A se vdràn, Cofferati…

Egregio Sindaco, nostro ex sodale, con questa lettera aperta intendiamo esprimere a Lei, ed a Bologna in primis, le ragioni del nostro abbandono dalla Sua giunta, in maniera affatto esaustiva, ma anzi passionale e comunque più compiuta rispetto a quanto già detto col nostro precedente comunicato. Lo spazio tiranno impedisce sicuramente una disamina dell’esperienza del PdCI nell’amministrazione cittadina degli ultimi quattro anni, sicché ci atterremo ad un giudizio generale appena tratteggiato ma dal quale, ne siamo certi, saprà ricavare, Lei e i cittadini di Bologna, i sicuri riferimenti a specifici episodi che hanno caratterizzato il Suo mandato. Sindaco Cofferati, Lei oggi guida l’UNICO monocolore politico di tutta la provincia bolognese. Lei è oggi, probabilmente, il sindaco più solo di tutta l’Italia. Nessuna forza di Sinistra è più presente nella Sua giunta, ed anche in Consiglio sono più quelle all’opposizione di quante invece non continuino a garantirLe la maggioranza.Come si è reso possibile ciò?Diciamo fin da subito che Bologna non ha mai visto, dal dopoguerra ad oggi, un clima così conflittuale, radicalizzato e polarizzato prima della Sua venuta in città. Un clima sociale e poi anche politico che, anziché essere risanato da cinque anni di amministrazione di centrodestra, e per questo già avviato a pericolosi scivolamenti egoistici e reazionari, si è vieppiù avvitato in una pratica amministrativa del tutto estranea ed ostile ad un tessuto sociale che ha sempre dimostrato, invece, grandi capacità di riscatto e di progresso, anche nei momenti più duri e più bui. Pensi che anche negli anni più tempestosi, quegli anni ’70 segnati da fortissime tensioni sociali, quando finanche i blindati hanno percorso le vie del centro, c’è sempre stata, da parte di chi governava Bologna, una ricerca di dialogo e di confronto con le parti antagoniste. La Sua azione politica “aliena”, invece, ha inteso approfondire, anziché risolvere, le contraddizioni che una crisi globale di sistema stava innescando ed acuendo già da sé.Oggi Bologna viene additata come esempio di “degrado”.Ma si rende conto, anche lontanamente, della enorme sciocchezza che contiene questa affermazione? E, soprattutto, si rende conto che questo è il Suo peculiare risultato finale?Lei ha inoculato prima una “percezione” quasi del tutto inedita per i cittadini, ed anche per i tanti fuorisede che vivono ed amano Bologna, di una realtà che NON c’era e NON C’E’ tuttora. La percezione è divenuta poi, grazie ad un sapiente, accorato ed interessato accompagnamento mediatico, la realtà virtuale in cui oggi ci troviamo. E a nulla valgono i paragoni, pur evidenti nella loro crudezza, con altre città queste sì alle prese con problemi davvero gravi, sommerse come sono da rifiuti, da vera criminalità padrona, da tassi di disoccupazione da terzo mondo, da violenze di ogni genere che (anche quando non denunciate) sono il segno tangibile di un vero degrado urbano, morale e sociale. In queste realtà, a Lei probabilmente ignote, taluni significanti come “sicurezza” e “legalità” assumono ben altro significato di quanto non ne rivestano, in forma quasi caricaturale, oggi a Bologna. Si rende conto che Lei ha CREATO questo “degrado” con la Sua politica muscolare fatta di sgomberi, di ordinanze “anti” tutto, di assurde proibizioni capaci solo di impedire le più schiette – e, fino a poco tempo fa, invidiate – forme di socialità urbane? Per non parlare del Suo quasi totale disinteresse dimostrato verso il depauperamento produttivo che la città continua a subire…Forse non sa che la storia di Bologna è quella di una città marcatamente europea, tollerante, ospitale e capace di coinvolgere positivamente chiunque volesse eleggerla a propria dimora.Bologna, per secoli, ha nutrito e si nutriva di un benefico flusso di persone – non solo studenti da “spennare”, non creda… – che contribuivano e contribuiscono a renderla ricca ed ambita dai più. Nel giro di soli quattro anni, i Suoi anni, è diventata – agli occhi del mondo – una periferia del terzo mondo. Bel