Alitalia ancora più leggera, per il mercato

Non si è fermato un attimo Giancarlo Cimoli; a dispetto dell’ accordo con i sindacati, firmato a Palazzo Chigi, che gli imporrebbe di «congelare» l’ applicazione del piano di ristrutturazione, l’ amministratore delegato di Alitalia sta procedendo nei fatti al previsto smantellamento di alcuni servizi. Nel mirino è finita in particolare la manutenzione, un settore molto sindacalizzato e caro alla Cgil, che Cimoli sta svuotando dall’ interno, esternalizzando alcune attività. Il cambio di marcia era iniziato a giugno scorso con l’ affidamento a un’ azienda israeliana della revisione dei motori Md80, per 30 anni alle cure di Fiat Avio. Adesso però a perdere commesse, a favore di concorrenti spesso stranieri, sarebbero i lavoratori Alitalia. È così che l’ hangar dei 747, considerato la roccaforte della manutenzione della compagnia, si è trasformato in un magazzino. In alcuni casi, quando non è in gioco la sicurezza, della manutenzione si fa a meno. È il caso degli apparecchi per la lettura delle carte di credito che a bordo risultano spesso inutilizzabili. Insomma, se il problema della Cgil era capire quale destino fosse riservato a Az Servizi, la risposta è nei fatti: in un modo o nell’ altro di Alitalia resteranno le attività di volo, così come aveva chiesto Air France in vista di un accordo. È per questo che i sindacati sono in agitazione. Lo sciopero è fissato per il 19 gennaio e la Cgil, un po’ isolata rispetto alle altre sigle, minaccia addirittura una protesta a oltranza se il governo non convocherà un incontro: «Vogliamo sapere che intenzioni ha Prodi» dice per la Filt-Cgil, Mauro Rossi. «L’ esecutivo ha disatteso i suoi impegni e ci ha lasciato all’ oscuro» incalza Claudio Claudiani per Fit-Cisl. Intanto ieri i sindacati (tranne la Uil) hanno incontrato l’ imprenditore Paolo Alazraki che ha presentato la sua «operazione da 5 miliardi». Il piano prevede conti in pareggio in due anni, sviluppo del traffico per il Sud America (con uno sguardo di favore per gli immigrati) e zero esuberi. «Io sono uscito allo scoperto. Tutti dovrebbero farlo» ha detto l’ uomo d’ affari che i sindacati hanno trovato di sicuro fascino senza però dargli molto credito. Alazraki non ha fatto nomi di possibili partner, sottolineando di aver avuto molte manifestazioni d’ interesse tra le banche, «una olandese, una americana, una canadese, una a Dubai». Intanto punta anche a una parte della quota di Eurofly, appena acquistata da Meridiana. Alazraki invierà ai sindacati il piano e li incontrerà ancora la prossima settimana per ottenere quella approvazione senza la quale, promette, non si presenterà alla gara. Intanto spunta un sostenitore insospettabile: oggi il giornale di Italia dei Valori pubblica un editoriale a sostegno dell’ imprenditore milanese, rappresentante, si dice, di una «finanza etica».