A Roma, migranti, sindacati, studenti. La società “accogliente”

Chi arriva da più lontano a quest’ora è già partito o si aggira per Roma. Magari è già in piazza della Repubblica, a fare colazione o a cercare altri compagni. Quello di oggi è percepito come un appuntamento importante: nelle ultime ore si sono moltiplicate le notizie di treni e pulman prenotati all’ultimo momento. Trenitalia ha concesso tariffe abbordabili 30 euro A/R da tutta Italia, 26 dall’Emilia, 10 da Toscana, Marche, Abruzzo e Molise, 15 dalla Campania. I singoli compartimenti poi hanno contrattato con le realtà locali del comitato promotore. “In piazza per i diritti e la libertà dei migranti” lo hanno affermato, con differenti appelli, soggetti diversi della società italiana. In evidenza il mondo del lavoro che, oltre alla Fiom e al sindacalismo di base vedrà in piazza decine di RSU provenienti da tutta Italia. Realtà che condividono la piattaforma di mobilitazione e che accentuano l’attenzione sulle condizioni
disastrose in cui versano i lavoratori dipendenti e precari. Un no alle legge 30 quindi, ritenuta immodificabile e una affermazione che
ha il sapore delle cose antiche ma vere: «Mobilitandosi insieme per i precontratti, per le condizioni di lavoro e salariali nelle fabbriche come nelle cooperative, per la difesa del posto di lavoro contro la delocalizzazione degli impianti, i lavoratori italiani e migranti hanno imparato a conoscersi condividendo lotte per obbiettivi comuni». «I segnali inquietanti lanciati non solo dal rogo di Amsterdam, dalle frontiere di Ceuta e Melilla, dalle tragedie del mare, ma anche dai quotidiani episodi di sfruttamento nei confronti
delle e dei migranti, dei richiedenti asilo, dei profughi costituiscono una grave emergenza per la democrazia, la convivenza, i diritti». Inizia così l’appello sottoscritto da accademici di numerose università che si sono ritrovati coesi attorno alla necessità di dare un proprio forte impulso. Un invito ad essere in piazza giunge poi da un altro testo sottoscritto da persone rappresentative di realtà diverse, da Paolo Beni, presidente dell’Arci a scrittori come Vincenzo Consolo, Massimo Parlotto, Carlo Lucarelli, Maria Rosa Cutrufelli, registi come Cristina Comencini e Renato Sarti, attori come Bebo Storti, nonché dai direttori dei maggiori organi della sinistra alternativa. L’appello è pieno di perché. I perché relativi alle cose da cancellare dalla legge vigente e da quelle precedenti, i
perché relativi al mondo e alla società che si vuole insieme costruire avanzata e rivolta verso il futuro. Ma ancora più forti sono le parole lanciate da chi oggi si è sobbarcato il viaggio a Roma, ha rinunciato ad una giornata di lavoro, ha accettato di esporsi sapendo di rischiare di più degli altri perché è egli stesso migrante, perché le parole d’ordine della manifestazione sono elemento quotidiano della propria vita individuale. Chiedere eguaglianza e cittadinanza, espellere dall’ordinamento le condizioni di “diritto speciale” in
cui vive chi è immigrato, cancellare la subalternità ad un rapporto di lavoro che spesso si traduce in forme di vera e propria nuova schiavitù, poter uscire alla luce del sole. E poi non avere più davanti gli incubi dei Cpt, delle espulsioni, delle file notturne davanti
alla questura per un semplice documento, pensare di poter avere dalla democratica Italia, diritto all’asilo politico, al voto, ad una cittadinanza che significhi inclusione. Utopie forse, in un paese in cui chi è scoperto a vendere CD falsi viene espulso e non può rientrare nel continente dei privilegiati per 10 anni, in un paese in cui chi disobbedisce a leggi ingiuste viene processato in nome di una idea decontestualizzata di “legalità”. E oggi saranno in piazza anche quelli che si sono opposti alle legislazioni proibizioniste, quelli che non hanno obbedito. Il corteo sarà aperto dallo stesso striscione che ha visto il movimento in piazza lo scorso anno, con la scritta: “Libertà e diritti per i migranti, no alla Bossi Fini”, partirà da Piazza della Repubblica intorno alle 14 e dopo aver percorso una parte di Via Cavour si inoltrerà nel quartiere Esquilino passando nei pressi di Piazza Vittorio, per poi arrivare a Via dei Fori
Imperiali. La fine del corteo è prevista a Piazza della Madonna di Loreto, laterale a Piazza Venezia. Il furgone che aprirà il corteo fungerà da palco, si alterneranno interventi di rappresentanti di realtà migranti, che toccheranno i diversi temi della manifestazione.
Si prevede una partecipazione ampia anche se molto dipenderà da come risponderà Roma. Rifondazione Comunista si sta spendendo in un generoso sforzo economico e di impegno in quanto parte integrante del movimento di cui condivide la radicalità.
Ci sarà Mohammed, di cui ieri ha parlato Liberazione, ha telefonato entusiasta dicendo: “Sono appena uscito dal Cpt, ci vediamo al
corteo”. Ci saranno gli studenti che contestano la Moratti, ci hanno tenuto a dirlo: “Questa manifestazione riguarda anche noi