risultato…E si che ci abbiamo provato a modificare le tendenze autoreferenziali che, fin da subito, hanno fatto capolino nel Suo personalissimo modo di intendere ed agire la politica. Non potrà certo negare che, pur tra mille nostre sofferenze, non Le abbiamo mai fatto mancare il nostro appoggio, convinti come eravamo che una pur minima correzione di “stile” avrebbe fatto comprendere ai bolognesi la validità di un progetto di cambiamento certo necessario. Ma vede, la politica, anche quella più strettamente “amministrativa”, pretende ed esige una capacità di comunicazione con i cittadini “amministrati” pari, se non addirittura superiore, all’azione di governo. Lei in questo ha clamorosamente fallito!Anche i provvedimenti a nostro avviso più positivi (valga come ultimo esempio la pedonalizzazione dell’area universitaria) di questa amministrazione vengono oggi vissuti e agiti tra mille contrasti e polemiche. E’ lo specchio di una radicalizzazione di interessi egoistici che prima d’ora non trovavano ragion d’essere, e né, tanto meno, sponde politiche che ne potessero trarre vantaggio. Ascriviamo alla Sua estraneità culturale e politica, quindi alla sua incapacità ad una reale comunicazione (fatta quindi anche di “ascolto”, non sola “enunciazione”) con i bolognesi il “vero” degrado che oggi Bologna vive.Ci creda, non ci è affatto estranea la politica anche “impopolare”, quando siamo convinti e consapevoli che questa, a conti fatti e dimostrabili, produca un avanzamento ed un progresso tangibili e “percepiti”. Da comunisti, le nostre partecipazioni sono sempre state proiettate a garantire un maggior benessere, una maggior distribuzione sociale, una maggior equità e solidarietà individuando in primis i lavoratori e le fasce meno abbienti. Per fare ciò ci siamo spesso alleati con settori politici che, pur non sposando le nostre stesse idee (né lo abbiamo mai preteso…), avevano un comune denominatore progressista, preziosa eredità di un passato Costituente in cui si rispecchiavano comuni valori, e, seppure con sacrificate mediazioni, siamo riusciti a condividere anche delicati passaggi altrove ed altrimenti indigeribili.Ma a tutto c’è un limite.La Sua politica marziale è oggi in competizione con le più retrive amministrazioni leghiste e reazionarie d’Italia. Il culmine di questa dissennata dimostrazione di “carattere” è stato raggiunto dal rifiuto del Ministro degli Interni, Roberto Maroni (sic!), a concedere i manganelli e lo spray al peperoncino ai Vigili Urbani, così come Lei chiedeva, poiché considerati strumenti impropri per le funzioni di polizia municipale!Non dubitiamo che presto, se non già subito, questa decisione venga rivista, incontrando i Suoi desiderata, ma proprio questi Suoi “successi” rendono ormai insostenibile una nostra condivisione alle Sue prospettive politiche e gestionali. Da ultima, ma strettamente correlata a quanto su detto, la Sua dichiarata e reiterata ricerca di “autosufficienza” in vista delle prossime elezioni amministrative. Non ci interessa qui disquisire se sia “buono” o “cattivo” questo Suo atteggiamento, e ci limitiamo ad una semplice domanda: se è così negativa l’alleanza con le altre forze della Sinistra, perché non è stato fin da subito conseguente? Se la Sinistra Le è d’impiccio, perché non se ne è liberato immediatamente? O forse Le è utile a mantenere una posticcia rappresentazione di unità svanita ormai da un pezzo?Sindaco Cofferati, Lei ha distrutto l’Unione. Lei ha creato le condizioni di una barbarie mai vista prima a Bologna. Lei ha determinato – e determina tuttora – condizioni di arretramento politico, culturale e sociale, e non si limita, ahinoi, alla sola Bologna…Il nostro augurio, il nostro impegno è oggi teso a recuperare e ricostruire un clima politico che sappia ricongiungere TUTTE le forze progressiste per farle diventare il motore di un rinnovamento più che mai necessario. Con Lei questo non è possibile!Per queste, e tantissime altre ragioni che qui non trovano spazio, cordialmente Le diciamo:Cofferati, at salùt!

Bologna, 11.06.08 Partito dei Comunisti Italiani