A Viterbo c’è l’acqua pubblica

Dopo le estreme difficoltà delle ultime settimane, dove hanno interferito negativamente alcune sinergie viterbesi tra fazioni limitate, ma potenti politicamente, del Polo e del centro sinistra, e dopo la conferenza dei sindaci del 10 marzo che ha ratificato il testo finale della convenzione di gestione per l’ambito idrico territoriale (Ato), si è arrivati finalmente alla vigenza della convenzione stessa tramite la firma tra il Presidente dell’Ato e la SpA Talete, al 100% pubblica. Si tratta di un fatto di grande rilevanza per i cittadini viterbesi e per quanti, dal novembre 2002, hanno intrapreso una lunga vertenza in difesa del bene comune acqua.
Un risultato, la gestione pubblica “in house” nella provincia di Viterbo, che parla a tutti i movimenti, a tutti gli uomini e le donne che sull’intero territorio nazionale si stanno impegnando per contrastare la privatizzazione delle risorse idriche, monopolio naturale e servizio di interesse generale.
Un risultato ottenuto grazie ad una mobilitazione straordinaria che ha coinvolto uomini, donne, movimenti, territori e società civile del Viterbese.
Nel Consiglio di Amministrazione della Talete Spa, il gestore dell’Ato di Viterbo, è presente Stefano Zolea, del PRC ed indicato come componente del CDA stesso dai movimenti viterbesi per l’acqua pubblica.
Zolea ha rilasciato sulla vicenda la seguente dichiarazione:
“La firma della convenzione è un passo importante per la gestione pubblica dell’acqua a Viterbo. Se penso a come è cominciata questa storia sembra impossibile essere arrivati oggi alla firma della convenzione.
Tre anni fa i sindaci della Tuscia nell’ATO volevano la gara per la gestione del servizio idrico. Si è arrivati con enormi fatiche e grandi mobilitazioni popolari e politiche a respingere questo disegno; ricordo quando nell’incredulità collettiva delle assemblee popolari viterbesi rammentavo a tutti che nelle direttive europee, al di là di torrenti di menzogne raccontate, non c’è mai stata traccia normativa per la liberalizzazione e la privatizzazione del ciclo del servizio idrico.
Poi è arrivata la costituzione della Talete, Spa al 100% pubblica per la gestione in house, con due anni ad oggi di difficoltà inenarrabili. Difficoltà che sono nate non solo da potentati economici tradizionali della Tuscia, ma anche da qualche ambiente “furbetto” del centro-sinistra. Ricordo la solitudine estrema di certi momenti nel CDA in cui solo la solidarietà dei movimenti viterbesi mi ha distolto dalle dimissioni…
Ora, con un grande appoggio di popolo siamo all’avanguardia in Italia della gestione in house dell’acqua degli enti locali: purtroppo la gran parte degli enti locali che hanno optato per il sistema in house non ha adeguato statuti e convenzioni. Noi abbiamo indicato una scia e un percorso che ha una valenza nazionale per l’Unione, che non potrà non inverare il punto programmatico sulla ripubblicizzazione dell’acqua se si vincono le elezioni. Il percorso è ancora lungo e irto di difficoltà, ma non ci lasceremo intimorire da nessuno: mai più!”

14 marzo 2006