Ad un anno della strage, il popolo di Viareggio vuole giustizia per i suoi morti

Ad un anno della strage, il popolo di Viareggio vuole giustizia per i suoi morti. Li ha ricordati in un clima carico di commozione e partecipazione allo stadio dei Pini, vicino alla Darsena, quando venivano ricordati ad uno ad uno.

Morti che chiedono giustizia perchè la manutenzioni e i controlli sono un costo per i vertici delle ferrovie, morti ancora senza un processo e con il rischio di prescrizione del reato.

Una grande partecipazione popolare che è stato l’impegno innanzi tutto dei comitati, quelli dell’Assemblea 29 giugno e dell’associazione “Il mondo che vorrei” che non hanno mai smesso di denunciare chi sono i responsabili, che hanno tenuto alta la coscienza civile della città, che stanno portando avanti un’inchiesta indipendente anche sull’impatto ambientale della strage (amianto e conseguenze dell’incendio), che si sono battuti perchè Viareggio non subisse l’offesa e l’oltraggio dei politici, dal ministro dei trasporti Matteoli a Moretti, riconfermato da questo governo nella carica di amministratore delegato delle ferrovie.

La strage del treno ha richiamato a Viareggio anche i comitati popolari che vogliono giustizia per le vittime della casa dello studente de L’Aquila, della Moby Prince, della scuola di S. Giuliano di Puglia, uniti assieme ai comitati che si battono per la sicurezza sul lavoro, dal Comitato Toffolutti ai ferrovieri della rivista ancora IN MARCIA, a noi della Rete per la sicurezza sul lavoro.

Tutti con gli striscioni come fosse un abbraccio intorno ai famigliari delle vittime di via Ponchielli e ai partecipanti alla manifestazione.

Prima dell’inizio della cerimonia allo stadio e del corteo, si è tenuta un’assemblea nella sala parrocchiale di fronte allo stadio dei comitati che ha preso la decisione di organizzare un Convegno per settembre che ha per temi: uno sulla sicurezza nelle ferrovie e l’altro sul coordinamento dei comitati presenti per mobilitazione riguardo i processi e proposte di legge.

Intorno alle 21 il corteo è partito, con in testa i famigliari delle vittime e, a seguire, le delegazioni dei comitati con gli striscioni. Chi non si è unito è stato ai lati oppure ai balconi ad applaudire il passaggio di 20 mila persone. Moltissime le bandiere listate a lutto fuori dalle case o dagli esercizi commerciali.

Il corteo ha attraversato tutta la città, in un silenzio irreale, interrotto da applausi e dai fischi dei treni in transito. Fino ad arrivare in via Ponchielli, tutti stretti davanti alle case sventrate dal fuoco fino a liberare un lungo applauso alle 23.48 che è anche l’impegno per raggiungere l’obiettivo di sicurezza, verità e giustizia per Viareggio e per tutte le vittime per il profitto dei padroni.

Rete Nazionale per la Sicurezza sul Lavoro
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