A te, mia Dolores – Nella tempesta della guerra col fucile e lo stetoscopio

Traduzione, adattamento e note
di Giacomo Scotti

Roma: Odradek, 2010

ISBN 978-88-96487-07-5
http://www.odradek.it/
(titolo originale: Tebi, moja Dolores
Beograd (SFRJ): “4. Jul”, 1978; VII ed. “Sloboda”, 1987)

La Resistenza jugoslava fu il più deciso e concentrato movimento di liberazione nazionale in Europa. 
Dallo sfacelo della frantumazione della prima Jugoslavia il paese fu salvato da una lotta epica di uomini e donne, combattenti della Resistenza contro Fascismo e Nazismo, che ricostruirono il paese, lo riunificarono, intrapresero l’opera di affratellamento dei suoi popoli.
Questo libro, forse unico nella letteratura europea, scritto da una protagonista d’eccezione quale fu la dottoressa Saša Božovic testimonia tutto ciò attraverso il suo diario-racconto che va dall’aprile 1941 all’estate 1945 e che ci porta dalle piazze di Belgrado alle aspre montagne del Montenegro e della Bosnia. 
Non si raccontano le battaglie, queste sono sullo sfondo, in primo piano la lotta quotidiana di chi si occupava dei feriti e della popolazione.
Dedicato alla figlia, nata nell’ospedale del carcere di Tirana nel novembre 1941 e morta nel marzo del 1943, A te, mia Dolores nel 1980 ottenne l’ambito premio nazionale “4. jul”, e fu proclamato dalla Biblioteca nazionale della Serbia il libro più letto dell’anno. Dall’opera memorialistico-letteraria di Saša Božovic è stato tratto un film, realizzato nel 1980 per la regia di Arsa Miloševic, e un testo teatrale. (dall’ultima di copertina)

Il libro può essere richiesto direttamente a CNJ-onlus, con la possibilità di riduzioni sul prezzo di copertina a seconda del quantitativo richiesto, ad es. rispondendo a questo email e specificando la richiesta.
Esso sarà disponibile anche presso il banchetto gestito da CNJ-onlus alla Festa Nazionale de L’Ernesto – Bologna 26-29 agosto 2010 ( http://www.lernesto.it/index.aspx?m=53&did=793 )

