Afghanistan, Londra: «L’invio di militari ha dato energia ai talebani»

L’invio dei militari britannici nella provincia meridionale afghana di Helmand «ha dato energia» ai talebani. Lo ha ammesso il ministro della Difesa, Des Browne, in un’intervista al quotidiano “Guardian”, mentre il comandante delle forze britanniche nella regione, il colonnello Stuart Tootal, ammette che Londra «non si aspettava una resistenza tanto intensa» quando ha pianificato l’invio di 3.300 militari nel sud del Paese. Lo stesso Browne, che entro la prossima settimana dovrebbe rendere noto l’invio di altri 600 militari per rinforzare la missione, spiega che i militari si sono resi conto delle «dimensioni e della natura delle forze dell’opposizione mentre avveniva il loro dispiegamento». L’ex ministro della Difesa, il deputato laburista Dough Henderson, denuncia come nessuno, né la comunità internazionale, né gli stessi insorti, e neanche i militari coinvolti, abbia chiaro lo scopo della presenza militare occidentale in Afghanistan, il risultato di una mancata strategia politica. Quindi chiede «il ritiro, quantomeno nelle basi, delle forze britanniche e degli altri militari della Nato» fino a che le Nazioni Unite non avranno definito lo scopo della missione.
Intanto sei militanti talebani sono morti e sette militari della coalizione sono rimasti feriti in diversi attacchi messi a segno nel sud dell’Afghanistan. Aspri scontri sono scoppiati la notte scorsa nella provincia meridionale di Zabul, un portavoce della coalizione, Julie Roberge, ha dichiarato che nei combattimenti sono rimasti feriti cinque soldati, di cui non ha precisato la nazionalità, e un talebano è stato ucciso. Nella vicina provincia di Kandahar, ha aggiunto, le forze della coalizione si sono scontrate con i guerriglieri talebani in diverse località, uccidendo cinque militanti e ferendone uno. Altri quattro talebani sono stati arrestati. Nei combattimenti hanno riportato ferite altri due militari della coalizione.