Acqua, tra banca mondiale e movimenti di lotta

Sono tornato da Città del Messico con la convinzione di aver partecipato ad un grande avvenimento mondiale. In Italia si è dato uno scarso peso, ma quella dal 15 al 22 di marzo è una settimana che segnerà il nostro futuro.
– Si è presentato al mondo un nuovo soggetto politico: il Movimento Internazionale dell’Acqua, con migliaia di partecipanti.
– E’ stata una vertenza mondiale per il diritto all’accesso a questo bene comune, forte di una piattaforma condivisa da tutti i movimenti di 80 paesi.
– Movimento e vertenza, si sono manifestati nelle strade di Città del Messico, nel Forum Alternativo e dentro lo stesso 4º Forum Mondiale ufficiale e ne hanno segnato l’agenda, lo svolgimento e i linguaggi.
– A questo movimento fanno ormai riferimento associazioni, comitati di lotta locali, sindacati, Ong come pure partiti, sindaci, parlamentari, aziende pubbliche del servizio idrico e perfino governi e ministri dell’America latina.
Tutte queste realtà hanno dibattuto o manifestato per 7 giorni su un nodo di fondo: l’acqua è un diritto umano.
Ad un certo punto però, «i padroni», le multinazionali dell’acqua associate in Acqua-Fed, hanno detto: «basta discutere, bisogna agire». «Decidete perciò e decidete di non scrivere che l’acqua è un diritto umano». 140 governi di tutti i paesi, si sono piegati e hanno votato un documento il cui testo era già noto da tempo. La politica non esiste più, si arrende alle multinazionali. Il presidente del Messico Fox alla decisione di Bolivia e Venezuela di non votare dichiara: «se su 148 governi, due non votano, non è problema democratico». I commissari europei cui il Parlamento Europeo aveva dato un preciso mandato, sollevando il problema della legittimità del Forum, dichiarano in privato, ripresi da molti giornali messicani, che gli interessi in gioco sono forti e così le pressioni delle Corporations su di loro.
Per convinzione, perché a libro paga o con la pistola della Banca Mondiale (Bm) alla tempia, i governi votano che l’acqua non è un diritto umano. Di questo dobbiamo parlare adesso e farlo qui: in Italia, in Europa, nel movimento dei movimenti, con i partiti, con i sindacati, con chi non si è informato, con chi semplicemente ha sottovalutato questo appuntamento…
Questo 4º Forum e queste conclusione non sono una manifestazione di forza delle multinazionali, ma l’ottusa reazione di un potere capitalista che non sa come governare il nostro tempo, quello dell’esaurimento delle grandi risorse del pianeta.
Questo potere non convince più nessuno, vede crescere una opposizione interna al Forum e fuori la forza di un Forum Alternativo, con la grandiosa manifestazione del 16 Marzo. E sa di centinaia di lotte locali che respingono in tutto il mondo la privatizzazione dei servizi idrici. Popoli indigeni e contadini che chiedono il diritto sull’acqua, che lottano contro dighe, miniere, inquinamenti, che chiedono coordinamento e visione d’insieme: un governo dell’acqua.
Il Forum chiude ignorando tutto questo, dice che i poteri locali devono giocare il ruolo principale, ma brutalmente esclude i poveri; riprende le parole del movimento, chiede di superare il falso dilemma pubblico privato, ma la Bm finanzierà solo quelli che privatizzano; dichiara nei fatti il fallimento della politica di partenariato pubblico privato varata all’Aia nel 2000 e poi a Kyoto nel 2003, e di voler portare l’acqua potabile almeno alla metà degli esclusi.
Ma mancano 200 miliardi di dollari all’anno, i governi non li sborsano, le multinazionali non sono disposte a «convogliare i loro capitali a fianco di quelli pubblici». Esse vogliono semmai ricevere soldi e garanzie per i loro profitti. I movimenti impediscono loro di farne. I poveri vengono abbandonati a se stessi e il rappresentante degli Usa mr. Slim, dichiara: «il diritto umano? Ok, basta che si paghi». Il rappresentante dell’associazione Cglu che raccoglie 17.000 sindaci di tutto il mondo, denuncia: «così voi decidete che 10.000 persone muoiano ogni giorno».
Ma la cultura dell’acqua è cresciuta in tutto il mondo. Dal Forum Alternativo di Città del Messico è uscita una dichiarazione, sottoscritta da tutte le 80 realtà presenti: una piattaforma alla quale il Contratto Mondiale dell’acqua e il Movimento italiano hanno dato un contributo di idee e di esperienze. Essa chiede di togliere l’acqua dal Wto e da ogni trattato di libero commercio, di togliere alla Bm la funzione di arbitrato e tribunale (Ciadi) tra comunità e multinazionali. Chiede che la politica riprenda la dignità della propria missione e tolga legittimità e obbedienza al Consiglio Mondiale dell’Acqua diretto dalle grandi multinazionali. Chiede che gli eletti nelle istituzioni si organizzino assieme ai movimenti per portare avanti questi obiettivi. Chiede ai comuni, alle imprese pubbliche, alla società civile, di rispondere all’impotenza delle istituzioni internazionali, istituendo un Fondo di Solidarietà che destini un centesimo di euro per metro cubo di acqua erogata alla cooperazione decentrata e partecipata dal basso.
Chiede che le imprese pubbliche, diventino a loro volta soggetto politico, costruiscano assieme al movimento la partecipazione dei cittadini attivi. Chiede che si concretizzi il diritto all’acqua, definendone la quantità gratuita giornaliera per tutti, a carico della fiscalità e la successiva graduale tariffazione, sulla base dei consumi.
Non partiamo da zero: al Forum Alternativo lo abbiamo visto in concreto. L’associazione degli eletti al Parlamento Europeo è stata in grado di determinare una importante risoluzione ed indicare nell’Onu il soggetto alternativo al Forum; cosa in parte ripresa dal documento finale, abbiamo visto l’associazione mondiale dei comuni (Cglu) battersi all’interno del Forum ufficiale, e nel nostro paese abbiamo da coinvolgere l’associazione dei Nuovi Municipi, abbiamo la disponibilità del Sindacato Cgil della funzione pubblica. Abbiamo visto che nel mondo ci sono tanti Acquedotti Pugliesi, tanti Vendola e Petrella. che già è stata costituita in Italia l’associazione delle imprese pubbliche che gestiscono i servizi idrici, Acqua Pubblica,cui partecipano il Consorzio provinciale milanese, l’impresa lodigiana, ecc….
Forse abbiamo perso l’occasione, in questo Forum di concentrare tutto il potenziale di lotta, fuori e anche dentro il Forum ufficiale. Potevamo farlo lavorando tutti assieme, confrontando le idee e agendo in modo sinergico.
La prima vertenza mondiale del Movimento, quella sull’acqua, è iniziata. Si può vincere, dobbiamo solo combatterla. Perché nel combatterla scriviamo anche le prime pagine di un nuovo racconto: quello del socialismo del XXI secolo.

* Presidente della sezione italiana del Contratto mondiale dell’acqua