsi dal manifesto): ormai l’IDF non sembra più considerare l’uso di armi leggere e procede sganciando direttamente missili sul territorio palestinese. Ancora unanime lo sgomento per le strane munizioni adoperate da Tsahal, che provocherebbero ferite mai viste ed interrogativi destinati a restare senza risposta – almeno finchè l’assedio totale e la mancanza di energia elettrica a Gaza non permetteranno qualche analisi su campioni di tessuti colpiti dagli effetti delle schegge israeliane. Di qualunque cosa si tratti, gli ordigni colpirebbero i corpi a volte tagliandoli minutamente senza lasciare tracce di schegge (laser?), altre coagulando il sangue ed i liquidi del corpo e sfigurando i volti (fosforo bianco?), altre provocando una rapida necrosi dei tessuti che si estende al resto del corpo e ne provoca la morte nonostante la tempestiva amputazione degli arti colpiti (agenti chimico-biologici?), altre ancora con ustioni di quarto grado profonde e diffuse . Ieri dall’ ospedale di Gaza ci confermavano essere già 4 le amputazioni seguite, ma che comunque i pazienti restavano in pericolo di vita. Da Rafah ci hanno poi raccontato di fiamme sprigionate in seguito all’ esplosione dei missili, che si attaccano ai corpi riattizzandosi inesorabilmente ogni volta che si tenta di spengerle. Se verificate – ed al manifesto, come pure a Rainews24, cominciano a pervenire le prime immagini dagli obitori di Gaza: un primo indizio visivo di quelle che potrebbero davvero essere armi del tutto nuove in mano all’esercito israeliano -, queste testimonianze confuterebbero l’ipotesi del fosforo bianco in alcuni casi, fermo restando che altri fenomeni riportati dai palestinesi non sembrano comunque rientrare nella casistica del fosforo, come ad esempio le migliaia di finissimi tagli riportati da alcuni corpi, o il rapido decesso dei tessuti.
Nel frattempo arriverebbero dagli insediamenti dei Territori i nuovi probabili refuseniks: i coloni sono infatti furiosi con Olmert, che mercoledì ipotizzava un nuovo ritiro parziale dalla Cisgiordania alla luce degli sviluppi bellici libanesi. La risposta non si è fatta attendere: i coloni non parteciperanno alla guerra in Libano se combatterla dovesse avallare nuovi accordi internazionali e nuove evacuazioni dai loro insediamenti. Ed erano già dieci, ieri, a promettere la renitenza.