Afghanistan: serve il ritiro immediato delle nostre truppe

La missione in Afghanistan e’ un fallimento totale. Ogni morto in piu’
tra i civili, accidentale o consapevole poco importa, rafforza i Talebani e palesa agli occhi degli afghani l’immagine di occupanti della Nato e delle sue truppe. L’uccisione della tredicenne da parte del contingente italiano si somma al tragico bilancio di oltre cento morti, decine di case rase al suolo, in pratica un intero villaggio distrutto nella provincia di Farah e, tra le macerie, la stragrande maggioranza dei corpi che appartiene a donne e bambini. E’ questo il tragico bilancio di diversi attacco aerei delle forze Nato in Afghanistan, compiuti tra lunedì e martedì, denunciati dallo stesso governo afghano e che è impossibile derubricare a errori. Notizie e bilanci drammatici che impongono sempre di più la fine di una politica sciagurata, quella della nostra partecipazione a una missione che di pace non ha nulla ma che sa solo di guerra, di morte e di devastazione. E’ necessario il ritiro immediato dei nostri soldati dalla missione militare in Afghanistan come è necessario che i fondi e cioè le centinaia di milioni di euro usate per finanziarla vengano invece adoperate per sostenere i salari e le pensioni nel nostro Paese, per affrontare la gravissima crisi economica che viviamo e per migliorare il tenore di vita delle classi lavoratrici del Paese invece che per una sanguinosa missione di guerra che ha già prodotto migliaia di vittime civili.