A Melfi primo accordo sui 17 turni

La Fiat accetta, ma si tratta ancora su salari e carichi. Domenica notte nuovo sciopero

L’accordo c’è, ma si rischia anche «il trucco». Prima vittoria per gli operai di Melfi, che hanno intascato un «sì tecnico» della Fiat all’ipotesi dei 17 turni, eliminando dunque il diciottesimo, che cadeva la domenica notte. Ma la trattativa è ancora aperta, e adesso si deve andare al vero e proprio tavolo negoziale, o «politico», dove si discuterà su tutti i temi indicati come prioritari dai sindacati: i salari, l’occupazione, i volumi produttivi, i carichi di lavoro. Dunque, dato che l’intesa non è ancora operativa, per la prossima domenica è sempre in calendario il diciottesimo turno, e con esso lo sciopero della notte, già attuato con successo nelle scorse due settimane. L’accordo raggiunto ricalca abbastanza quella che era la proposta della Fiom, dato che prevede un sistema di riposi a due giorni a scorrimento. I turni però, anziché due saranno di tre tipi diversi: 40 ore di lavoro (dunque 5 giorni settimanali) per il notturno; 48 ore (6 giorni) e 32 (4 giorni) per quelli diurni. Cade il turno che inizia alle 22 della domenica, imposto dalla Fiat quindici giorni fa. Mentre i sindacati stavano trattando con l’azienda, i capireparto avevano distribuito i nuovi profili con i 18 turni, giudicati «necessari» da parte della direzione per sostenere la produzione della Grande Punto nella fase del lancio.

Un atto unilaterale, che aveva fatto rompere il tavolo negoziale e portato all’indizione unitaria degli scioperi domenicali. Durante una prima fase delle trattative, l’azienda aveva provato a proporre i 18 turni fino ad aprile 2006, per poi passare a 17 da maggio. Ma i sindacati, che avevano sottoposto l’ipotesi in assemblea ai lavoratori, hanno deciso di non accettare. Successivamente si era fatta strada l’idea di arrivare con i 18 turni almeno fino al termine del 2005, ma anche in questo caso i delegati (soprattutto quelli della Fiom) hanno rifiutato.

Eppure è l’ipotesi che resta ancora sul piatto, dato che nell’intesa siglata ieri la Fiat si è conservata una «postilla» per riproporre il diciottesimo turno per «temporanee esigenze di produzione». Una richiesta che potrebbe dunque comparire improvvisamente già dalla prossima ripresa del tavolo, e che rischia di dividere le organizzazioni dei lavoratori: Fim e Uilm, infatti, sui 18 turni sono più possibiliste. Tanto che ieri la Fim, per bocca del segretario nazionale Bruno Vitali, è uscita con un commento entusiastico: «E’ un accordo storico», ha detto, aggiungendo che «bisogna completare il negoziato sulle questioni ancora aperte», tra cui ha inserito esplicitamente «la richiesta della Fiat di un periodo temporaneo a 18 turni». Uno stop risoluto, però, è arrivato da Giuseppe Cillis, segretario della Fiom Basilicata, il quale ha escluso «che a Melfi si possa lavorare in un diciottesimo turno, anche temporaneamente».

Vittorio Cilla, delegato Fiom presente alle trattative, ha spiegato che «adesso la Fiat ci convocherà a breve per il tavolo politico, dove si discuterà di tutti gli altri temi e si potrà rendere operativa l’intesa sui 17 turni». L’accordo generale verrà poi sottoposto alle assemblee dei lavoratori, che ne decideranno il destino. «In ogni caso – conclude il delegato Fiom – per il momento lo sciopero del diciottesimo turno è confermato, e anche questa domenica non andremo al lavoro».