ABORTO: BONDI CON RUINI,UNA MOZIONE PER RIVEDERE LA 194

Nuovo anno e subito si riapre il dibattito sulla legge 194, quella che regolamenta il diritto all’aborto in Italia. A dare fuoco alle polveri è stato Giuliano Ferrara che sul «Foglio» ha chiesto – non senza un pizzico di provocazione – una «moratoria» sull’aborto dopo quella che le Nazioni Unite hanno recentemente approvato per la pena di morte. Ieri è sceso in campo – serissimo – il vicario del papa per la diocesi di Roma, il cardinal Camillo Ruini, che ha dato corpo alla proposta spiegando che a 30 anni dalla legge è ormai necessario «aggiornare» la legge ai progressi scientifici che oggi, ad esempio, permettono una maggiore sopravvivenza dei bambini prematuri«. Quindi la chiusura del cerchio, tutta politica, del coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, che ha annunciato di condividere le parole di Ruini al punto tale da aver presentato una mozione parlamentare »per rivedere le linee guida della legge 194 sulla base delle necessità di tener conto delle nuove possibilità tecnologiche che rischiano di inficiarne i principi ispiratori«. Iniziativa che non persuade per nulla Mario Baccini, dell’Udc, il quale è anzi convinto che una intempestiva azione parlamentare rischi solo di rafforzare l’area abortista. A spiegare quali sono le linee guide della legge sull’aborto – varata nel maggio del 1978 e difesa dai cittadini tre anni dopo nel 1981 quando Democrazia Cristiana e Movimento sociale proposero un referendum abrogativo (68 per cento di no) – ci ha pensato proprio Ruini: bisogna »applicare integralmente la legge sull’aborto che dice di essere legge che intende difendere la vita. Quindi – ha aggiunto – applicare questa legge in quelle parti che davvero possono essere di difesa della vita«. Secondo l’alto prelato è doveroso »richiamare« il tema dell’aborto a quasi 30 anni dalla nascita della legge, nonchè »stimolare e risvegliare le coscienze di tutti per aiutare a rendersi conto che il bambino in seno alla madre è davvero un essere umano e che la sua soppressione è inevitabilmente la soppressione di un essere umano«. Oggi poi, ha aggiunto Ruini, »diventa veramente inammissibile procedere all’aborto ad una età del feto nella quale egli potrebbe vivere anche da solo«. Una revisione della legge quindi, legata al progresso della scienza tanto caro ai laici, e non una sua ridiscussione totale sul piano etico. Una mossa politica che oggi Bondi ha ovviamente rilanciato al centro della scena politica impegnando con una mozione il Parlamento ad aprire un dibattito che a 30 anni dalla legge si annuncia non meno lacerante di allora, a destra come a sinistra. »Mi riconosco pienamente nelle parole di Ruini«, ha premesso il coordinatore di Forza Italia. Quindi ha aggiunto: »parlo a titolo personale, ma con la convinzione di dover rappresentare le ragioni dei laici come dei credenti di Forza Italia, uniti dalla difesa della dignità della persona e del valore sacro della vita. Alla luce di questi valori – ha anticipato Bondi – ho presentato una mozione parlamentare per rivedere le linee guida della Legge 194, sulla base della necessità di tenere conto delle nuove possibilità tecnologiche che rischiano di inficiarne i principi ispiratori«. La posizione di Bondi si scontra però con quella dell’Udc, motivata dal vice presidente del Senato Mario Baccini. »Dobbiamo fare una seria promozione della vita – premette l’esponente centrista – in tutti gli ambienti e in tutti i segmenti della società. E solo quando saremo pronti e sicuri di vincere con convinzione, senza forzature, la battaglia in Parlamento – avverte Baccini – varrà la pena di proporre la revisione delle linee guida della 194, altrimenti si corre solo il rischio di rafforzare l’area abortista