Afghanistan, al via il più grande assalto dei marines dai tempi del Vietnam

Quasi 4 mila soldati, fra marines e altri militari Usa insieme a circa 650 soldati e agenti di polizia afgani e 50 aerei mobilitati più diversi elicotteri. E’ la portata di Khanjar (colpo di spada), la più grande operazione aerotrasportata mai compiuta dai marines dopo la guerra nel Vietnam

L’attacco è stato lanciato questa notte nella valle dell’Helmand, nel sud dell’Afghanistan, storica roccaforte dei talebani e ricca di coltivazioni di grano e da cui, soprattutto, arriva metà della produzione afgana di oppio che alimenta circa il 90% del mercato mondiale dell’eroina.
Si tratta della prima grande operazione dei marines dall’arrivo di 21 mila rinforzi voluti da Barack Obama in vista delle elezioni presidenziali del 20 agosto; solo negli ultimi due mesi 8.500 marines sono stati dirottati nella regione interessata dalla pesante offensiva militare.

Per i marines questa rischia di diventare la più grande battaglia dai tempi di Falluja, la roccaforte dei ribelli iracheni assediata e conquistata nel novembre 2004, e passata alla storia per il massacro indiscriminato di civili, uomini, donne e bambini arsi vivi dal fosforo bianco e dalle altri armi non convenzionali dell’Occidente.

L’offensiva militare ha inizio dopo quanto rivelato dal noto giornalista Bob Woodward, firma di punta del Washington Post, che insieme a Carl Bernstein rivelò i retroscena dello scandalo Watergate che portò alle dimissioni il presidente Richard Nixon.

In un articolo di ieri, dal titolo “Key in Afghanistan: Economy, not military”, Woodward racconta alcune informazioni ottenute dall’entourage di Obama, come un retroscena del viaggio in Asia del consigliere per la sicurezza James Jones. L’emissario del presidente statunitense, in una riunione a Camp Leatherneck, nell’Helmand, incontra il generale Lawrence D. Nicholson, alla guida dei marines impegnati nell’attacco militare, per spiegargli che il presidente non aumenterà le truppe: la chiave di volta è l’economia, sostiene, e un maggior impegno degli afgani, a cominciare dall’esercito: «perdete ogni speranza, la guerra non si vincerà con le pallottole».

Contemporaneamente James Stavridis, il capo operativo delle forze americane in Europa e del Comando supremo alleato della Nato dice ai giornalisti che contro i talebani, più delle armi, servono strade, scuole e fabbriche e il generale Mc Chrystal, intervistato da Radio Free Europe, afferma che è necessario puntare su una «good governance», accrescere e sviluppare un buon governo e proteggere i civili. Infatti sembra che ai bombardieri sia stata impartita la direttiva di “ridurre i danni collaterali”. Una direttiva che evidentemente non ha sortito grandi effetti, almeno a giudicare da un rapporto Onu secondo il quale nel 2009 le vittime civili sono aumentate del 24%. Rapporto stilato prima del “colpo di spada”!