Al corteo del 18 marzo anche il Forum dei parlamentari

Verso il 18 marzo, giorno della manifestazione nazionale contro la guerra, si moltiplicano le iniziative e le adesioni. Tra le altre, quella delle deputate diessine Fulvia Bandoli, che ha dichiarato di sottoscrivere l’appello della manifestazione, e, «a titolo personale», Silvana Pisa, parlamentare Ds in Commissione Difesa della Camera. Parteciperà “individualmente” anche Giorgio Mele, esponente della sinistra della Quercia, e Famiano Crucianelli che, a nome dell’Associazione Aprile, dichiara che sarà presente alla manifestazione «con una nostra piattaforma incentrata su tre parole chiave: “no alla violenza”, “no al terrorismo” e “due popoli due stati”», per la soluzione del conflitto israelo-palestinese.
Oggi, intanto, alla Sala Stampa di Montecitorio, i deputati Elettra Deiana e Giovanni Russo Spena per il Prc, Silvana Pisa dei Ds, Paolo Cento per i Verdi e la consulente Antonella Sapio, terranno alle 11 una conferenza stampa del “Forum dei parlamentari pacifisti” che, si legge in una nota, «propone all’Unione un impegno concreto sui temi della pace, sottoscrivendo la creazione di un’istituzione pubblica di ricerca-azione: l’ISSPaCE, cioè l’Istituto Superiore di Studi per la costruzione di processi di Pace, la trasformazione non violenza dei Conflitti e la promozione dell’Eguaglianza sociale».

Un’esigenza, sottolineano Silvana Pisa e Giovanni Russo Spena, più volte sollecitata e «indicata dai movimenti pacifisti come una delle risposte concrete da dare all’impegno per la pace e alle esigenze formative e di intervento, a livello locale e internazionale». Un vero e proprio centro di documentazione – afferma Russo Spena – che potrebbe, con un governo di centrosinistra esplicitamente orientato a promuovere la pace e a rimuovere le cause e i pretesti di guerra. Un istituto che possa trovare un accordo, attraverso convenzioni, progetti e studi mirati, e si colleghi con un futuro dicastero della Difesa, che abbia una finalità diversa e alternativa alla attuale, che è quella di un ministero di guerra, trasformato quindi in un ministero per la pace e per il disarmo. Un impegno che veda l’apporto di esperti, intellettuali, pacifisti, sicuramente collegato con la giornata del 18, ma che si proietta in una fase politica che va molto oltre, che ci auguriamo sia governata da una maggioranza diversa, pacifista, che ritiri le truppe di occupazione e imposti un lavoro di cooperazione internazionale sia Nord-Sud che Sud-Sud, con al centro il nostro Mezzogiorno».

Intanto il lavoro di preparazione della manifestazione procede alacremente. In concomitanza con il terzo anniversario dell’inizio della guerra all’Iraq, saranno diverse le realtà pacifiste che si mobiliteranno «con manifestazioni e iniziative in tutto il mondo». Come si sa, avendone “Liberazione” già scritto, per quel giorno Rifondazione comunista, i Comunisti italiani, i Verdi, la Fiom, l’Arci e le associazioni pacifiste come Libera, Un ponte per…, Action for Peace, Tavolo Migranti, eccetera, hanno organizzato una grande mobilitazione caratterizzata da tre iniziative. Si comincia sabato mattina alle 10, a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, con un incontro pubblico con i «familiari di soldati inviati sui fronti di guerra e soldati che si oppongono alle guerre in corso».

Partecipanti d’eccezione: gli statunitensi Lou Plammer, rappresentante di “Military Family Speak Out”, e Jeremy Nickel, per gli “Iraqi Veterans Against the War”; l’inglese George Solomou, di “Military Family against the War”, e il “refusnik” israeliano Yonathan Shapira. E ancòra: Ory Yossur e Raed Al-Haddar, rispettivamente un israeliano e un palestinese dei “Combattenti per la Pace”, e Philp Rushton, autore del libro “Riportiamoli a Casa”.

Altri ospiti speciali saranno una madre russa a nome dell’Associazione dei famigliari contro la guerra in Cecenia, Salvatore Pilloni, padre di un soldato italiano ammalato di leucemia a causa dell’uranio impoverito, un militare italiano di ritorno da Nassirya, Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, e Falco Accame, presidente dell’Associazione nazionale dei familiari delle vittime delle Forze armate.

Secondo appuntamento della giornata quello del pomeriggio, alle 14 e trenta a Piazza Esedra, da dove partirà il corteo con arrivo previsto a Piazza Navona con gli interventi di Giuliana Sgrena, la giornalista del “manifesto” rapita un anno fa a Baghdad, liberata e ferita nella sparatoria a un check point americano in cui perse la vita il funzionario del Sismi Nicola Calìpari, e Sigfrido Ranucci, giornalista di Rai News 24.

Conclusione in serata, con un appuntamento alle 18 e trenta al Teatro Eliseo, dove si proietterà il documentario sulla scuola di musica per i bambini palestinesi dei territori occupati “Al Kamandjati”, seguìto dal concerto di Dal’Ouna, orchestra di solidarietà internazionale diretta da Ramzi Abureduan, originario di un campo profughi di Ramallah.

E arriva infine un appello delle organizzazioni promotrici della manifestazione di sabato: «A coloro che in questo Paese credono giusto esaltare le stragi o l’intolleranza diciamo che consideriamo questa esaltazione incompatibile con le nostre iniziative, che al contrario vogliono mettere al centro il valore della pace, dei diritti, della giustizia e della convivenza».