AL COMITATO POLITICO NAZIONALE E A TUTTI I COMPAGNI/ E DEL PRC

Il gruppo di lavoro e di coordinamento nazionale espresso dall’Assemblea autoconvocata di Firenze del 25 novembre, “Un Congresso per rilanciare i movimenti e l’autonomia del Prc”, esprime il più fermo dissenso nei confronti dell’ipotesi di rinviare di vari mesi il congresso nazionale del Partito, ritenendola una grave violazione della democrazia interna e della sovranità degli iscritti/e: chiede pertanto al Cpn del 16 dicembre di respingere tale ipotesi e di confermare il congresso del partito come previsto nella primavera del 2008.

L’attuale gruppo dirigente scaturito dal congresso di Venezia non ha più il mandato politico di compiere scelte su temi centrali e dirimenti come la questione del governo, la “Cosa rossa”, la riforma della legge elettorale e le prossime elezioni amministrative.
La vicenda del protocollo sul welfare, lo stesso decreto sulla sicurezza, l’aggravarsi della questione sociale, testimoniata dalla tragedia di Torino e dalle forti e legittime espressioni di rabbia dei lavoratori, indicano l’esaurimento dell’esperienza del Prc nel governo Prodi. Il prevalere del logoramento sociale rispetto alle attese e alle esigenze di cambiamento rappresenta già di fatto una verifica negativa dell’operato del governo.

Rispetto alla Cosa rossa non è in discussione la necessità di aggregare le forze della sinistra di alternativa e anticapitalistica, i movimenti e i conflitti sociali, ma è chiaro che questa necessità deve fare i conti con la situazione sopracitata, con i problemi che abbiamo di fronte e non può significare il venir meno del Prc e della sua piena autonomia. Diversamente si produrranno ulteriori lacerazioni con la nostra base sociale col rischio di ulteriori pesanti ricadute anche dal punto di vista elettorale. La modalità e i contenuti moderati che hanno caratterizzato l’assemblea degli Stati generali de “La Sinistra L’Arcobaleno” rappresentano una risposta inadeguata e in contrasto con le necessità di questa fase politica, eludono le contraddizioni presenti tra i quattro partiti e rappresentano una forzatura anche dal punto di vista della democrazia interna al Partito.

I compagni e le compagne firmatari/e dell’Appello saranno presenti ovviamente a Vicenza per manifestare contro la base Usa e per sostenere la moratoria dei lavori come richiesto dalla forte e combattiva delegazione presente a Roma il 9 dicembre.

Lo slittamento del congresso, lungi dal demoralizzarci e spingerci al disimpegno, ci vedrà impegnati a rilanciare l’iniziativa per incalzare le inevitabili contraddizioni che si produrranno e aggregare tutte le compagne e i compagni critici, sulla base di un documento politico a cui lavoreremo nelle prossime settimane, per rilanciare il conflitto sociale, i movimenti, il ruolo e l’autonomia del Partito della Rifondazione Comunista, in continuità con lo spirito con cui un milione di persone hanno manifestato a Roma il 20 ottobre.

Bologna, 12 dicembre 2007
Il Gruppo di lavoro e di Coordinamento nazionale
“Un Congresso per il rilancio dei movimenti e dell’autonomia del Prc”