Afghanistan, bombe e civili uccisi

Attesa per la conferenza sulla organizzazione della giustizia in Afghanistan e sullo stato di diritto che si aprirà domani a Roma con i primi incontri a livello tecnico, mentre continuano nel martoriato paesi asiatico gli attentati e i tentativi di impedirli attraverso bombardamenti che non risparmiano civili.

Oggi un terrorista suicida si è lanciato contro un convoglio della Nato nell’Afghanistan meridionale, nella provincia di Helmand, dove più intensi sono gli scontri tra truppe internazionali e taleban. Secondo quanto ha detto alla Afp il capo del distretto, un veicolo della Nato è stato investito dall’esplosione ma non si sa al momento se tra i soldati vi siano vittime. Fonti del comando britannico, da cui dipende la sicurezza nel distretto, hanno confermato l’attacco senza fornire altri elementi.

Ieri – come riferisce l’agenzia Pajhwok – c’erano stati altri attacchi degli insorti, con un soldato britannico rimasto ucciso. In bombardamenti aerei compiuti congiuntamente dalle forze Nato (Isaf) e da quelle a comando americano decine di civili erano rimasti uccisi rinfocolando le polemiche delle ultime settimane sui ’danni collateralì della guerra ai taleban. In questo quadro si riunisce domani a Roma la conferenza che mira a rilanciare l’attività politica internazionale nel settore giudiziario e garantire agli afghani l’assistenza necessaria per la riforma legislativa e la formazione di giudici e quadri.

La conferenza è stata preceduta da una visita lampo a Kabul del segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon. Come ha dichiarato un portavoce della missione Onu a Kabul, il viaggio è avvenuto «in preparazione della conferenza di Roma» sullo Stato di diritto che «dovrà mostrare che gli impegni della comunità internazionale sono costanti». Alla conferenza, oltra a Ban, parteciperanno il presidente afghano Hamid Karzai, il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer e 26 delegazioni tra governi e organizzazioni internazionali. Per l’Italia ci sarà il ministro degli Esteri Massimo D’Alema.