L’AUTRICE
Oltre al diario partigiano A te, mia Dolores, (nell’originale: Tebi, moja Dolores), Saša Božovic ha scritto e pubblicato i seguenti libri: Sve naše Dolores (tr. Tutte le nostre Dolores), Ratne ljubavi, (tr. Amori di guerra), Prijatelji (tr. Amici), Kosovska djevojka (tr. La ragazza del Kosovo) e Moralne iskre (tr. Scintille morali).
A te, mia Dolores è stato tradotto nelle lingue slovena (quattro ristampe), polacca e italiana (la presente edizione); sono in corso le traduzioni in altre lingue europee. L’originale serbo-croato ha avuto otto edizioni. Nel 1980, anno in cui ottenne l’ambito premio nazionale “4. jul”, A te, mia Dolores fu proclamato dalla Biblioteca nazionale della Serbia il libro più letto dell’anno. Per inciso ricordiamo che dalla prima opera memorialistico-letteraria di Saša Božovic è stato tratto un film, realizzato nel 1980 per la regia di Arsa Miloševic, e un testo teatrale a cura di Darko Šilovic, regista Petar Zec, attrice principale Ružica Sokic.
Nata nel 1912 a Belgrado, dove si è spenta il 17 gennaio 1996, Saša Božovic frequentò nella città natale la scuola elementare, il Ginnasio-Liceo e la Facoltà di Medicina, laureandosi nel 1937. Nel luglio del 1941, nella capitale del Montenegro, Podgorica, fu arrestata dagli occupatori italiani e internata nel lager di Kavaja in Albania. Già in novembre, però in seguito a uno scambio di prigionieri fra occupanti e partigiani, tornò in Montenegro e, in località Radovce, in territorio controllato dalle forze di liberazione, assunse la direzione del primo ospedale partigiano in quella regione. Successivamente, sempre alla guida di ospedali ambulanti, si spostò in varie località tra cui Bjizina, Gvozd, e dintorni di Nikšic. Sul finire della prima metà del 1942 fu nominata direttore-comandante dell’ospedale da campo della Prima brigata Proletaria al seguito del comandante supremo dell’Esercito jugoslavo di liberazione, Josip Broz Tito. Successivamente, posta alla guida degli ospedali territoriali partigiani di Drvar, Petrovac, Drinici, Šobatovac e Mišljenovac, passò dal Montenegro alla Bosnia e poi alla Lika (Croazia) da dove si spostò nuovamente nella Bosnia. Nei pressi di Bihac, nel villaggio di Žegar, mise in piedi un nuovo ospedale che diresse fino alla cosidetta Quarta Offensiva sferrata dalle truppe di occupazione sul finire di gennaio del 1943. Seguendo le brigate partigiane, guidò le colonne dei ammalati attraverso gli aspri territori della Lika (Cvjetnici, Šcit), della Bosnia e dell’Erzegovina. Passato il fiume Neretva, continuò a guidare una delle colonne dell’ospedale centrale partigiano anche nella Quinta Offensiva (iniziata nel mese di giugno). In quel periodo fu nominata comandante-direttore dell’ospedale della Seconda Brigata Proletaria con il quale attraversò il fiume Sutjeska e, attraverso l’intera Bosnia, raggiunse Pljevlja nel Sangiaccato (Montenegro). Ferita a Passo Jabuka nel settembre 1943, cadde nuovamente prigioniera, ma nella stessa giornata i combattenti della Seconda Brigata Proletaria la liberarono. Tornata a Pljevlja, fu nominata direttrice dell’Ospedale del Secondo Corpo d’Armata partigiano del Montenegro. Da Pljevlja raggiunse il monte Durmitor, quindi, attraverso Boan, si portò nel Monastero di Moraca dove sistemò l’ospedale. Nominata successivamente direttrice dei Servizi sanitari della Seconda Divisione proletaria, con questa grande unità dell’Esercito di liberazione si portò in Serbia, dove passò ai servizi sanitari del Comando Supremo, raggiungendo infine Belgrado liberata nell’ottobre del 1944.
Nella capitale jugoslava, sul finire del 1944, diventa delegato militare della Croce Rossa Jugoslava, organizzando la raccolta e distribuzione di aiuti (materiale sanitario e viveri) alla popolazione; raccoglie e dà asilo agli orfani di guerra che arrivano da ogni parte del Paese, fonda Case del Bambino ed ospedali pediatrici sul territorio della Serbia, soprattutto in Vojvodina; si prende cura degli ex prigionieri ammalati, reduci dai lager tedeschi, fonda una Cucina del Popolo e si occupa di molti altre attività umanitarie.
Nella primavera del 1945, conclusasi la liberazione della Jugoslavia, la dr. Saša Božovic diventa vice-direttrice dell’Ospedale Militare Centrale e poi dell’Accademia militare di Medicina, presso la quale si specializza in pneumologia.
Dopo il pensionamento, con il grado di generale medico in congedo, continua a prestare la sua opera, volontaria, quale: presidente della Commissione per gli invalidi e di varie commissioni ospedaliere, membro del Comitato esecutivo degli Invalidi militari di guerra della Jugoslavia, membro dell’Esecutivo del Fronte Femminile Antifascista della Jugoslavia, membro dell’Esecutivo della Croce Rossa della Jugoslavia, attivissima in varie associazioni socio-politiche, soprattutto fra i giovani.

Alla memoria di Saša Božovic, una scuola materna di Belgrado è stata intitolata “Dolores”, mentre a Podgorica, Montenegro, una via porta il nome della scrittrice.